Mariano Di Vaio, da Perugia la sfida fashion, giovane e green

31 Gennaio 2020

Il gruppo del top influencer fattura milioni dal cuore dell’Umbria. Tra attenzione all’ambiente e spazio agli under 30

PERUGIA – Green e giovane, un pezzo di Silicon Valley in Umbria e una sfida tutta da giocare in casa. È la nuova sede di Nohow, l’azienda targata Mariano Di Vaio, inaugurata in via Giacomo Pantaleoni 11 (Sant’Andrea delle Fratte). Al taglio del nastro presente anche il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, l’assessore comunale all’urbanistica Margherita Scoccia, la presidente della Regione Donatella Tesei, il presidente dell’Assemblea legislativa Marco Squarta e la vicepresidente Simona Meloni.

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Giovane imprenditore digitale di successo, al primo posto nella classifica “retail e-commerce” di Forbes 30under30, Mariano Di Vaio, 30 anni, è il fondatore del Gruppo di Vaio, piattaforma digitale che si compone dell’e-commerce e brand Nohow (nohowstyle.com) e dell’agenzia di digital comunication MDV Service.

Non solo quindi la star del web scelta per lanciare in tutto il mondo, in una gigantesca campagna planetaria di immagine, l’ultimo profumo di Dolce & Gabbana, non solo uno degli italiani più noti a livello internazionale, dall’Australia agli Emirati arabi, dalla Russia al Messico, con Europa e Stati Uniti che sono il bacino dei suoi milioni di followers. Non solo l’ottavo uomo più bello del mondo, secondo l’ultima classifica arrivata da Los Angeles, e non solamente l’italiano premiato a Berlino, lo scorso novembre, come top influencer per la moda maschile primo al mondo, insieme con l’attrice Sharon Stone e il campione della Formula Uno, Lewis Hamilton. Ma imprenditore punto di riferimento per lo stile italiano nel mondo.

Nohow e l’imprenditoria digitale

Nohow è infatti un autentico caso, uno straordinario successo dell’imprenditoria digitale, con un core business tra i più innovativi, dove i social media sono diventati i canali attraverso i quali vengono veicolate gran parte delle vendite. I social media del brand superano largamente il milione di followers, i quali interagiscono con le pagine del sito e acquistano direttamente. Nohow vende la sua moda in 97 Paesi del mondo.

Come è nato questo successo non solo mediatico ma anche imprenditoriale? Mariano è stato uno dei pionieri del fashion blogging quando, nel 2010, ha avuto l’intuizione di creare mdvstyle.com. Frutto della ricerca di un punto di riferimento nello street style online, mentre abitava a New York, dove lavorava come modello per mantenersi agli studi, Mariano ha saputo intercettare il fenomeno crescente del blogging, che fino ad allora si focalizzava su altre aree del lifestyle come food e cinema, per tradurlo nel mondo a cui era più affine: la moda. Fino ad allora la moda street-style, e in particolare quella maschile, non poteva contare su una narrazione online, rimanendo un disordinato contenitore di scatti rubati qua e là, senza un senso logico, senza una proposta coerente.

Mariano è stato tra i primi a creare un racconto dello street style e ha realizzato un sito dove proporre questo mondo in maniera organizzata, con guide di stile pratiche e foto professionali, portando il suo know-how fatto di un inimitabile stile italiano unito al gusto metropolitano delle grandi città in cui aveva vissuto, da Londra a New York.

Così che alcuni importanti brand di abbigliamento lo hanno notato e hanno iniziato ad affidargli le prime campagne online, semplici scatti di outfit da lui studiati e raccontati sul suo blog e sui suoi social media in costante crescita, con un pubblico di milioni e milioni di lettori e follower. Dopo qualche tempo, ecco l’intuizione: se il suo pubblico amava il suo stile, che si trasformava in vendite per i brand da lui pubblicizzati online, il suo amato pubblico forse avrebbe apprezzato anche le sue collezioni.

I numeri

Fondò così Nohow nel 2014, in un garage, con un investimento iniziale autofinanziato di poche migliaia di euro. Fin da allora tutta la struttura è rimasta una full equity, un’eccezione nel panorama industriale italiano. In meno di 5 anni, la sua Piattaforma Digitale autofinanziata ha raggiunto questi risultati:

  • conta 30 dipendenti e un totale di 50 tra dipendenti, collaboratori e indotto.
  • l’età media è di 30 anni.
  • il gruppo Di Vaio ha registrato un incremento del fatturato del 70% dal 2017 ad oggi.
  • il trend è in continua crescita, con un ebitda assolutamente positivo.

