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Credito, nasce il primo fondo di investimento per le aziende umbre

7 Febbraio 2020

Presentate già manifestazioni di interesse per due milioni di euro

PERUGIA – Un fondo di investimento regionale per avvicinare gli investitori alle imprese umbre, realizzando nuovi canali di finanziamento alimentati dalle disponibilità raccolte prevalentemente sul territorio.

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È stato presentato ai rappresentanti del sistema produttivo il fondo di investimento “Fiar Umbria” (Fondo di investimento alternativo e riservato), promosso da Confindustria Umbria insieme alla finanziaria regionale Gepafin e ad Azimut Libera Impresa SGR. Si tratta della prima iniziativa di questo genere in Italia che soltanto nella giornata di presentazione ha avuto manifestazioni di interesse per oltre 2 milioni di euro.

Il progetto prevede la costruzione, attraverso la SGR autorizzata Azimut, di un fondo a vocazione regionale e potrà consentire agli investitori e alle imprese umbre, performanti e finanziabili, di poter sfruttare le opportunità offerte dalla cosiddetta finanza alternativa. Gli strumenti operativi esplorati vanno dal fondo di investimento riservato al “basket bond”. Il progetto è stato presentato nella sede di Confindustria Umbria da Antonio Alunni, Presidente Confindustria Umbria, Silvio Pascolini, Consigliere delegato per il Credito e la Finanza di Confindustria Umbria, Carmelo Campagna, Presidente Gepafin Spa e Pietro Giuliani, Fondatore e Presidente Azimut Holding. Gli obiettivi e le condizioni di adesione a Fiar Umbria sono stati illustrati da Matteo Bruni, Partner Azimut Libera Impresa SGR e Marco Campagnacci, Team Manager Umbria Marche Azimut.

«Si tratta di una iniziativa innovativa nel panorama nazionale – ha sottolineato Antonio Alunni – Parliamo spesso di finanza alternativa a supporto di iniziative industriali, ma non sempre si riesce a renderla accessibile alle nostre aziende. Questo progetto rappresenta uno strumento per guidare le nostre imprese nei percorsi di crescita e di sviluppo affinché le loro ambizioni possano realizzarsi. Siamo fiduciosi che questa iniziativa riscuoterà il giusto interesse da parte di chi deve investire e da parte di chi deve acquisire risorse».

«Abbiamo avviato la progettazione di questa iniziativa un anno fa – ha spiegato Silvio Pascolini – con l’intento di individuare soluzioni di finanza complementare, concepite e condotte in Umbria. Da qui la partnership con Azimut e Gepafin, con le quali abbiamo condiviso il progetto rivolto alle imprese umbre, confidando nel loro apprezzamento. Si è optato per la forma del Fiar per poter destinare le disponibilità raccolte a strumenti di debito quali i corporate bond, ma anche, in percentuale più limitata, ad operazioni di equity e quasi equity. In tal modo sarà possibile rendere personalizzabili gli interventi a seconda delle necessità dell’azienda. La sfida che intraprendiamo è mettere insieme una piccola filiera finanziaria regionale, dove chi investe sa con quale criterio viene identificato il target di imprese “obiettivo” e nella quale le imprese finanziate sanno che il territorio scommette su di loro».

«Fiar Umbria – ha aggiunto Pietro Giuliani – è il primo esperimento a livello nazionale tra Azimut e le imprese industriali per sperimentare la vicinanza ai territori. L’ Umbria è una realtà sufficientemente piccola per permettere una interlocuzione facile e veloce, è una regione con principi solidi dove l’industria ha sviluppato delle eccellenze. Penso che insieme potremo fare un buon lavoro». «Questo – ha rilevato Carmelo Campagna – è solo il primo di una serie di interventi finalizzati al supporto alle imprese nella diversificazione dell’approvvigionamento finanziario rispetto al canale tradizionale bancario, che la finanziaria della Regione Umbria sta approfondendo. Quest’iniziativa rappresenta anche una modalità per innalzare il livello di cultura finanziaria delle imprese della nostra regione e per supportarle nella complessità crescente, anche con gli strumenti più evoluti che il mercato mette a disposizione».

Il totale della ricchezza liquida in Umbria è stimato intorno ai 36,8 miliardi di euro. Rispetto a questa disponibilità, Fiar Umbria avrà una dimensione compresa tra i 30 e i 50 milioni. Il Fondo investirà in operazioni attraverso strumenti di debito emessi da Pmi umbre, Private Placement, Minibond, strumenti di quasi equity, Obbligazioni convertibili e Investimenti diretti nel capitale di Start-up e spin-off innovativi di aziende mature.

La filiera sarà sovraintesa da un Comitato di indirizzo degli investitori, costituito a livello locale da Confindustria Umbria. A maggior tutela degli investitori, la selezione e il monitoraggio delle imprese finanziate o partecipate, sarà curata con un doppio passaggio: dapprima dall’advisor locale Gepafin e poi dal team di gestione della SGR Azimut Libera Impresa che amministrerà il fondo.

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