Palio dei Terzieri, a Città della Pieve appuntamento tra sfide e storia

Con i festeggiamenti in onore di san Rocco la manifestazione entra nel vivo

CITTÀ DELLA PIEVE (Perugia) – Entra nel vivo il Palio dei Terzieri: con la Fiera del Terziere Castello questa sera (martedì 14 agosto) si aprono i festeggiamenti in onore di san Rocco che andranno avanti anche il 16 agosto, mentre per Ferragosto saranno due gli appuntamenti da non perdere.

La mattina del 15 agosto in cattedrale si terrà, celebrata da don Simone, la suggestiva benedizione degli archi che verranno accompagnati dai rappresentanti di ognuno dei tre Terzieri in costume storico.
Nel pomeriggio, in piazza Plebiscito il Lancio della Sfida vedrà il  Pallium storico riconsegnato dal Terziere vincitore dell’ultima edizione (il Terziere Casalino) nelle mani del Podestà di Castel della Pieve, per essere gelosamente conservato nella sede comunale da cui uscirà domenica: giorno della Caccia del Toro, per figurare nel grande corteo storico preceduto dal gonfalone della città e diretto al Campo de li Giochi dove poco dopo si terrà la sfida degli arcieri. Non prima di essere passati per la tradizionale battaglia della farina, un momento ludico e goliardico che letteralmente “trasforma” un angolo della Città. L’animazione del 17 agosto è in capo al Terziere Borgo Dentro e alla sua Compagnia dell’Orca.

Il Palio è un evento maestoso e coinvolgente. Una manifestazione di questa portata deve – soprattutto con l’intensificazione delle norme specifiche – rispettare requisiti precisi per essere autorizzati allo svolgimento dei vari spettacoli. A spiegare l’iter è proprio il sindaco di Città della Pieve Fausto Scricciolo: «Una apposita commissione autorizza gli eventi dopo aver esaminato in dettaglio strutture, organizzazione e piano di sicurezza che deve essere prima opportunamente predisposto ed indicare con chiarezze modalità operative e responsabilità. Uno dei tanti requisiti richiesti è dimostrare di avere un numero di spettatori ben definito che non può essere superato. I Terzieri e l’amministrazione comunale – spiega Scricciolo – hanno deciso che lo strumento per determinare con certezza questo numero fossero i biglietti di ingresso sia in piazza che al campo. In questo modo viene rispettata la capienza massima, si ottengono le autorizzazioni, si garantisce sicurezza agli spettatori ed ai passanti, si reperiscono le risorse per la pubblicità, per gli allestimenti e per la gestione degli eventi».

Grotte di Frasassi, inaugurato il nuovo info point alla biglietteria

Joint venture tra enti e istituzioni per la gestione del punto informativo

MARCHE – Stretta di mano tra Comune di Genga, Parco Regionale Gola della Rossa e Frasassi e Consorzio Grotte di Frasassi per la gestione integrata del punto informazioni turistico, presidiato da operatori specializzati multilingue. Dunque si allarga e si completa l’offerta per le migliaia di turisti che raggiungono il territorio, al fine di divulgare il territorio di Frasassi quale destinazione turistica sempre più “international”.

Una joint venture tra enti e istituzioni per la gestione del punto informativo turistico presso la biglietteria delle Grotte di Frasassi. Per completare l’offerta territoriale verso le migliaia di visitatori del complesso ipogeo, tra i più celebri al mondo, è stato inaugurato oggi (lunedì 13 agosto) il nuovo Info Point all’interno della biglietteria, nell’area “La Cuna”.
Comune di Genga, Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi e Consorzio Grotte di Frasassi: sono queste le tre principali realtà che, attraverso un accordo, hanno dato vita a questa nuova gestione integrata del centro informazioni per gli avventori che, particolarmente in questo periodo dell’anno, raggiungono il territorio.

All’inaugurazione erano presenti il sindaco di Genga Giuseppe Medardoni, il Vicepresidente dell’Unione Montana dell’Esino-Frasassi con delega al Parco Regionale Gola della Rossa e Frasassi Gabriele Santarelli, il Vicepresidente del Consorzio Grotte di Frasassi Riccardo Strano, e il Direttore del Consorzio Grotte di Frasassi Luigino Quarchioni.

«Genga è un piccolo Comune, il cui nome, però, da anni, riecheggia in tutto il mondo grazie al volano turistico delle nostre amate Grotte – ha affermato il sindaco Medardoni – da tempo si sentiva forte il bisogno di aggregare sponde istituzionali per offrire al turista una risposta completa e trasversale. Da oggi si apre un nuovo scenario per la promozione del territorio, e siamo convinti di riuscire a soddisfare le tante richieste e necessità del flusso turistico che sceglie Frasassi, e il territorio circostante, quale miglior meta».

