Perugia, contro i ladri ecco anche i comitati di quartiere

11 Febbraio 2020

La proposta del consigliere Nicola Paciotti (Pd). «Solo proclami e la sicurezza peggiora: la nostra è la 34esima città più insicura d’Italia»

PERUGIA – Dopo le proteste, gli esposti e anche la proposta di una Consulta permanente sulla sicurezza, il consigliere Nicola Paciotti, a nome del gruppo del Partito Democratico, ha presentato un ordine del giorno sul tema della sicurezza nelle frazioni del territorio comunale da troppi mesi vessate da furti e tentativi di scasso, con il quale si impegna il sindaco e la giunta a diffondere il modello dei Comitati permanenti di quartiere su tutto il territorio comunale.

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«Ci teniamo a ribadire – afferma Paciotti – quanto questa azione di presidio territoriale e prevenzione sul campo sia merito dei cittadini, che per spirito di servizio, in un’ottica di sincera cooperazione con le forze dell’ordine, si sono organizzati autonomamente, creando e promuovendo semplici gruppi whatsapp che, attraverso la pronta segnalazione dei casi e una rete virtuale tra i cittadini, permettono una tempestività e una prevenzione che le forze dell’ordine non riescono, malgrado tutto, sempre a garantire». Questo atto è frutto di un’opera di presenza e ascolto dei territori che va avanti da mesi, quando a settembre il consigliere della zona nord è stato contattato da un gruppo di residenti. A questo tipo di criticità, si sono aggiunte nei mesi altre problematiche simili, segnalate al gruppo consiliare dai territori circostanti, da Sant’Egidio a Mugnano, a Civitella d’Arna, da San Martino in Campo fino a Casa del Diavolo.

L’incontro in Comune organizzato a gennaio da Paciotti tra gli amministratori del gruppo e i rappresentanti dell’amministrazione e della questura ha dimostrato la bontà e l’utilità di tale iniziativa: “Tale modello va esportato in altre realtà e il Comune deve farsi promotore affinché la partecipazione dei cittadini venga incentivata, in quanto ha il merito di allontanare qualsiasi logica di giustizia privata, da cui ci sentiamo totalmente estranei, e punta a prevenire i casi di furti riusciti” – continua Paciotti. «Preferisco stare sul territorio e dare una concreta mano ai miei cittadini, riconoscendo davvero i loro meriti, senza mettere bandierine inopportune, a differenza di altri. È un vero peccato che si accorgano solo oggi come la sicurezza a Perugia, nonostante i grandi proclami rimasti tali, è andata via via peggiorando, facendo sprofondare la nostra città dalla 48esima nel 2015 alla 34esima città più insicura d’Italia l’anno scorso. Uno slogan della passata tornata elettorale recitava che “Non si torna indietro”: infatti sul fronte dell’insicurezza guadagniamo solo posizioni».

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