Il consigliere regionale Donatella Porzi (Pd) attacca la Regione: «Proposta irricevibile, riferimento fondamentale per i 60mila abitanti della Media Valle del Tevere»

PERUGIA – «La possibile chiusura del punto nascita operante presso l’Ospedale di Pantalla sarebbe un tradimento degli impegni assunti con la programmazione sanitaria degli ultimi anni e una decisione irricevibile, che vedrebbe la protesta dell’intera comunità della Media valle del Tevere con in testa tutti i sindaci del comprensorio»: lo afferma la consigliera regionale Donatella Porzi (Pd) annunciando un’interrogazione sul tema.

Nell’atto ispettivo si chiede «se è reale intenzione della Giunta chiudere il punto nascita operante presso l’ospedale di Pantalla e se l’assessore alla Sanità della Regione Umbria Luca Coletto è disponibile a profondere lo stesso impegno legislativo e di persuasione politica che adottò nella sua Regione Veneto nel difendere dalla chiusura i punti nascita di Pieve di Cadore, Venezia, Piove di Sacco, Adria, Trecenta, Asiago e S. Lorenzo di Valdagno in qualità di assessore alla Sanità della Regione Veneto».

«L’ospedale di Pantalla – spiega Porzi – è stato inaugurato nel 2011, realizzato in soli quattro anni nel pieno rispetto dei tempi e della spesa prevista di 41milioni 623mila euro comprensivi di strumenti e arredi, 22mila metri quadrati di superficie, cinque blocchi collegati da un percorso centrale, per un costo al metro quadrato di 1587,30 euro, con 133 posti letto e un parcheggio da 500 posti. L’apertura di questa struttura non ha rappresentato solo un trasferimento di personale e servizi con la conseguente chiusura degli ospedali di Todi e Marsciano, ma una nuova fase della storia sanitaria di un intero comprensorio, che ha contribuito al processo di riorganizzazione e riqualificazione generale della rete ospedaliera regionale. L’ospedale di Pantalla rappresenta per tale comunità la continuità al diritto alla salute e al diritto di accesso di tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito, a una sanità pubblica fondata su una seria programmazione e la continua innovazione, associate a un sano equilibrio della spesa».

«La Regione Umbria – prosegue – a differenza di altre regioni italiane non ha una grande area metropolitana, ma molte città di dimensioni medio-piccole che rappresentano la sua ricchezza sociale e il fulcro della storia del policentrismo umbro. Il punto nascita operante presso l’ospedale di Pantalla si inserisce in questo contesto e rappresenta un riferimento fondamentale e irrinunciabile per tutta la popolazione, oltre 60mila abitanti, della Media Valle del Tevere. Tutti i sindaci dei Comuni di Todi, Marsciano, Deruta, Massa Martana, Collazzone, San Venanzo, Montecastello di Vibio e Fratta Todina si sono schierati a difesa del mantenimento del punto nascita a Pantalla. L’ospedale della Media valle del Tevere va potenziato dando immediata attuazione al mantenimento del punto nascita, all’attivazione del centro di sterilità e procreazione medicalmente assistita, all’avvio di una struttura di ortogeriatria con 12/14 posti letto, all’implementazione di chirurgia a ciclo breve multidisciplinare, all’aumento fino a 4 posti letto di lungodegenza, all’attivazione di un hospice nell’area sud del nosocomio per l’erogazione delle cure palliative. In particolare, il punto nascita dell’ospedale di Pantalla, afferma la Porzi, rientra nei criteri individuati dal ‘Protocollo metodologico per la valutazione delle richieste di mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui e in condizioni orogeografiche difficili (art. 1 DM 11/11/2015)’, in particolare per i commi relativi a standard operativi tecnologici e di sicurezza, descrizione della prevista rete dei PN inclusi lo STAM/STEM, bacino di utenza attuale e potenziale, definizione del responsabile e analisi dei costi».

«Mi auguro – conclude – non solo che la giunta regionale si pronunci in modo netto contro la chiusura del punto nascita di Pantalla ma che adotti al più presto tutti gli atti di programmazione utili al rilancio dell’intero nosocomio».