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Salva la sua casa dai ladri che lo riempiono di botte fino a «fargli esplodere la pancia»

6 Gennaio 2020

La storia di Lupo, cane eroe

FOSSATO DI VICO (Perugia) – I ladri hanno provato a entrare in casa dei suoi padroni, ma lui non li ha fatti passare, a costo di prendere più botte di quanto il suo corpo potesse sopportare.

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È la storia di Lupo, un meticcio arrivato nell’ambulatorio San Francesco di Fossato di Vico per farsi curare dal veterinario Emanuele Biscontini. All’inizio la diagnosi è di zoppia: il cane zoppica da qualche giorno e i proprietari sono preoccupati. Ma in fondo, niente di che: abita in campagna, magari si è fatto male giocando. La verità arriva da eco e radiografie: la pancia gli «è esplosa», è pieno di lividi ed ematomi, come se fosse stato investito.

Tutti a chiedersi come sia stato possibile, il cane è stato sempre all’interno del giardino di casa. Fino all’intuizione: sotto Natale Lupo è stato solo, i padroni erano in vacanza e qualcuno ha cercato di entrare in casa per rubare. Ma non si passa se c’è lui: lo hanno riempito di botte ma nessuno è entrato in casa. «E non so, conoscendo ormai Lupo – scrive il dottore in un lungo post su Facebook in cui ha raccontato la storia del meticcio coraggioso -, se loro se la staranno passando tanto meglio di lui…»

Il racconto integrale del dottor Emanuele Biscontini:
«Gli eroi non sempre hanno la faccia d’angelo. Lui è LUPO, un meticcione di pastore tedesco che non ha nulla del cucciolotto delle pubblicità, ma è comunque un eroe, anche se è sporco, grosso e soprattutto cattivo. Ci siamo conosciuti il 3 gennaio, l’anziana signora sua proprietaria si è fatta accompagnare apposta in ambulatorio dai suoi nipoti, da Morano, e quella è la prima volta che Lupo abbandona il cortile di casa. La prima volta in 13 anni. Non è un tipo simpatico Lupo, è uno di quei cagnacci che non appena passi a due metri dal cancello ti si avventa addosso all’improvviso che tra corone di rosari e vaffanculi non fai mai paro con la confessione della domenica dopo, così almeno mi riportano nel presentarlo. Lupo è un cane da guardia, ma quella sera arriva in ambulatorio piuttosto malandato. L’anamnesi è zoppa: in pratica mi raccontano che da una settimana non riesce a defecare, lo hanno trattato con un po’ di vaselina ma niente da fare e quando lo tirano giù dalla macchina ci accorgiamo del perché: ernia perineale bilaterale. Non è un problema da poco: praticamente i muscoli che circondano l’ano si sono sfiancati e colon, vescica e prostata sono erniati sotto la coda. Ovviamente Lupo non si lascia visitare ma nel vederlo camminare notiamo qualcosa di strano: ha difficoltà a stare in piedi e sembra trascinare una zampa posteriore; poi con lacci, museruola, morsi mancati e ringhiate varie riesco a toccargli la pancia e a svuotargli la vescica… La risposta alla mia domanda se lupo avesse mai avuto problemi di deambulazione mi rincuora: “mai, salta come un grillo”. Ok, sarà addolorato, in fondo sono 7 gg che tribola. Arriva in tarda mattinata, alle 14.30 è già in sala operatoria, non c’è tempo da perdere. Qui però finisce la storia del cane nero cattivo e inizia quella dell’eroe. Quando, sedato, iniziamo a tosarlo ci accorgiamo subito: Lupo è pieno di ematomi, in tutto il corpo, e questi con un’ernia primaria non c’entrano niente, mai. Apriamo l’addome per fissare il colon alla parete addominale e notiamo ecchimosi sulla parete, un ematoma enorme vicino al fegato e altri in vescica. Terminata la colopessi ci spostiamo nel perineo e qui la situazione è ancora peggiore, se possibile: i muscoli che dovremmo riancorare praticamente sono esplosi, non esistono più. Terminiamo l’intervento in 3 ore: colopessi, erniorrafia e orchiectomia di rito, ma subito chiamiamo la signora: manca qualche pezzo. Spieghiamo tutto, chiediamo se possa essere stato investito…niente di tutto ciò. Gli occhi della proprietsriasi riempiono di lacrime, inizia a collegare i pezzi: sotto Natale sono andati via un giorno o due da casa e Lupo ha fatto semplicemente il suo dovere di cane da guardia: ha lottato, ha preso tante di quelle zampate e bastonate da fargli esplodere la pancia, ha subito una frattura vertebrale all’osso sacro che ne mette in pericolo la sopravvivenza, ma i ladri a casa sua, non sono entrati. E non so, conoscendo ormai Lupo, se loro se la staranno passando tanto meglio di lui. Da ieri questo eroe dalla faccia sporca è alla clinica Torre Matigge a Trevi, dove la dr.ssa Scaccia proverà a vedere se con cure adeguate il deficit neurologico potrà mai migliorare. È una storia triste, ma è una bella storia, che meritava di essere raccontata.
In bocca al lupo, LUPO…»

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