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Hammamet annoia. Ma Favino è spaventoso

23 Gennaio 2020

VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | Al cinema l’ultimo film di Gianni Amelio su Bettino Craxi. Da vedere. Ma solo per il protagonista

di Vittoria Epicoco

PERUGIA – Pierfrancesco Favino, dopo l’enorme successo de Il traditore di Bellocchio che gli è valso una possibile nomination agli Oscar tra i film stranieri, torna a deliziarci con le sue straordinarie performance, questa volta nei panni di un ancora oggi controverso Bettino Craxi.

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Hammamet – diretto da Gianni Amelio – non vuole certo restituire un quadro della carriera politica di cui Craxi è stato protagonista, piuttosto si impegna a svelare quel lato di un Craxi umano, di una vita fatta anche di affetti famigliari, di debolezze, limiti. Amelio dipinge il Presidente come una persona dura, collerica, orgogliosa, profondamente ferita dal recente esilio che non riuscirà a superare fino alla morte.

E in questo ruolo Favino è spaventoso – in senso assolutamente positivo – voce, gestualità, atteggiamento fisico, non dimenticando le cinque ore impiegate ogni volta per trasformarsi nel Presidente. Si potrebbe ricoprire di encomi l’attore, ma sarebbe niente in confronto a vederlo personalmente recitare sullo schermo.
Non c’è che dire, Favino risulta essere ancora una volta uno dei più grandi attori italiani che l’arte cinematografica ci abbia regalato. E Amelio non poteva far scelta migliore.

La stessa figlia di Craxi – seppure sicuramente di parte – rimane impressionata dalla prova attoriale di Favino, tenendo però a sottolineare un’eccessiva arroganza attribuita al padre che non l’avrebbe realmente contraddistinto in vita.
Ci asteniamo qui dal creare un parere circa le azioni politiche durante il governo Craxi, certo è che piogge di critiche negative si sono riversate sul film, sia per le controversie che, ancora oggi, nascono intorno alla figura del Presidente proprio in termini politici, sia per un film ritenuto incredibilmente noioso.

E in effetti non ci aspettavamo certo un Craxi atto a far baldoria ogni sera contornato da donne e alcol, pure claudicante a causa dell’infezione alla gamba…
Il film non brilla per intrattenimento, non è avvincente, non ha suspense; rimane per lo più su un filo narratologico abbastanza monotono e ripetitivo, vuoto a tratti.

È proprio Favino a tenere alto, altissimo un tenore altrimenti destinato a rovinare l’immagine di un Bettino Craxi che continua ad essere non da tutti apprezzato, anzi.
E invece, a discapito di una carriera politica piuttosto discutibile, Amelio ci dimostra che c’è sempre altro dietro qualsiasi essere umano.

Il trailer:

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