«Si tratta di un’importante accelerazione nei rapporti di collaborazione e nella promozione sinergica del territorio – ha aggiunto Santarelli – abbiamo tante ricchezze da mettere a disposizione dei turisti e dobbiamo fare sistema per far apprezzare ancora di più il territorio dell’entroterra che solo da poco ha scoperto e capito di poter avere una forte vocazione turistica. Non abbiamo nulla da invidiare ad aree più conosciute e nei sindaci dei 5 comuni del Parco c’è la consapevolezza che è necessario mettere a sistema tutte le potenzialità che singolarmente siamo in grado di offrire».

«Oggi il turismo e l’approccio al settore è inevitabilmente mutato – completa il Vicepresidente Riccardo Strano – per questo si deve puntare sempre più ad una proposta integrata con il territorio e decisamente “international”. Aver aggregato le aree di maggior interesse territoriale, e nelle immediate vicinanze dell’area di Frasassi, rappresenta un valore aggiunto che va a formulare una destinazione turistica più ampia. E su questo il nuovo Info Point assume un ruolo di grande importanza, per la diffusione di notizie da parte del nostro personale formato».

Infatti, oltre al presidio costante e multilingue del personale del Consorzio Grotte di Frasassi, all’interno del punto informativo si trovano depliants illustrativi del territorio e dei beni culturali e monumentali connessi, flyers sugli eventi disseminati sul territorio, cartine turistiche e museali. Dunque una serie di informazioni che, da oggi in poi, abbracceranno un’area allargata e strettamente collegata.

Castiglione del lago capitale mondiale del folklore

Gran finale per la Rassegna internazionale tra gruppi folk da Senegal, Ucraina e Montenegro e gli amatissimi Agilla e Trasimeno. Il programma

CASTIGLIONE DEL LAGO (Perugia) – A Ferragosto gran finale per la Rassegna internazionale del folklore.

Giunto alla quarantunesima edizione, il tradizionale e atteso appuntamento dell’estate lacustre con la cultura popolare internazionale quest’anno è dedicato al Mediterraneo e alla fratellanza tra i popoli. Il Gruppo Folkloristico Agilla e Trasimeno, che dal 1978 organizza la rassegna, per il 2018, Anno Europeo della Cultura, ha promosso il progetto “Mediterraneo, un mare per l’incontro tra i popoli: un solo mare, un mondo di culture”, consolidando i valori che hanno sempre contraddistinto l’associazione culturale castiglionese. Il Mediterraneo come punto d’incontro tra Nord e Sud del mondo, tra popoli che vogliono conoscersi meglio e aspirano alla pace.

A Ferragosto si esibiranno il gruppo folk “Ndiaye Music” del Senegal, il Folk Ensemble “Aluminium” di Podgorica Montenegro, il “Volynyanka” di Lutsk in Ucraina e il Gruppo Agilla e Trasimeno.
«Dal punto di vista culturale – ha spiegato Giancarlo Carini, presidente di Agilla e Trasimeno – il Mediterraneo possiede da sempre una vocazione immutabile: rappresenta più che sé stesso le terre che lo circondano, cuore della cultura occidentale in tre continenti, Europa, Asia e Africa. Proprio perché la popolazioni del Mediterraneo hanno voglia di conoscersi e non temono gli scambi interculturali noi, come organizzatori, vogliamo dare un senso a questi concetti. Ringrazio per la collaborazione il Comune di Castiglione del Lago, “Arte e Sostegno”, la Confraternita di San Domenico, il “Laboratorio del Cittadino”, l’Avis, “Progetto Donna”, la Regione Umbria, la Camera di Commercio e tutti gli sponsor».

Dopo la splendida giornata del 29 luglio, la giornata di Ferragosto si annuncia molto interessante: divertente anteprima dalle 11 alle 12 con il tradizionale saluto delle autorità a Palazzo della Corgna e soprattutto la multicolore sfilata per le vie del centro con una breve esibizione dei gruppi che saranno di scena la sera. Lo spettacolo inizierà alle 21,15, nel suggestivo scenario della Rocca Medievale: primo gruppo ad esibirsi sarà l’ensemble di danza popolare “Volynyanka” del Palazzo della Cultura di Lutsk in Ucraina. Il suo nome incarna la gioventù e la bellezza della terra ucraina. L’ensemble è composto da 40 giovani dell’età di 16 anni ed è stato fondato nel 1959. Il repertorio dell’Ensemble è fatto di danze popolari ucraine e danze della regione del Volyn. Queste danze coinvolgono scene coreografiche molto dinamiche tipiche delle celebrazioni popolari ucraine, che hanno assorbito i principali schemi del folklore ucraino. Nel corso degli anni, l’Ensemble Volynyanka ha preso parte a vari concorsi e festival in tutto il mondo. L’orchestra di Volynyanka è costituita da musicisti talentuosi che suonano strumenti popolari come kozabas, buhay, sapilka e volynka.

