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Cinema, 1917: bel colpo Sam Mendes

1 Febbraio 2020

VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | Quel piano sequenza ininterrotto che fa sentire parte del film è da Oscar

di Vittoria Epicoco

PERUGIA – Con 1917 il regista pone lo spettatore sul same level di chi recita, grazie all’unico piano sequenza ininterrotto – almeno così appare dopo il montaggio finale. Ed è proprio questa scelta fotografica che rende il film degno delle sue ben dieci nomination agli Oscar 2020.

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Durante la Grande Guerra l’esercito tedesco pianifica di effettuare un’imboscata alle truppe britanniche. Il Generale Erinmore (Colin Firth), incarica i due giovani caporali Tom Blake (Dean-Charles Chapman) e William Schofield (George McKay) di consegnare una missiva al colonnello Mackenzie (Benedict Cumberbatch) – capo del 2° Battaglione del Devonshire Regiment – in cui viene avvertito della trappola tedesca e perciò di non mandare i suoi oltre 1600 uomini a morire. Pur con tutti gli ostacoli che concernono attraversare il territorio nemico senza alcuna difesa, il messaggio giungerà a destinazione evitando un’ulteriore enorme catastrofe.

Piano sequenza e “ormai è una questione di principio” sono i due elementi che assolutamente creano un legame indissolubile tra spettatore e attore.
Con il piano sequenza innanzitutto, Mendes cala chi guarda nei più oscuri abissi di cosa possa aver significato la guerra per chi l’ha combattuta, pur essendogli sopravvissuto, e chi invece l’ha combattuta e basta. Ed è in una sorta di meccanico intreccio, una conseguenza diretta, che sempre il piano sequenza continuamente fermo sullo sguardo provato dei due caporali prima e di William poi, suscita una passione smodata per la missione affidatagli. E soprattutto per come questa missione verrà portata a compimento.

E qui diventa una vera e propria questione di principio benché William abbia tutte le ragioni per decidere di salvare se stesso e benché glielo si legga in volto il disappunto, il dubbio del per cosa, in nome di chi stia agendo. E vien proprio da domandarsi questo: in nome di cosa è stata combattuta questa e altre guerre? e la spontaneità di questo interrogativo è ancora più evidente quando al giovane Will viene fatto presente quanto al colonnello Mackenzie non importi tanto il perché si combatte, purché si combatta. Ma William è uomo d’onore e certo non cede di fronte alla tentazione di mettersi al sicuro a discapito di quegli oltre 1000 uomini, lui arriverà dove gli è stato chiesto.

1917 è universalmente un bel film, con alcune scelte stilistiche particolarmente interessanti; noi abbiamo apprezzato una scena più teatrale che cinematografica (d’altronde dal teatro discende), con un intrigante gioco di luci e ombre che in quel caso specifico avrebbero dovuto restituire le esplosioni susseguitesi nel corso della notte, ma che invece danno l’idea di una situazione più psichedelica, ma che molto chiaramente rende il pericolo di quell’attimo. Un altro importante aiuto è dato dalla colonna sonora, questa a cura di Thomas Newman, non a caso tra le candidature Oscar.

1917 è un film estremamente drammatico, che coinvolge tragicamente in toto lo spettatore, anima e corpo; dà una forma e una specificità riguardo a cosa sia stata La guerra, per chi la studia solamente nei libri e non può che viaggiare se non con l’immaginazione.

Di tutte le nomination, noi una statuetta gliela daremmo di certo.

Il trailer:

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