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Trasporti pubblici e 7 milioni di tagli: gli studenti contro la Regione

6 Febbraio 2020

«In Umbria si paga uno degli abbonamenti studenteschi più costosi d’Italia: un ulteriore giro di vite in peggio è una presa in giro»

di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria e Sinistra Universitaria – Udu Perugia
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – Apprendiamo in questi giorni a mezzo stampa della decisione della Giunta Regionale di effettuare tagli per 7 milioni di euro ai servizi di trasporto pubblico locale.

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Come Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria e Sinistra Universitaria – Udu Perugia vogliamo esprimere la più profonda preoccupazione per questa scelta scellerata da parte del governo regionale. Le avvisaglie di questa volontà si erano già palesate nell’agosto 2019 che ci ha visto più volte sulle barricate insieme ai sindacati dei trasporti contro i tagli che già erano stati annunciati e che colpivano direttamente, tra le altre cose, la mobilità studentesca. Quella stagione di lotta si è conclusa con una nostra parziale vittoria, grazie alla reintroduzione dell’abbonamento universitario calmierato.

In questa fase, prendiamo atto della confermata volontà della Regione di disinvestire sulla mobilità pubblica battendo cassa sui servizi al cittadino: i primi a rimetterci, dunque, sono le decine di migliaia di studenti medi ed universitari che ogni giorno si affidano a questo servizio per raggiungere i propri poli didattici ed esercitare il proprio diritto allo studio. Ancora di più, in una regione come l’Umbria, costituita da una miriade di piccoli centri che gravitano da un punto di vista sociale, aggregativo ed economico, intorno alle città principali, la direzione dovrebbe essere quella di rendere sempre più efficienti, rapidi e ramificati i collegamenti: la direzione inversa, imboccata dalla giunta, è indice di una gravissima miopia per le soluzioni alle grandi questioni del nostro tempo. Un sistema efficiente di mobilità pubblica rappresenta infatti un grande passo avanti in fatto di coesione sociale, di ripopolamento e riqualificazione dei borghi storici come dei centri più piccoli, di qualità della vita e soprattutto di tutela dell’ambiente e riduzione delle emissioni; in una regione, tra l’altro, che ha uno dei più alti numeri di automobili pro capite.

Dichiara Matias Cravero, coordinatore regionale di Atrascuola – Rete degli Studenti Umbria: «Gli studenti medi saranno tra i primi a pagare le spese di questo ennesimo, inaccettabile taglio. Da tempo continuiamo la nostra battaglia per vederci riconosciuti davvero come categoria che per la maggior parte non possiede mezzi propri e che perciò, con un servizio di mobilità pubblica in questo stato, non ha un reale diritto allo studio: vogliamo ora essere ascoltati». «Abbiamo sempre denunciato anche – continua Cravero – che in Umbria si paga uno degli abbonamenti studenteschi più costosi d’Italia, con tariffe fino a 700 euro che non corrispondono alla reale qualità del servizio: un ulteriore giro di vite in peggio è una presa in giro agli studenti e alle loro famiglie».

«Un trasporto pubblico efficiente e accessibile – aggiunge Angela De Nicola, coordinatrice della Sinistra Universitaria – Udu Perugia – è uno strumento chiave per dare ossigeno all’Università di Perugia e alle sue sedi distaccate: la raggiungibilità dei poli universitari e dei luoghi di aggregazione è un importante criterio di scelta da parte dei diplomati ed è ragionevole pensare che i tagli avranno, in prospettiva, un effetto negativo sulle iscrizioni». «Un ulteriore danno – conclude De Nicola – lo subiscono tutti gli studenti già iscritti all’UniPG e all’UnistraPG vedendo ridotto un servizio che già adesso si qualifica come insufficiente: questo, come sindacati studenteschi, non siamo disposti ad accettarlo e siamo pronti a fare tutto il necessario per contrastare questa scelta».

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