A seguire si esibirà il Folk Ensemble “Aluminium” di Podgorica Montenegro, gruppo fondato nel 1975 a Podgorica, capitale del Montenegro con il partenariato della società industriale dell’alluminio, da cui il nome del gruppo. Col trascorrere degli anni più di 3000 persone ne hanno fatto parte; ad oggi il gruppo conta fino a 140 partecipanti, per la maggior parte studenti, la cui età non supera i 21 anni. Nel 2010 Aluminium è stato designato dal Governo come miglior gruppo del Montenegro per rappresentare la nazione all’Expo di Shanghai. Le coreografie, realizzate da famosi coreografi, sono dinamiche, diversificate tra loro e caratterizzate da forte temperamento; ogni danza viene eseguita con costumi tradizionali originali ed è accompagnata da musica dal vivo eseguita dal complesso orchestrale.
Nuovo entrato nel programma ferragostano è il gruppo folk “Ndiaye Music” che proviene dal Senegal. Fu fondato da Mbar Ndiaye, famoso percussionista senegalese che suona il “sabar”, uno strumento musicale a percussione della famiglia dei membranofoni originario del Senegal, di solito suonato con una mano ed una lunga bacchetta in legno oppure con le sole mani. Mbar lavora in Italia dal 2005 proponendo corsi di danza sabar e percussioni, animazione per matrimoni, concerti di beneficenza, spettacoli di danza sabar e musica afro moderna mbalax.

Come tradizione chiuderà la serata ferragostana Il gruppo folcloristico “Agilla e Trasimeno” fondato nel 1957 allo scopo di mantenere vive alcune forme della cultura popolare e della civiltà contadina delle zone costiere del Lago Trasimeno. È composto da giovani di Castiglione del Lago, spinti dalla passione e dall’amore per il proprio popolo e le sue tradizioni. Il costume è quello semplice della gente delle rive del lago Trasimeno tra la fine dell’‘800 e i primi del ‘900. Le donne, strette in un bustino, hanno un grande fazzoletto sulle spalle e un grembiule in vita; gli uomini si presentano con panciotto e pantaloni fermi al polpaccio sostenuti da un’alta fascia in vita. Le musiche, i canti e i balli sono espressione e commento dei momenti più significativi della vita contadina, molto legata ai cicli naturali e alle stagioni: la vendemmia, la raccolta del grano e la trebbiatura. Le musiche eseguite con strumenti tradizionali quali fisarmonica, cembalo, chitarra, clarino, organetto e contrabbasso, fanno da accompagnamento per gli altrettanto tipici balli come: Sor Cesare, Punta e Tacco, Trescone, Lo Schiaffo e La Manfrina.

Cena e breakdance per aiutare i pazienti in coma

L’iniziativa dell’associazione Mai soli, che raccoglie fondi per l’accoglienza e la degenza di persone in stato vegetativo

COLLAZZONE (Perugia) – Circa 150 persone, nella notte di san Lorenzo, hanno risposto alla chiamata dell’associazione Mai soli e hanno partecipato alla serata di solidarietà organizzata al ristorante I saracini – Fattoria Luchetti di Gaglietole.

Un’occasione per stare insieme, tra buon cibo, musica, stelle cadenti e spettacolo, grazie all’esibizione dei ballerini di breakdance della Biter Busters Crew, ma soprattutto per dimostrare vicinanza e contribuire alla causa che Mai soli porta avanti dalla sua nascita. Da poco più di due anni, infatti, l’associazione svolge la sua attività nel settore dell’assistenza sociale e sociosanitaria e promuove la realizzazione di apposite strutture per l’accoglienza e la degenza di pazienti in coma e stato vegetativo, trovando anche una sempre maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Si prefigge, nello specifico, di far inserire nel piano ospedaliero della Regione Umbria nuclei appositi all’interno di strutture già esistenti e unità per il sollievo delle persone con tali patologie. Obiettivi che sono stati ribaditi durante l’iniziativa a cui hanno partecipato anche l’assessore ai servizi sociali del Comune di Perugia Edi Cicchi e la dottoressa Ilaria Vescarelli, responsabile della Casa della Residenza protetta ‘Casa dell’amicizia A. Seppilli’ di Perugia.

 

«Anche quest’anno – ha commentato Teresa Frenguellotti, fondatrice dell’associazione insieme alla presidente Marina Martorelli e a Johnson De Rizzoli – la nostra festa sotto le stelle è riuscita. La presenza dell’assessore Cicchi e della dottoressa Vescarelli ci fa stare più sereni perché penso che riusciremo a combattere con più forza per l’apertura di questo nucleo per far sì che i pazienti possano stare per il resto dei loro giorni nel miglior modo possibile. Vorrei ringraziare le istituzioni presenti e le persone che hanno partecipato e ci stanno seguendo da più di due anni e lanciare un piccolo appello: continuate a credere in noi perché prima o poi riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo».

