Advertisement

Perugia, contro il lavoro nero arriva l’affitto di poltrone e cabine per parrucchieri ed estetiste

13 Febbraio 2020

La novità

PERUGIA – Importante novità per Perugia. Grazie all’approvazione da parte della giunta comunale della delibera, illustrata dall’assessore al commercio Clara Pastorelli, in città sarà ora possibile attivare in via definitiva due istituti, assolutamente innovativi: si tratta del cosiddetto affitto di poltrona, rivolto agli acconciatori, e dell’affitto di cabina, dedicato agli estetisti.

Advertisement

Questo progetto, ormai una realtà negli Stati Uniti e nel Regno Unito, consente al titolare di un’impresa artigiana di affittare uno spazio all’interno della propria attività ed una parte delle attrezzature a giovani professionisti, già in possesso di abilitazione professionale per l’esercizio in forma autonoma delle attività di acconciatore ed estetista. Per l’avvio dell’attività è richiesta, spiegano da Comune,« ai sensi del d.lgs. 222 del 2016 la sola presentazione della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) in cui dovranno essere indicati: le generalità del concedente e dell’affittuario, l’indicazione del locale e degli specifici spazi in cui l’affittuario opererà in affitto, le dichiarazioni sul possesso di tutti i requisiti richiesti per lo svolgimento dell’attività (antimafia, professionali, ecc.)».

Questa iniziativa, che rappresenta un’assoluta novità per il territorio umbro, secondo il modello del coworking nel settore bellezza e benessere tanto diffuso negli Usa, ha numerosi vantaggi. Da un lato consente una riduzione dei costi di gestione da parte degli operatori già in attività attraverso l’affitto delle proprie strumentazioni (poltrone e cabine), mentre dall’altro permette ai giovani professionisti, privi delle disponibilità di risorse per organizzare un’impresa, di accedere a costi contenuti al mondo del lavoro autonomo con un significativo risparmio dell’investimento iniziale necessario per l’acquisto di sedi e attrezzature. Ed ancora l’iniziativa ha il pregio di contrastare i fenomeni di abuso ed irregolarità che alimentano la cosiddetta “economia sommersa”, provocando ingenti danni al tessuto economico.

Nel contempo il progetto consente di ridurre in maniera considerevole sia il lavoro nero, spesso esercitato a domicilio senza alcuna garanzia in termini igienici e fiscali, sia i rischi per la salute, favorendo al contrario il rispetto dei requisiti d’igiene e sanità, e delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

Advertisement