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Un meccanismo molecolare nello sviluppo dei tumori: l’ultima scoperta dei ricercatori Unipg

10 Gennaio 2020

L’Aucc onlus tra i principali finanziatori della ricerca contro il cancro

PERUGIA – Un nuovo meccanismo molecolare nello sviluppo dei tumori: è l’ultima scoperta del team di ricercatori dell’Università degli Studi di Perugia, che vede l’Associazione umbra per la lotta contro il cancro tra i suoi maggiori finanziatori. L’équipe di ricerca del laboratorio di Biologia Molecolare e Cellulare di Patologia Generale del Dipartimento di Medicina Sperimentale è coordinato dal professore Giuseppe Servillo e dalla dottoressa Maria Agnese Della Fazia, ricercatori di fama internazionale.

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Sin dal primo giorno di attività, il 5 febbraio 1985, l’Aucc onlus ha sostenuto e finanziato la ricerca di base in campo oncologico. Si tratta proprio dell’area di ricerca condotta quotidianamente nel laboratorio del professor Servillo e della dottoressa Della Fazia.

Ma di cosa si tratta? «Partiamo – si legge in una nota dell’Aucc – con una definizione del concetto di ricerca. Fare ricerca significa formulare un’ipotesi, raccogliere informazioni, fare esperimenti e interpretarne i risultati, cercando di valutare se essi confermano o meno l’ipotesi iniziale. Lo scopo è aumentare le conoscenze su un determinato argomento, il cancro nel caso della ricerca oncologica. La ricerca sul cancro comprende diverse aree. La strada da percorrere è lunga e composta da molte tappe. E’ possibile distinguere diverse aree in relazione alle competenze e agli obiettivi dei ricercatori o al tipo di attività scientifica-sperimentale che viene condotta: ricerca di base, preclinica, traslazionale, ricerca clinica ed epidemiologica. Le competenze ed interdisciplinarietà si intersecano fino a confluire verso un unico traguardo rappresentato dal trasferimento della conoscenza per il benessere della popolazione. La ricerca di base, finaziata dall’Aucc, utilizza il metodo scientifico galileiano ed è guidata dalla formazione scientifica ma anche dalla curiosità e dall’intuito del ricercatore che vuol conoscere, per esempio, il meccanismo chimico, fisico e/o molecolare che è alla base di un particolare fenomeno biologico. Tale ricerca è portata avanti sui banconi del laboratorio, tra provette e reagenti chimici, fornendo le fondamenta per ulteriori ricerche con ricadute applicative nel medio-lungo termine. La ricerca di base in campo oncologico ci permette di comprendere come funzionano i geni o le proteine che lavorano all’interno del nostro organismo svelando i meccanismi molecolari che si verificano durante lo sviluppo e progressione della patologia tumorale. La ricerca di base, alla quale viene riconosciuto un ruolo fondamentale nel progresso della scienza, potrebbe sembrare lontana dal paziente e dalla sua malattia, ma in realtà rappresenta un momento basilare per le successive scoperte applicabili in campo diagnostico e terapeutico».

L’ultimo successo dei ricercatori del Dipartimento di Medicina Sperimentale sostenuti dall’AUCC, ottenuto con la preziosa collaborazione di altri ricercatori del Dipartimento e dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, deriva dalla scoperta di un nuovo meccanismo molecolare che avviene durante lo sviluppo dei tumori.

Ad essere implicate sono le due proteine HOPS e p53 (denominata “guardiano del genoma”) che risulta essere mutata o non funzionante nel 70-75% dei tumori in oltre 10 milioni di pazienti affetti da diversi tipi di cancro.

La proteina HOPS, identificata per la prima volta in sistemi di proliferazione cellulare proprio dallo stesso team di ricerca, è in grado di regolare la stabilità di p53. HOPS consente alla proteina p53, anche quando è alterata, di svolgere le funzioni atte a bloccare lo sviluppo della cellula tumorale.

Detto in altri termini: la proteina p53, la cui alterazione è associata a numerose neoplasie, grazie ad HOPS può riacquistare la sua funzione di oncosoppressore. Un risultato importantissimo per lo studio sui tumori e che apre nuove frontiere nel campo della diagnostica e terapia oncologica.

«Questa ricerca e i suoi risultati inorgogliscono in modo particolare l’Aucc che ha sempre creduto nel valore della ricerca di base, investendo cospicue risorse su giovani medici dotandoli di borse di studio – dichiara Giuseppe Caforio, presidente Aucc onlus –. La sinergia tra ricercatori che operano in Umbria e la ricerca di base può produrre risultati fondamentali di rilievo internazionale per la lotta al cancro. E’ questa la ragione per cui l’Associazione Umbra per la lotta Contro il Cancro onlus promuove da anni la campagna di raccolta fondi ‘Adotta un ricercatore’. Un progetto supportato dai mass-media e da personalità della cultura e dello spettacolo come Peppe Servillo che per tre volte ha donato la sua arte in favore della ricerca esibendosi sul palcoscenico del Morlacchi di Perugia. Azioni formidabili e indispensabili per alimentare la ricerca e dunque la speranza di guarigione per chi lotta contro i tumori».

I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla prestigiosa rivista internazionale EMBO Reports e rappresentano un rilevante contributo alla ricerca sul cancro.

«Il ruolo di HOPS risulta fondamentale nel controllo dello sviluppo dei tumori regolando e promuovendo l’azione di p53 che induce la morte cellulare (apoptosi) di cellule alterate che potrebbero progredire verso l’insorgenza del cancro – illustra la dottoressa Maria Agnese Della Fazia –. Comprendere i meccanismi molecolari che caratterizzano lo sviluppo del tumore è fondamentale nell’era della medicina di precisione – dichiara il professore Giuseppe Servillo –. I risultati della ricerca indicano che HOPS agisce come regolatore di p53 nel citoplasma della cellula inibendone la degradazione e favorendo un suo maggior reclutamento per impedire il processo neoplastico. Questa nuova scoperta apre scenari molto interessanti – conclude il professor Servillo – non solo da un punto di vista della ricerca di base, ma anche per futuri sviluppi, nella medicina traslazionale in campo oncologico, per quanto riguarda la diagnosi, prognosi e la terapia in pazienti con cancro».

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