“Sono contenta – ha commentato l’assessore Cicchi – che l’associazione abbia fatto questa iniziativa meritevole. Non sempre, se non si è a contatto con una determinata malattia, si conosce una situazione di complessità e disagio, fare iniziative come questa significa promuovere la cultura dell’attenzione verso chi sta facendo un percorso molto complicato”. “È importante che la Regione – ha concluso l’assessore Cicchi – si faccia carico di fare in modo che le persone possano avere spazi dove vivere la loro condizione. Le risorse purtroppo sono limitate e questo non corrisponde sempre con i bisogni delle famiglie. Con la Rete del sollievo stiamo facendo un lavoro di sensibilizzazione perché è importante che avere una forza che sia di stimolo alle istituzioni per poter creare un welfare sempre più vicino alle persone”.

A Civitella d’Arna torna la Festa delle campane e del dialetto perugino

L’appuntamento presentato con una sfilata in piazza IV Novembre

PERUGIA – A Civitella d’Arna torna la festa delle campane e del dialetto perugino, a cura dell’associazione Proarna.

L’evento, in programma dal 17 al 26 agosto, è stato presentato in piazza IV novembre alla presenza del vicesindaco Urbano Barelli e dell’assessore Dramane Wagué al termine di una sfilata in costume composta da circa 40 figuranti, tra cui il parroco del tempo don Francesco Baldelli, il conte Giustiniano Degli Azzi e la signora Giulia accompagnati da un cavallo e calesse; questi ultimi nel 1850, anno della fusione delle campane, erano i proprietari del castello.
La sfilata è stata solo un assaggio di uno spaccato di vita contadina di metà ottocento che viene riproposta nell’ambito della festa.
Presenti anche Lamberto Salvatori, presidente della Proarna, Giuseppe Tufo, storico e regista della rievocazione storica, alcuni rappresentati dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e Carrara, impegnati nella realizzazione della mostra Dentro e Fuori, e Sara Tosti curatrice della mostra.

«La mostra – spiegano dal Comune – nasce come idea di percorso di opere contemporanee, allestite all’esterno ed all’interno del castello di Civitella d’Arna e testimonia come in un piccolo paese che conta poco più di quattrocento abitanti, è possibile proporre manifestazioni di alto valore artistico e favorire una rinnovata crescita armonica tra uomo e ambiente. La correlazione che si attua tra spazio interno ed esterno è intesa nel duplice valore di luoghi da visitare, ma anche in quello di luoghi dell’anima, che si confronta con l’universo intero. Le campane rappresentano anch’esse questi duplici valori: la diffusione dei suoni e delle idee che sgorgano libere in un luogo ancora privilegiato sotto molti aspetti, i contrasti tra dentro e fuori, titolo di questa edizione, il silenzio ed il suono, la festa e la morte».

L’intento è in sintesi quello di sviluppare un’azione di conoscenza volta a riconoscere l’ambiente come parte di noi stessi, cioè di riconoscere e riconoscersi in Civitella d’Arna, luogo ideale per scambiare idee, per un confronto tra uomo e ambiente, creando così un piccolo itinerario interno ed esterno tra anima e natura.
Gli spazi destinati alle installazioni e individuati all’interno (il castello) ed all’esterno (il parco), su indicazioni degli artisti stessi, evocano percorsi poetici perché i luoghi sono intenzionalmente scelti per diffonderne le caratteristiche storiche, le usanze, la memoria, le attitudini degli abitanti e armonizzati dal suono delle campane.

Vaccini, le migliori scienziate d’Italia: «Limitarne l’obbligo è pericoloso»

Vaccino, vaccini, vaccinazione, vaccinazioni

Le Top Italian Women Scientists, tra cui l’umbra Ursula Grohmann, scrivono al ministro della Sanità Giulia Grillo

