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Gioco d’azzardo e case popolari: botta e risposta a distanza Tiberti (Pd)-Pace (FdI)

17 Gennaio 2020

Dall’assessore alle Politiche sociali di Narni, una voce in difesa degli ultimi: «Non solo anziani e malati, deboli sono tutti coloro che rischiano l’emarginazione»

UMBRIA – «Non potranno avere case popolari coloro che sono stati condannati per reati legati a droga, prostituzione e gioco d’azzardo o contro l’ordine pubblico»: è quanto si legge, nero su bianco, nella proposta di legge presentata dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace e Marco Squarta, in merito alla Modifica della legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica. Tra gli obiettivi della proposta c’è anche quello di «evitare discriminazioni al contrario e fornire risposte alle famiglie più fragili. Accertare che gli assegnatari non abbiamo commesso reati gravi e non possiedano alte immobili, in Italia o all’estero».

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Metodi e finalità non hanno però mancato di ingenerare polemiche. E tra chi avanza le maggiori perplessità – nel concreto e di principio – c’è senza dubbio l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Narni, Silvia Tiberti (Pd). «Condivido pienamente la volontà di evitare discriminazioni», spiega, «e condivido pienamente la volontà di fornire risposte ai più fragili, essendo questo in linea con il welfare abitativo messo in campo dall’attuale legge regionale dal 2003 di riordino in materia di edilizia residenziale sociale, con lo scopo di promuovere politiche abitative ed assicurare il diritto all’abitazione per le famiglie meno abbienti».

«Parto da una riflessione sui soggetti deboli che sono a mio avviso, anziani, persone malate, bambini, persone con disabilità, senza fissa dimora, famiglie a basso reddito con figli minori, gli immigrati e rifugiati richiedenti asilo, chi non ha la disponibilità economica per vivere e chi subisce violenza. Ma soggetti deboli sono anche le persone esposte all’esclusione, all’emarginazione, sono quelli destinati a far parte di una minoranza – spiega -. Dico questo perché all’interno del target di popolazione particolarmente debole e svantaggiata ci sono anche le persone con problematiche legate alla dipendenza da sostanze legali ed illegali e ci sono anche persone sottoposte ad esecuzione penale ed ex detenute».

«Non dobbiamo escludere questa fascia di popolazione perché non solo rientra nella specifico come vulnerabile ma perché verrebbe meno la certezza del diritto al pari degli altri, perché dopo aver scontato la pena siamo tutti uguali con gli stessi diritti – conclude Tiberti – Tengo a precisare, fra le varie condanne per le quali non è possibile ricevere una casa popolare, leggo anche il gioco d’azzardo, mi permetto di consigliare una riflessione su questo e non considerarlo un reato perché purtroppo il gioco d’azzardo ha sviluppato una dipendenza molto importante in Umbria, una realtà sempre più spesso patologica, dove è possibile essere trattato nei servizi specialistici e dove noi come Comuni abbiamo già attivato importanti campagne di prevenzione”.

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