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Dall’Umbria al Burkina Faso: solidarietà per una filiera sana, buona e giusta

21 Gennaio 2020

Il progetto di Tamat

PERUGIA – Lo scorso novembre è stato inaugurato il Centro avicolo e agro-ecologico “NA TILGE” (nome scelto dagli stessi beneficiari del progetto, che in lingua more significa «ero in difficoltà e tu mi hai sostenuto») all’interno del progetto “Allevamento contrattuale e agricoltura familiare: sostegno alle resilienza delle popolazioni più vulnerabili della zona rurale di Loumbila (già Komsilga) Burkina Faso”, finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri italiano con il fondo dell’otto per mille dell’Irpef devoluto dai cittadini nel 2016.

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La cerimonia d’inaugurazione ha visto la partecipazione, tra gli altri, dei rappresentanti dei ministeri dell’Agricoltura, dell’Allevamento e della Direzione generale della Produzione animale, della rappresentante dell’Ufficio di Monitoraggio delle ONG, del direttore di Tamat Piero Sunzini, del sindaco del Comune di Loumbila, della rappresentante paese Tamat in Burkina Faso e Mali, Denisa R. Savulescu, oltre allo staff locale. Alla cerimonia hanno preso parte oltre cento-cinquanta (150) persone: rappresentanti di istituzioni locali, partner di Tamat, popolazione locale, avicoltori e agricoltori beneficiari del progetto.

Questo progetto, che vede come capofila Tamat e tra i partner coinvolti anche ARCS Culture Solidali, si rivolge a 130 piccoli avicoltori e a 130 agricoltori delle famiglie vulnerabili di Loumbila, in Burkina Faso, un comune rurale a 37 chilometri dalla capitale Ouagadougou. Il progetto vuole essere un sostegno all’avicoltura contrattuale e all’agro-ecologia familiare, con lo scopo di creare un’integrazione tra allevatori e agricoltori, facilitando anche l’accesso ai prodotti agroalimentari, al pollame e alle uova per la popolazione più povera e vulnerabile della zona. Una vera e propria filiera avicola e agroalimentare. Prodotti sani e buoni a prezzo equo per i consumatori e guadagno etico per i produttori nel pieno della filosofia sankarista di “produrre, trasformare e consumare burkinabé”.

A tutto ciò, costruito con il fondo dell’otto per mille dell’Irpef devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per l’anno 2016 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel mese di novembre 2019 con una donazione pervenuta grazie a Gian Luigi Carboni, suo figlio Alessandro, familiari e amici, sono stati coperti i costi per l’acquisto di un mototriciclo e delle casse isotermiche necessarie per il trasporto della carne. L’importo raccolto durante l’evento di solidarietà presso il Centro Shalom Parrocchia di Santo Spirito Perugia, ammonta a 3.020 euro. Tamat ringrazia «tutta la famiglia Carboni in Italia e Spagna e i loro amici per il sostegno ricevuto. Presto altri aggiornamenti dal centro avicolo e agro-ecologico di Loumbila su polli in moto-triciclo la versione di Tamat su tre ruote di poulet-bicyclette».

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