Di Vaio e l’Umbria

Mariano ha deciso di investire nella sua terra, l’Umbria cuore verde dell’Italia. Il mondo dell’e-commerce gli ha permesso una maggior elasticità consentendogli di mantenere il DNA perugino dell’azienda, senza doversi spostare verso i classici poli della moda. Da Perugia continua a dettare moda giovane, scegliendo con i suoi giovani collaboratori, promuovendo solo made in Italy e creatività made in Umbria.

Una storia che ha qualcosa della favola, tra le colline di una terra speciale, grazie alle intuizioni di un giovane speciale, capace di essere glocal come pochi al mondo. Locale e globale. Creatività italiana e gusto internazionale. Basta visitare la sua azienda per capire: uno spicchio di California nel verde dell’Umbria. Il vento fresco di una start up americana nell’arredamento spiritoso e giovanile ma di grande gusto, nell’ariosità degli spazi dove si progetta moda, dove ci si confronta e si varano idee e progetti sempre innovativi.

Come la scelta, tutta green, di riconvertire ogni attività e ogni spazio al verbo del rispetto del Pianeta. Non solo parole ma scelte concrete: da mesi ognuno delle centinaia di migliaia di capi che vengono spediti in ogni angolo del mondo in una busta completamente biodegradabile. Ma anche nelle cose di tutti i giorni si sceglie green: in azienda sono bandite le bottiglie di plastica, c’è un depuratore per l’acqua e bicchieri di carta per gli ospiti e borracce invece per tutti i dipendenti.

Ma in azienda si pensa anche alla qualità della vita dei dipendenti con un avanzatissimo simulatore di golf per tenere fuori dalle mura lo stress che accompagna la creatività e una attrezzata play room perchè i dipendenti possano vivere insieme ai loro bambini l’esperienza del luogo di lavoro. Nohow ha inoltre un trainer che tiene lezioni di crossfit aperte a tutti.

Mariano si racconta nel suo libro, My Dream Job, edito da Mondadori nel 2016, dove scrive: «Siamo già la next generation, viviamo di futuro, viaggiamo sulle ali del web, ma non dimentichiamo mai di portare con noi quello in cui crediamo».

L’inaugurazione, con un parterre di istituzioni davvero d’eccezione, è stata una vera festa, con circa 200 invitati. Che hanno potuto apprezzare l’organizzazione puntuale dell’event planner Giorgia Farina, che “firma” gli eventi Di Vaio – Brunacci dai tempi del loro matrimonio da favola nel Castello di Procopio. Ottima scelta, sempre nell’ottica di dare spazio ai giovani e alle proposte nuove, anche per il buffet del salato, affidato al “Il posto giusto” di Giacomo Castellani, che ha aperto in piazza Morlacchi da circa un mese.

Le collaborazioni

Per il nuovo headquarter del gruppo Di Vaio, Mariano ha collaborato con alcuni tra i più grandi brand italiani, leader nel design e nell’eco-sostenibilità, creando un ambiente stimolante e artistico, nido di nuove idee e grandi progetti.

Tagina Ceramiche d’Arte, azienda Umbra che dal 1973 si fa testimone della cura e della sartorialità tipiche del Made in Italy. Anche in questo caso, Mariano ha scelto di valorizzare il territorio umbro, collaborando con Tagina per la fornitura di pavimenti e rivestimenti.

Oikos, azienda italiana leader nelle pitture ecologiche decorative, nel rispetto dell’ambiente e della salute, ha fornito le pitture, tutte prodotti artigianali a basso impatto ambientale.

Effebiquattro, azienda made in Italy leader nell’industria delle porte il legno, ha fornito le porte di design che arredano il nuovo headquarter. Design, Qualità, Tecnologia, Sostenibilità e Passione sono i Pilastri che portano avanti l’azienda dal 1975.

Slamp, eccellenza italiana pluripremiata nel settore dell’illuminazione, per design ed eco-sostenibilità, ha fornito lampade di design nate dalla collaborazione con i più prestigiosi designer internazionali, vere e proprie opere d’arte che illuminano la nuova sede di Nohow.

Bonaldo, azienda made in Italy, leader da 80 anni nell’arredamento di interni, ha arredato la meeting room del piano terra.

Archei, azienda umbra con esperienza decennale nel settore delle facciate, rivestimenti e serramenti, ha costruito la facciata.

Italiano Interiors, azienda umbra specializzata nell’arredamento di interni, ha prodotto le vetrate interne.

Emotion srl, azienda leader nell’ambito della mobilità elettrica, ha fornito l’auto elettrica aziendale di Nohow e la colonnina di ricarica.

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