(riceviamo e pubblichiamo)
di Top Italian Women Scientists.1

Ministro Grillo,
Siamo scienziate italiane che hanno dato un sostanziale contributo alla ricerca biomedica, riunite nel gruppo Top Italian Women Scientists.1 Molte di noi sono esperte in immunologia, la disciplina che studia le malattie infettive e i vaccini che le prevengono. Le scriviamo per esprimere la nostra profonda preoccupazione a proposito dei progetti di legge sull’obbligo vaccinale.
I vaccini proteggono la società intera. Le statistiche parlano chiaro. La vaccinazione contro il morbillo ha salvato più di 17 milioni di vite dal 2000 ad oggi. Nel 1985, i casi di poliomielite erano 350.000, distribuiti in 125 Paesi. Grazie ai vaccini, la polio è oggi presente solo in 4 Paesi (ancora troppi!) e ci sono speranze di sconfiggerla, come si è fatto col vaiolo. Trenta malattie, tra cui il colera, la difterite, l’epatite B e la pertosse, possono essere prevenute con un vaccino. L’obbligo vaccinale e l’immunità di gruppo che ne deriva non si limitano a proteggere il singolo ma permettono di estendere la protezione a quegli individui che non possono ricevere il vaccino perché immunodepressi, affetti da malattie croniche o per altre ragioni mediche. Per noi cittadini, vaccinare noi stessi e i nostri figli è un’azione di responsabilità e solidarietà sociale. Per il governo, offrire ed esigere l’obbligo vaccinale è segno di competenza, coscienza scientifica e maturità politica.

I vaccini proteggono non solo dalle infezioni acute, ma anche da conseguenze che possono essere molto gravi. Il fuoco di Sant’Antonio che colpisce le persone anziane è causato dal virus della varicella, solitamente contratto durante l’infanzia. Il virus del morbillo sopprime la risposta immunitaria per anni, rendendo l’individuo suscettibile ad infezioni batteriche e aumentando la necessità dell’uso di antibiotici. Nella donna, la rosolia contratta durante la gravidanza può provocare deformità nel feto; nell’uomo la parotite può causare infertilità. Contrarre l’epatite B durante la prima infanzia aumenta in maniera drammatica il rischio di cirrosi e cancro del fegato. La lista potrebbe continuare, ma il messaggio dovrebbe essere chiaro: i vaccini offrono protezione non solo da malattie che molti considerano ‘leggere’ ma spesso anche da gravi conseguenze a lungo termine.

I vaccini sono agenti preventivi. Limitarne l’obbligo a situazioni di emergenza o a quelle zone dove la copertura cada al di sotto del livello soglia è estremamente pericoloso, non risponde ai criteri epidemiologici e non corrisponde alle raccomandazioni di enti internazionali quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’implementazione di misure che limitino l’obbligo vaccinale avrà conseguenze sanitarie catastrofiche ed un impatto sociale e finanziario incalcolabile.
L’Italia ha fortissime competenze in materia di immunologia e malattie infettive, competenze riconosciute dall’intera comunità scientifica internazionale. Riteniamo che ascoltare e utilizzare tali competenze, anche come fonte di informazione pubblica qualificata, faccia parte dei doveri di un governo responsabile. Nell’unire la nostra voce a quella dei numerosi genitori, medici e organizzazioni che già lo hanno fatto chiediamo il mantenimento dell’obbligo vaccinale.

In rappresentanza delle Top Italian Women Scientists
1 Costituito nel 2016, il Club delle Top Italian Women Scientists, un’iniziativa dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di Genere, è costituito dalle scienziate italiane più citate a livello internazionale in campo biomedico e rappresenta la voce della competenza biomedica italiana al femminile.

Giamila Fantuzzi
Annalisa Pastore
Barbara Bottazzi
Sonia Levi
Ariela Benigni
Annunziata Gloghini
Paola Ricciardi-Castagnoli
Maria Cristina Mingari
Maria Grazia Daidone
Daniela Monti
Paola Dal Cin
Maria Pia Sormani
Francesca Mallamaci
Alba Brandes
Silvia Priori
Nicole Soranzo
Maria Trojano
Maria Lorenza Muiesan
Katia Scotlandi
Liliana Dell’Osso
Cristina Colombo
Ada Sacchi
Maria Benedetta Donati
Gabriella Sozzi
Emiliana Borrelli
Amalia Gastaldelli
Maria Pia Amato
Angela Tincani
Anna Linda Zignego
Paola Allavena
Luigina Romani
Orsetta Zuffardi
Anna Rubartelli
Katia Varani
Elisabetta Dejana
Valeria Poli
Ursula Grohman
Annamaria Vezzani
Francesca Fallarino
Rita Casadio
Michela Matteoli
Adriana Albini
Flora Peyvandi

Velimna 2018, tutti al lavoro per gli etruschi del fiume

Velimna 2018, laboratorio artistico nella sede sociale: statue in ferro dolce

Perugia, fervono i preparativi nella sede della Pro Ponte per la grande manifestazione di Ponte San Giovanni

di Gino Goti

PERUGIA – D’estate la sede della Pro Ponte in via Tramontani, 5 diventa un vero e proprio formicaio dove consiglieri, artisti, amanti degli Etruschi, soci dell’associazione sono all’opera dalla mattina a notte fonda, magari non tutti i giorni, per realizzare i materiali, o meglio le opere d’arte, ideati dal regista Enzo Boccacci per i vari eventi che compongono “Velimna, gli Etruschi del Fiume” dal 29 agosto al 2 settembre.

