La guerra ai rifiuti parte dai locali. «Cauzione e vuoto a rendere su bottiglie e bicchieri»

23 Gennaio 2020

Le proposte di Fabrizio Croce e Lucia Maddoli per riqualificare la città di Perugia. Magari partendo dal centro storico

PERUGIA – Adottare anche Perugia, in collaborazione con i gestori delle attività di somministrazione, buone pratiche come il vuoto a rendere e la cauzione per ridurre l’abbandono in strada di bottiglie e bicchieri.

Advertisement

È questo l’oggetto dell’ordine del giorno presentato giovedì mattina – e approvato all’unanimità – da parte del Gruppo consiliare Idee Persone Perugia nella III Commissione consiliare. «Ora questa proposta verrà discussa in una delle prossime assemblee del Consiglio comunale – spiegano dal gruppo civico di opposizione Fabrizio Croce e Lucia Maddoli – e ci impegneremo perché il Sindaco e la Giunta valutino concretamente la possibilità di avviare in tempi brevi una sperimentazione, magari partendo proprio dal centro storico, sul modello di quanto accade, con ottimi risultati, in altre parti d’Italia e d’Europa».

La Start-Up “Fareraccolta”, lanciata nel 2012 con il sostegno di Intesa San Paolo, ha avviato ad esempio in via sperimentale in molte zone d’Italia un progetto di marketing che realizza “economia pulita” con il diretto coinvolgimento dei cittadini/utenti virtuosi. E ancora, «in molti paesi europei – proseguono i due consiglieri di Idee Persone Perugia – e, senza andare troppo lontano, anche nella nostra regione, in occasione del Festival musicale “Dancity” di Foligno, si pratica da tempo la richiesta di una cauzione sui contenitori di bevande di qualunque natura, da richiedere al momento della somministrazione e da rendere al momento della sua restituzione al banco, determinando un ciclo virtuoso dagli immediati benefici pratici per l’esercente e per la comunità.

Per questo è necessario coinvolgere in questo percorso, da subito, gli stessi esercizi commerciali, per la condivisione di un nuovo sistema di “somministrazione etica” (si veda la recentissima esperienza del Comune di Bologna) che da un lato impegni il Comune ad adottare agevolazioni a beneficio degli esercenti virtuosi (riduzione premiale di alcune tasse comunali, conferimento di un bollino di qualità, supporto alla promozione di eventi per chi li organizza, ecc.) e nel contempo introduca nuovi obblighi a carico dell’esercente, commisurati ad alcuni indicatori critici in qualche modo certificati, come contribuire ai costi di gestione condivisa di servizi igienici (per chi non ne dispone per le ridotte dimensioni dell’esercizio) e di Steward (nelle aree a maggiore criticità)».

Advertisement