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«Perugia, via dei Priori: lavori, disagi e quelle promesse mancate»

15 Gennaio 2020

Il consigliere comunale Fabrizio Croce e l’attenzione per la via regale della città

PERUGIA – Scale mobili del Pellini, San Francesco al Prato e Santa Cecilia: con i lavori in corso prosegue la situazione di stallo e cresce il disagio per cittadini, residenti e operatori commerciali e artigianali di via dei Priori.

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È quanto denuncia il gruppo consiliare di opposizione Idee Persone Perugia, che nei giorni scorsi ha chiesto chiarimenti in merito al Sindaco e alla Giunta. «Per agevolare i cittadini – sottolinea Fabrizio Croce, consigliere comunale del gruppo – non sono state attivate le navette che avrebbero reso funzionale l’accesso al centro attraverso quelle vie di transito. Questa mancata attenzione ha alimentato lo stato di disagio in cui vivono i residenti dell’area, i cittadini e tutti i piccoli operatori commerciali e artigianali che, oltre ai danni causati dalla grave crisi che attanaglia il settore, continuano a vivere un malessere più volte manifestato e sfociato già nella chiusura recente di alcune attività». A partire da metà agosto 2019, infatti, l’impianto delle scale mobili che collega via dei Priori con il sottostante parcheggio e con l’area compresa tra la Cupa e via Pellini è fermo per lavori di manutenzione, che di fatto hanno però reso molto più ostico l’accesso a via Priori dalle vie sottostanti, modificato le abitudini di molti cittadini che da quel parcheggio accedevano all’acropoli e notevolmente ridotto il traffico pedonale. In un quartiere in cui non va dimenticata la storica predisposizione dell’area della Canapina, se e quando non sufficientemente vissute e attraversate, ad attività di spaccio e piccola criminalità.

«Evidenziamo inoltre – proseguono da Idee Persone Perugia – il ritardo della riapertura al pubblico delle strutture comunali di San Francesco al Prato e Santa Cecilia, la cui funzione di Auditorium e spazi polifunzionali e la cui collocazione potrebbero restituire al quartiere due importanti poli di attrazione culturale, generando anche una mobilità utile a mantenere in vita molte attività commerciali e artigianali che su quelle funzioni fanno conto”. Senza dimenticare il “reiterato, a volte apparentemente illogico, ricorso ad opere di manutenzione o rifacimento del manto stradale cui l’intera area è stata sottoposta più volte nell’arco degli ultimi anni, compromettendone addirittura l’accesso o la percorrenza a piedi, e sulla chiusura a tempo indeterminato da molto anni del piano sopraelevato del Parcheggio SIPA, che ne riduce la capienza in maniera consistente».

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