Quella del 2018 è la sedicesima edizione di un evento unico in Italia o almeno quello che ha dato il via ad altre manifestazioni simili presenti nei territori dell’Italia Centrale. Ma Velimna ormai è diventato un appuntamento dove convergono volentieri, studiosi, appassionati, associazioni o gruppi storici e rievocativi provenienti da Cerveteri, da Chiusi, dall’Emilia Romagna, dalla Toscana in generale. Come da ogni parte dell’Italia Centrale giungono artigiani della ceramica, del legno, del ferro, dei tessuti per partecipare all’ormai tradizionale “Mercatino dell’artigianato etrusco e antico in genere”.
“Perugia Etrusca” è il tema del 2018 che prevede un’anteprima, dal 19 al 26 agosto alla Rocca Paolina nella Sala Centro di Accoglienza e nelle sale di casa Gentile Baglioni. Qui si potrà osservare la mostra scientifico-fotografica “Perugia Etrusca” della dottoressa Agnese Massi Secondari, le riproduzioni di reperti e costumi etruschi realizzati dagli artigiani del laboratorio artistico Velimna e le riproduzioni etrusche realizzate dall’Unione Modellisti Perugini. Inoltre saranno esposte opere pittoriche a tema etrusco di numerosi artisti.
L’”Anteprima Velimna”, a ingresso libero, si potrà visitare dalle 10.00 alle 20.00 dal 19 al 25 agosto. Sabato 25, alle 16.30, visita al Pozzo Etrusco, guidata da Luana Cenciaioli, direttore del MANU di Perugia e di Orvieto. Domenica 26, in due turni 15.30 e 17.30, visita guidata da Luana Cenciaioli e Michele Bilancia (Radici di Pietra) all’Arco Etrusco e mura etrusche, Ipogeo di San Manno e Necropoli dello Sperandio con autobus panoramico in partenza da piazza Grimana.
Per informazioni e prenotazioni: velimna.proponte.it – tel.333.2706325 – 360.600269.
Gli eventi, che proseguiranno a partire da mercoledì 29 agosto fino a domenica 2 settembre, sono presenti su: velimna.proponte.it – info@proponte.it – facebook:velimna – facebook: proponte- www.proponte.it.

I tre carabinieri eroi, morti per salvare la vita a dieci persone

FOTO | A Nocera Umbra e Bagnara il ricordo dell’Arma ai Martiri di Fiesole

NOCERA UMBRA (Perugia) – Il sacrificio di tre carabinieri, eroi morti per salvare la vita a dieci persone, nel ricordo dell’Arma.

Domenica, infatti, prima a Nocera Umbra e poi nella frazione Bagnara, si è tenuta la cerimonia di commemorazione del sacrificio dei “Martiri di Fiesole” per ricordare che il 12 agosto 1944, pochi giorni prima della liberazione di Firenze, a Fiesole, i carabinieri Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti (quest’ultimo nato proprio nel centro umbro il 22 settembre del 1922) si immolavano volontariamente per salvare la vita di 10 cittadini fiesolani, cadendo sotto i colpi di un plotone d’esecuzione nazista.
Alle 9.30 è stato deposto un mazzo di fiore sulla tomba di Fulvio Sbarretti. Successivamente nella frazione Bagnara è stata celebrata la messa, officiata dal cappellano militare Don Aldo Nigro. Per finire, accompagnata dalle note della locale Banda Musicale, si è svolta la toccante cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione di una corona di alloro al monumento  che ricorda la motivazione della Medaglia D’Oro al Valore Militare.
Il tutto si è svolto alla presenza del comandante della Legione carabinieri Umbria, il generale Massimiliano Della Gala, del questore di Perugia Giuseppe Bisogno, del sindaco di Nocera Umbra Giovanni Bontempi, del comandante della Compagnia carabinieri di Gubbio, Pier Giuseppe Zago e del fratello dell’insignito Pasquale Sbarretti.

