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«Umbria, la Via di Francesco come il Cammino di Santiago di Compostela»

21 Gennaio 2020

Marco Squarta: «Valorizzare i percorsi per itinerari a piedi e in bici: così promuoviamo il turismo nel rispetto dell’ambiente»

PERUGIA – «Valorizzare la Via di Francesco inseguendo il modello vincente del Cammino di Santiago di Compostela per far registrare, anche in Umbria, anno dopo anno, crescite esponenziali del turismo».

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È quanto propone il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta, che punta a incentivare l’utilizzo dei percorsi umbri per itinerari a piedi, in bicicletta e a cavallo con l’obiettivo di moltiplicare il numero degli escursionisti. «Nella nostra regione – spiega l’esponente di Fratelli d’Italia – sono presenti ben dieci dei 44 cammini d’Italia inseriti nell’elenco ufficiale ed è un peccato non sfruttarne a pieno le potenzialità considerati gli importanti ritorni economici di questo turismo a basso impatto ambientale». Secondo Squarta è necessario «rivendicare con forza le enormi potenzialità delle nostre terre valorizzando allo stesso tempo i contesti locali e culturali che aiutano a rendere distintiva la destinazione umbra».

«Con iniziative di questo genere – si legge in una nota del presidente – ne beneficerà anche il turismo enogastronomico ma più in generale le città d’arte e i borghi storici che diverranno oggetto di visite da parte dei viandanti». I punti nodali – secondo Squarta – sono rappresentati dall’impiego intelligente dei fondi europei e dalle campagne di comunicazione che dovranno accompagnare l’attività di rilancio della Via di Francesco, poco meno di 500 chilometri di cammino suddiviso in 22 tappe che parte dalla Toscana e termina nel Lazio sviluppandosi per lunghissima parte in Umbria. «Il pellegrino – si legge – non è interessato al confine territoriale quanto all’esperienza in sé del cammino. Da anni la Via di Francesco è stata inserita nell’Atlante digitale dei Cammini d’Italia ed è stata riconosciuta come cammino ‘Gold’ in virtù della sua popolarità e della qualità dei suoi tracciati. E’ forte la caratterizzazione internazionale del cammino, che porta il nome del Santo patrono di Assisi ma viene battuto anche da molti laici, e l’auspicio è proprio che crescano le loro adesioni. Non sono pochi i pellegrini provenienti dall’Italia ma considerato che l’Umbria si trova al centro dello stivale dobbiamo rendere la Via di Francesco ancor più attrattiva per gli abitanti del Nord e del Sud del nostro Paese».

«Senza dubbio – conclude Squarta – è, però, attorno al turismo straniero, quello con maggiori capacità di spesa, che dovranno essere disegnate le strategie più attrattive. Anche per questo sarà importante rivedere i collegamenti con l’aeroporto, il cui nome è dedicato proprio a san Francesco, e quelli ferroviari, sui quali l’attuale giunta di centrodestra ha già iniziato a lavorare in maniera seria e costruttiva per far uscire gli umbri dall’isolamento ma anche per attirare gente disposta a spendere e investire nella nostra bella Umbria».

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