Advertisement

«Salvini chieda scusa per l’insulto alla comunità tunisina»

23 Gennaio 2020

Dura presa di posizione di Cgil e Coordinamento migranti di Perugia

di Cgil Perugia e Coordinamento migranti
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – La segreteria della Camera del Lavoro di Perugia, insieme al coordinamento migranti della provincia di Perugia, stigmatizza il comportamento tenuto dal leader della Lega, Matteo Salvini, che strumentalizzando per l’ennesima volta i temi dell’immigrazione si permette di citofonare a casa di un privato cittadino, di nazionalità tunisina, chiedendogli se è uno spacciatore.

Advertisement

È un comportamento grave, tanto più se tenuto da chi fino a pochi mesi fa era ministro della Repubblica.
Riteniamo che l’intero Paese dovrebbe indignarsi, basterebbe rivolgere un pensiero ai nostri giovani che emigrano all’estero in numeri sempre più significativi e chiederci: cosa diremmo se un rappresentante politico del paese che li ospita suonasse al loro campanello chiedendo loro: scusi lei è mafioso?

Giustamente il governo tunisino ha protestato (non è la prima volta che Salvini insulta quel Paese) e non possiamo che condividere il loro sentire, esprimendo tutta la nostra solidarietà al Governo e alla comunità tunisina in Italia.
Da anni peraltro la Camera del Lavoro di Perugia e la Cgil Umbria intrattengono rapporti con il sindacato tunisino Ugtt, con cui é stato attivato un proficuo gemellaggio.
Riteniamo dunque che sarebbero necessarie pubbliche scuse. Arriveranno?
Il clima di odio, intolleranza e razzismo che si sta diffondendo nel paese è insopportabile e pericoloso e non degno di un paese culturalmente e politicamente avanzato.

Per questo continueremo la nostra battaglia per difendere i valori che hanno ispirato la nostra Carta Costituzionale che all’Art.3 dice: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

Advertisement