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Salute, in Umbria 3mila morti per il cancro ogni anno

4 Febbraio 2020

«Il registro dei tumori a rischio per il taglio fondi», l’interrogazione del Movimento 5 Stelle

PERUGIA – «Il Registro dei tumori è a rischio per il taglio dei fondi. La politica regionale sia unita per salvaguardare un’eccellenza nazionale».

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È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Thomas De Luca, annunciando la presentazione di una interrogazione per sapere «se la nuova Giunta vorrà o meno salvaguardare il Registro dei tumori e se ci sia la volontà di preservare un’ idea di sanità pubblica basata sul controllo dei fenomeni». «Oggi 4 febbraio – prosegue De Luca – è la giornata mondiale contro il cancro. Ci sono dati allarmanti anche in Umbria: ogni anno 7mila nuovi casi e 3mila morti. La politica a livello regionale può e deve fare molto di più. Occorre innanzitutto potenziare le strutture. Ci sono reparti oncologici in aree a forte incidenza di queste patologie in alcuni casi totalmente inadeguati in cui medici e infermieri sono costretti ad operare. Occorre poi una maggiore collaborazione con l’Università di Perugia e con altri soggetti di rilevanza nazionale per avviare quegli studi epidemiologici che vadano ad individuare le cause ambientali all’origine di queste patologie. Lo chiediamo da molto, troppo tempo. A tal fine occorre con urgenza potenziare le risorse del Registro dei tumori umbro la cui attività è oggi a rischio a seguito dei tagli recentemente subiti: si è passati da una convenzione triennale con l’Università ed una spesa di 380mila euro annui, ad un rapporto annuale con impegni rimodulati a 180mila euro, con un drastico taglio delle risorse umane che passano da 16 a 5. Rischiamo di perdere davvero un’eccellenza nel campo della epidemiologia descrittiva che è determinante nell’individuare la presenza di fattori di rischio locali, una componente fondamentale nella prevenzione dei tumori e nel campo della ricerca».

«Il Movimento 5 Stelle – continua De Luca – è da sempre in prima linea affinché venga garantito a tutti i cittadini il diritto di vivere, lavorare e crescere i nostri figli in una terra dove non ci si ammala di più che altrove. E se oggi quel muro di negazionismo ambientale con cui ci scontravamo fino a qualche anno fa è stato abbattuto è anche, in parte, merito nostro. Secondo le più recenti rilevazioni sono oltre settemila ogni anno i nuovi casi di tumore in Umbria. E sono circa tremila le morti per cancro. Una strage. Non ci sono altri modi per definire questi dati. Oggi però è importante ricordare che i pazienti che riescono a sopravvivere dopo una diagnosi di tumore sono sempre di più. Dal 2010 sono aumentati del 53 per cento grazie ai formidabili passi in avanti del settore oncologico italiano e grazie anche alle campagne di screening la cui adesione spesso può salvare la vita. L’Italia della sanità pubblica su questo fronte è un’eccellenza a livello mondiale. Dobbiamo difendere con le unghie e con i denti quello che di buono abbiamo costruito – conclude – per garantire a tutti le stesse opportunità di cura, eliminando sempre più le differenze territoriali».

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