Nuova frontiera nella lotta ai tumori, arriva il ministro per l’eccellenza perugina del Car-T

30 Gennaio 2020

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Speranza con Oliviero e la Tesei oggi nella fucina universitaria del professor Falini dove si armano linfociti per sconfiggere le cellule tumorali

di Marco Brunacci

PERUGIA – Per raccontarla nel modo più comprensibile: si tratta di armare cellule per vincere la sfida. E salvare vite in tumori finora invincibili. È il top della medicina personalizzata, una nuova frontiera lungo la quale si fa la guerra ai tumori.

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La tecnica si chiama Car-T. A Perugia, la fucina universitaria presso l’ospedale ex Silvestrini del professor Falini ha tutti i presupposti per diventare un Centro di riferimento. Oggi il ministro Speranza, accompagnato dal rettore dell’Ateneo Oliviero e dalla presidente della Regione Tesei, farà visita a impianti e ricercatori. Non è un appuntamento formale dentro la giornata perugina del ministro (che prevede anche un convegno con Cgil, Cisl e Uil sul nuovo Patto sanitario). Si tratta di vedere se è giusto che ci sia uno spazio nazionale (e di che tipo e grandezza). Su questo spazio, per la Car-T come per altre eccellenze perugine finora non valorizzate come meritano, nella medicina e nelle altre discipline, sta lavorando il rettore a ritmi serrati con grande passione. E ha trovato la massima collaborazione della presidente Tesei.

Per finire di spiegare in parole semplici la Car-T: si tratta di una tecnica nel prelievo dei linfociti T del malato per modificarli geneticamente in modo che sulla superficie esprimano un recettore chiamato Car. Perugia ha le caratteristiche per diventare un rilevante hub, con le immaginabili ricadute scientifiche ed economiche.

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