Il generale e il sindaco hanno ripercorso l’eroica vicenda, il sacrificio e il coraggio dei tre giovani carabinieri ringraziando tutti i partecipanti alla cerimonia e, in particolare, i familiari di Augusto Renzini, anche lui di Nocera Umbra trucidato alle fosse Ardeatine, delle Medaglie D’oro al valor militare Valerio Gildoni, Andrea Fezzuoglio e Giuseppe Ugolini nonchè quelli delle Medaglie d’oro al valor civile Renzo Rosati ed Andrea Angelucci.
È stata ricordata anche la figura del maresciallo Massaccesi, comandante della Stazione di Nocera Umbra scomparso nel 2016 e il sindaco, nell’occasione, ha espresso riconoscenza al capitano Zago – destinato, a breve, ad altro incarico – per il lavoro svolto in quel territorio.
Erano presenti numerosi cittadini, i militari dell’Arma dei carabinieri in servizio della Stazione di Nocera e dei Comandi limitrofi, il capitano Matteo Amoruso, comandante della G. di F. di Foligno, rappresentanti delle Associazioni nazionali carabinieri in congedo, del Cobar Carabinieri Umbria, della Sezione Anpi “17 Aprile”, del consiglio comunale, del corpo di polizia municipale, della Protezione civile, della Croce rossa di Nocera Umbra, dell’associazione Ancri Umbria e della Comunanza Agraria di Bagnara.

Corciano festival-Agosto corcianese: reading, concerti e djset fino a tardi

Il programma di domenica

CORCIANO (Perugia) – Domenica 12 agosto in Piazza Coragino David Riondino insieme alla Corciano Festival Orchestra omaggia Fabrizio De Andrè con lo spettacolo-concerto “La Buona Novella”. Nel Chiostro comunale una serata di racconti, dialoghi e letture con il progetto originale ‘Migranti’ e ‘Umbria’ che coinvolge 11 scrittori del territorio. E ancora, dj set e concerti fino a tarda sera.

Un successo dopo l’altro accompagnano il Festival corcianese verso le sue giornate conclusive. In attesa di immergersi nelle tradizionali atmosfere medievali dal 13 al 15 agosto, sono tanti gli eventi imperdibili previsti per domenica 12 agosto, tra cui forse il più atteso: l’omaggio di David Riondino a Fabrizio De Andrè, alle ore 21.30 in Piazza Coragino, con lo spettacolo-concerto “La Buona Novella” di De André, ideato e diretto da Riondino.

Sul palco David Riondino e Chiara Riondino voci soliste; Fabio Battistelli al clarinetto; Alessandro Giacchero al pianoforte; Milco Merloni al contrabbasso; Mauro Giorgeschi alla batteria; Coro e Corciano Festival Orchestra sono diretti da Andrea Franceschelli. “La Buona Novella” è una tra le più significative e importanti raccolta di racconti in versi di Fabrizio De André, uscita nel 1970, rielaborata e interpretata per banda, due voci e coro. La Filarmonica G. Puccini, l’Ensemble corale degli Illuminati insieme ai solisti, con questa interpretazione hanno voluto rendere omaggio al De André rivoluzionario, alle prese con un tema spirituale tratto dai Vangeli Apocrifi, gesto che all’epoca fu oggetto di molte polemiche. L’elaborazione della partitura musicale è stata affidata a Marco Pontini. Il progetto è stato ideato da David Riondino con la collaborazione di Fabio Battistelli. L’album originale viene riprodotto in ogni sua parte. Ingresso unico € 10,00. Info e prenotazioni Tel. 0755188255/260 infopoint@comune.corciano.pg.it

Alle ore 21.30 è la volta di un progetto originale del Corciano Festival ‘Migranti’ e ‘Umbria’: Giovanni Dozzini, curatore della sezione letteraria del Festival, ha chiesto ad alcuni tra i migliori narratori umbri di scrivere un racconto ispirato a queste due parole chiave, all’idea di sradicamento e smarrimento intesi nel senso più ampio possibile. Il risultato è stato sorprendente e durante la serata si dibatterà su questi temi e sul ruolo della letteratura, tra testimonianza e stimolo, rispetto alla società e alle sue dinamiche, e saranno proposte delle letture di stralci dei racconti, che confluiranno in un’antologia intitolata Lontano da casa. Partecipano: Gianni Agostinelli, Roberto Contu Giovanni Dozzini, Pasquale Guerra Nicola Mariuccini, Riccardo Meozzi Giovanni Pannacci, Pierpaolo Peroni, Eugenio Raspi, Paola Rondini
, Sergio Rossi, Chiara Santilli
, Antonio Senatore e Caterina Venturini.

Altro appuntamento dedicato alla letteratura (a cura del Festival) alle 18 nella Sala del Consiglio Comunale, è quello con la presentazione del libro
 di Luciano Taborchi “Nicolò Piccinino. Storia di un capitano di ventura. Dal castello di Caligiana 
al sogno del Ducato di Milano” (ed. Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche, 2018). Con l’autore intervengono
Alessandra Tiroli
 storico dell’arte
e Mario Squadroni
Università di Perugia.

Ai Giardini del Torrione di Porta Santa Maria si comincia alle 19 con l’apertura dell’Hostaria e il dj set The sound of the sunset con dj Sesè & dj Riccardo Giangreco. La serata continua alle 22.30 con il format
Spazio ai giovani… sulla strada del successo
e il gruppo NUR.

