POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Per la candidata democrat umbra alle Europee si spenderebbe tutta la segreteria zingarettiana. E sul congresso Pd risale la tensione, con il candidato in pectore Bori spiazzato. A Terni, per le elezioni suppletive, spunta Lattanzi

di Marco Brunacci

PERUGIA – Congresso del Pd, sarà tra marzo e aprile ma già sale la tensione. La “bomba” è nell’ultima candidatura rimbalzata da Roma: Camilla Laureti sarebbe pronta per essere la zingarettiana giusta per la segreteria umbra.

Indiscrezione con fondamento incerto? In verità in Umbria i primi democrat, che hanno ascoltato il tam tam in arrivo da Roma del dopo sconfitta alle regionali, riflettono: la Laureti, in Umbria la più votata tra i democrat e seconda solo a Salvini alle ultime Europee, era presente alle ultime riunioni ristrette del Pd. Sia a Perugia – raccontano – dove sabato scorso dovevano vedersi i segretari comunali e i sindaci, sia – dicono – a Terni. E concludono che le premesse ci sarebbero.
Tommaso Bori, finora considerato il segretario in pectore del partito, ma col dubbio se dimettersi o no da capogruppo in Regione, viene dato come contrariato per questa ipotesi. Giacomo Chiodini, sindaco di Magione, esponente del partitone del Trasimeno, che a furia di smentire ogni sua possibile candidatura alla segreteria viene considerato una alternativa interessante a Bori da molti democrat umbri, sta alla porta e osserva. Ma difficilmente sarà entusiasta di vedere il partito in mano a una signora, di sicuro brava, ma che finora è stata presentata come esponente del mondo civico.

Di sicuro, invece, anche questa indiscrezione contribuisce ad aumentare le schiere dei non simpatizzanti dell’attuale commissario Walter Verini, che sulla Laureti, almeno come candidata, ha sempre creduto.
Malumori arrivano anche da Terni e sempre per colpa di indiscrezioni “dal sen fuggite” che raccontano di una possibile candidatura per le suppletive del Senato, previste a marzo, per un veterano come Lattanzi.
Al netto delle voci incontrollate restano però tensioni radicate. Prima era solo il sindaco di Gualdo, Presciutti, a suonare la grancassa, adesso si sentono alti strepiti da diversi territori (col Trasimeno che rumoreggia più di altri e Bettarelli da Città di Castello che non è da meno). E da pezzi di partito: la quasi ministro Anna Ascani, con il delfino Vannini e qualche rilevante esponente locale, raduna i suoi al Park hotel sabato prossimo. Attese molte critiche a Zingaretti e poche di meno per Verini.