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Filtri e cartine taroccati: a Perugia maxi sequestro di 700mila accessori da fumo

23 Gennaio 2020

L’operazione della guardia di finanza: nei guai quattro imprenditori cinesi

PERUGIA – Circa 700mila accessori da fumo taroccati sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Perugia, con multe per quattro imprenditori di nazionalità cinese.

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Il Comando provinciale della Finanza, infatti, ha di recente intensificato, anche alla luce delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2020 (n. 160/2019), l’attività di controllo al commercio di generi di monopolio. Infatti, dal 1° gennaio di quest’anno, una nuova norma sanziona chi pone in vendita, senza autorizzazione, prodotti accessori ai tabacchi da fumo assoggettati ad imposta di consumo, che potranno essere venduti al pubblico esclusivamente dai rivenditori abilitati (tabaccai).

I finanzieri della Compagnia di Perugia, pertanto, hanno sottoposto a controllo svariati esercizi commerciali dislocati nella provincia, gestiti principalmente da soggetti di etnia cinese, sequestrando nei confronti di quattro di loro quasi 700mila accessori per tabacchi da fumo, tra filtri, cartine semplici e cartine arrotolate senza tabacco (tubetti) per le sigarette faidate, posti in commercio senza la preventiva autorizzazione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. A ciascuno dei quattro esercenti non in regola è stata comminata anche la sanzione pecuniaria prevista dalla Legge sul Monopolio, che va da 5.000 a 10.000 euro. Per la medesima violazione è prevista anche la sanzione accessoria della chiusura dell’attività, ovvero la sospensione della licenza o dell’autorizzazione dell’esercizio per un periodo non inferiore a cinque giorni e non superiore ad un mese, che sarà disposta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

’intervento si inserisce nella più ampia azione delle fiamme gialle volta a tutelare, da un lato i consumatori e, dall’altro, gli interessi erariali dello Stato, ossia i due aspetti maggiormente salvaguardati nell’ambito della lotta agli illeciti in questo specifico settore, atteso che l’abusivismo in danno del monopolio statale determina inevitabili ricadute sugli interessi economici della comunità, danneggiando, nel contempo, gli operatori commerciali autorizzati.

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