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«Ospedale di Norcia? Le bugie di Alemanno hanno le gambe corte»

20 Gennaio 2020

Duro, durissimo il commento di “Noi per Norcia”: «Non è pronto un bel niente. Eppure…»

di Noi per Norcia

NORCIA (Perugia) – Le bugie di Alemanno hanno le gambe corte. È proprio il caso di dirlo leggendo gli articoli apparsi nei giornali dell’Umbria in merito all’ospedale di Norcia e all’azienda Fusconi-Renzi. Il primo cittadino, come sempre, sin dalla campagna elettorale, ha ripetuto ai quattro venti che per la ricostruzione dell’ospedale era tutto pronto.

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Purtroppo, come ‘Noi per Norcia’ ha sempre temuto e sostenuto, non è pronto un bel niente ma si continua a parlare di un fantomatico cantiere di 7 milioni di euro tutto da verificare perché nella realtà dei fatti deve ancora essere individuato il progettista, predisposto il progetto di recupero, avviata la procedura di gara per i lavori, individuata la ditta, realizzati i lavori, collaudati …. per cui se tutto fila liscio – cosa molto difficile con tutti i vincoli e restrizioni presenti – ci vorranno anni per restituire ai cittadini di Norcia un contenitore per allestire l’ospedale che nel frattempo – per pensionamenti e trasferimenti – sarà tutto da ridefinire e dotare delle necessarie attrezzature e relative professionalità.

Ma se per l’Ospedale la situazione è ‘grave’ per l’Azienda Fusconi Renzi la situazione è ‘gravissima’ perchè dopo le fantomatiche esternazioni (dollari che piovevano dal Canada, strutture alternative, alberghi e containers collettivi) solo a quasi quattro anni dal sisma l’assessore Giuseppina Perla parla ora candidamente di ‘intesa per la delocalizzazione’.

L’Azienza Fusconi Renzi è autorizzata ad ospitare 30 persone non autosufficienti e, prima del sisma, di media ne ospitava 25. Attualmente, nella sede delocalizzata del Santo Stefano di Foligno, ne ospita meno della metà con il rischio concreto di dover licenziare i dipendenti (OSS, infermiere) a causa della drastica riduzione delle entrate. Questo perché le famiglie hanno fatto altre scelte.

Ma non era meglio se Alemanno e Perla, qualche volta almeno, si fossero assentati dalla loro tanto amata cabina di regia per seguire più da vicino le problematiche della nostra città come hanno fatto i sindaci dei comuni limitrofi? I fatti sono sotto gli occhi di tutti: il sindaco di Amatrice sta presentando il progetto dell’ospedale ai cittadini (e non solo chiacchiere); il sindaco di Cascia ha riattivato velocemente i 20 posti di riabilitazione intensiva, i 10 posti di RSA ed ha ottenuto anche 10 posti di Residenza Protetta garantendo occupazione, assistenza e professionalità.

In questa maniera la desertificazione a Norcia è certa: ricostruzione ferma, servizi inesistenti, comunità disgregata e con gente che continua a trasferirsi altrove, opportunità occupazionali uguali a zero. Allora la domanda che ci viene dal cuore: ma siete sicuri che il futuro della nostra città è legato alla continuità con questi amministratori?

*Riceviamo e pubblichiamo
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