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Foligno, nasce il centro dedicato a bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico

3 Febbraio 2020

Inaugurato il centro A.B.A. “L’Edera”. La presidente dell’associazione, Erika Sampaolo: «Una ricchezza per Foligno»

FOLIGNO (Perugia) – È stato inaugurato il centro A.B.A. “L’Edera”, dedicato a bambini e ragazzi autistici. Sabato 1 febbraio l’apertura a Foligno, in via Antonio da Sangallo 17. A tagliare il nastro è stata l’omonima associazione L’Edera, che dal 2015 si occupa di interventi educativi a sostegno dei minori, guidata dal direttivo composto da Erika Sampaolo (presidente), Sabrina Ruggiero (vicepresidente) ed Eleonora Bizzarri (segretario).

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Il lavoro del centro sarà svolto insieme ad uno staff di personale esperto composto, fra gli altri, dall’educatrice Chiara Alpaca, da una logopedista esperta nel metodo prompt e dalla dottoressa Marta Cardinali, esperta esterna, pedagogista e analista del comportamento in formazione. All’inaugurazione di sabato pomeriggio erano presenti anche il vicesindaco di Foligno, Riccardo Meloni, l’assessore alle politiche sociali, Alfonso Cetorelli, il sindaco di Bevagna, Annarita Falsacappa, insieme ad insegnanti e famiglie. Il centro, rivolto a bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico, si basa sulla terapia cognitivo comportamentale A.B.A.

«Per noi questa inaugurazione rappresenta l’avvio di un progetto importante – spiega la presidente dell’Edera, Erika Sampaolo – e crediamo possa essere importante anche per il territorio folignate, che acquista così un centro specificamente dedicato all’A.B.A. ‘L’applied behavior analysis’ è una terapia cognitivo comportamentale che lavora sull’acquisizione di competenze legate alle autonomie del bambino con disturbo dello spettro autistico e funzionali all’interno del contesto di vita. Attraverso l’A.B.A., il bambino potenzia varie aree di sviluppo: linguaggio, competenze cognitive, individuazione gestione e risoluzione dei comportamenti problema, all’interno di un ambiente pensato per lui. L’intento è quello di generalizzare il più possibile le competenze acquisite all’interno del centro per poterle poi utilizzare in tutti i contesti di vita, creando sinergie e nuovi spazi aggregativi sfruttando al massimo la vita e le professionalità presenti all’interno della nostra associazione. Per noi è stata molto significativa anche la presenza e i contatti che abbiamo già avuto con famiglie interessate ad intraprendere questo percorso».

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