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«Sanità e non autosufficienza? BUM»

7 Gennaio 2020

Il racconto di Laura Santi sulle tante difficoltà che deve affrontare un disabile. «Si può?». No. Non si può

PERUGIA – Sanità e non autosufficienza, due rette parallele che, più che incontrarsi all’infinito, a giudicare chi li vive sulla propria pelle, ogni tanto sembrano piuttosto scontrarsi.

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Come racconta Laura Santi, giornalista malata di sclerosi multipla che da mesi con coraggio racconta la sua storia, le sue difficoltà quotidiane e la tigna contro una malattia invalidante e terribilmente progressiva, sul blog La Vita possibile. E anche oggi Laura ha affidato a Facebook il racconto di una quotidianità certamente non semplice, fatta di burocrazia, di norme, di prassi in cui intravede con difficoltà l’impegno a favore delle condizioni di chi vive le sue stesse problematiche.
Come le liste d’attesa e i tempi per un semplice prelievo nel pubblico per chi di sanità – che sia pubblica o privata – è costretto a vivere.

«Per fare il mio farmaco ogni 3-6-9 mesi, rituximab – scrive Laura -, devo effettuare la tipizzazione dei linfociti ogni 3 mesi. Bene.
Per fare la tipizzazione – che è un semplice prelievo – mi informa la caposala al telefono che ora è necessario l’emocromo. Bene.

Per fare l’emocromo, che è un prelievo il più semplice e veloce come risposta, non posso farlo lì, in Ematologia – dello stesso sangue si tratta – ma da nuove direttive mi informa sempre la caposala che occorre farlo altrove, e portarlo (cioè portare la risposta).

Per fare l’emocromo, con i tempi del CUP comprensibilmente non ci rientriamo, e se voglio sbrigarmi devo – decido di – chiamare un ambulatorio privato per un domiciliare, dato che – ricordo – non sono autosufficiente.

Per fare un prelievo privato, per portare l’emocromo, per la tipizzazione, per il rituximab, mi informa il laboratorio privato che Devo COMUNQUE PORTARE L’IMPEGNATIVA del medico di base.

Per fare la prescrizione dal mio medico di base, per…. Etc. etc., devo chiamare e richiamare per una giornata almeno (conoscete bene tutti, penso, la difficile reperibilità di medici SSN e segretarie).

Per tagliare definitivamente corto, per fare l’emocromo, per la tipizzazione, per rituximab, ogni 3 mesi, etc…. Pago privatamente e buonanotte: intorno ai 35 euro.

La domanda è: SI PUÒ?
E NON venitemi a parlare di “sanitopoli umbra” o cosa. Il farmaco finale lo faccio a Genova, per dire. È il SISTEMA, dannazione.
SI PUÒ?
Da disabile non autosufficiente: SI PUÒ?».

L’unica risposta, pare, è quantomeno un «non si dovrebbe». Ma tant’è.

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