Le mostre del Corciano Festival | “Communitas et homines insignis oppidi curtiani. Il Corteo storico del Gonfalone: 50 anni in 50 immagini” a cura di Alessandra Tiroli e Cinzia Verni, nella Sala dell’Antico Mulino, dal 4 al 15 agosto. Fino al 16 settembre nella Chiesa-Museo di San Francesco, “L’ITALIA DI MEZZO
La Cartografia storica
del centro Italia dal XVI al XIX secolo” a cura di Carla Cicioni e Piero Giorgi. Per tutta la durata del Festival il centro storico sarà inoltre arricchito dal percorso espositivo “Tra Arti e Mestieri” composto da botteghe di arti e artigianato artistico curato da Cinzia Verni. E ancora, all’Antiquarium sarà possibile visitare “Incontri tra culture” a cura e di
Pietro Marchioni. Orario apertura mostre: dal 4 al 15 agosto, giorni feriali 18.00-23.00, sabato e domenica 10.00-13.00/18.00-23.00

Info/prenotazioni: Tel. 075 5188255 – 260 // infopoint@comune.corciano.pg.it

Corciano, finalmente un bancomat in centro storico: mancava da un anno

Il servizio è tornato attivo accanto al palazzo comunale

CORCIANO (Perugia) – Già attivo dal giorno di apertura del Corciano festival, il nuovo bancomat di Bcc Umbria installato nel centro storico della città, accanto al palazzo comunale, è stato inaugurato venerdì 10 agosto. La notizia potrebbe chiudersi qua, se non fosse che la reintroduzione di questo servizio all’interno del borgo si carica di molti significati e contenuti.

Da circa un anno, infatti, Corciano ne era rimasto privo a causa della decisione aziendale della banca che gestiva il precedente bancomat di rimuoverlo. Ciò aveva creato non pochi disagi alla cittadinanza e portato l’amministrazione comunale a muoversi subito per poter reintrodurre questo servizio, particolarmente importante in un piccolo borgo, soprattutto nei mesi estivi quando questo si affolla di turisti e visitatori. Grazie alla storica sinergia con Bcc Umbria, istituto di credito cooperativo che da un lato ha le sue radici proprio nel territorio corcianese, a Mantignana, è stato così possibile dotare nuovamente la città di uno sportello automatico per prelevare denaro come hanno spiegato Marcello Morlandi, direttore generale di Bcc Umbria, Fiorello Primi, presidente dell’associazione I borghi più belli d’Italia, di cui Corciano è membro, e il sindaco Cristian Betti insieme a vari componenti della Giunta comunale.

«Quello di oggi – ha esordito il sindaco – può sembrare un piccolo evento, ma è invece di una portata enorme, sia a livello simbolico che di inversione di tendenza. Fiorello Primi, sulle pagine del Corriere della Sera, aveva denunciato le difficoltà che stanno affrontando i borghi di tutta Italia con la perdita di servizi come quelli postali, bancari e sanitari. Noi, invece, andiamo in senso contrario anche grazie al rapporto costruito nel tempo con una banca fondamentale per il nostro territorio, da sempre attenta alla vita della nostra comunità. Bcc Umbria ha dato un’ulteriore dimostrazione della sua vicinanza ripristinando un servizio, pur sapendo di non guadagnarci e forse di perderci, ma scommettendo nei borghi, spina dorsale del nostro Paese».

«L’economia per essere utile – ha sottolineato Morlandi – deve avere anche una componente etica. Non si può sempre sacrificare tutto all’ultima riga del conto economico. Ci sono cose che aumentano il loro valore e lo moltiplicano nel tempo: tra queste il patrimonio di cultura, storia e tradizione dei nostri borghi. In questi ultimi anni, però, stiamo rischiando di vedere i piccoli centri storici abbandonati ed emarginati. Noi, invece, non vogliamo perderli e questo è il motivo che ci ha spinto ad andare controcorrente, a essere, insomma, una banca differente. Bcc Umbria, anche in questa sua nuova veste e nelle sue nuove dimensioni, sarà sempre attenta al suo storico territorio di competenza».

«La presenza di uno sportello bancario e di un ufficio postale – ha ricordato Primi – fa parte dei parametri che vengono valutati per l’ammissione di un borgo all’interno dell’associazione. Un bancomat è utile per i residenti che non si devono spostare continuamente per prelevare contante, ma anche per i turisti. Non dare la possibilità di prendere moneta per fare acquisti è un segnale negativo per tutto il sistema paese. Ringrazio Bcc Umbria per questa operazione e mi auguro che possa continuare su questa strada di valorizzazione dei piccoli centri. Sebbene con poca validità economica, questo è un grande contributo, utile al sistema umbro del turismo, e una soddisfazione per i residenti dei piccoli centri».