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Raccolta sangue, Avis scrive a Tesei: «Così non va, Regione intervenga»

19 Dicembre 2019

La lettera aperta dei presidenti di Avis Perugia e Avis Terni alla presidente della giunta regionale: «Qualsiasi sforzo di Avis, senza la soluzione dei problemi di organizzazione nei centri preposti alla raccolta, è e sarà vano»

di Ilio Cintia e Mauro Tosi*
(riceviamo e pubblichiamo)

UMBRIA – Le donazioni di sangue in Umbria, per il 90% da donatori Avis, al 31 ottobre 2019 vedono un calo del 1,5% rispetto allo stesso periodo del 2018 il che, pur mostrando un leggero recupero rispetto al 2017, conferma, purtroppo, il trend negativo degli ultimi anni. Il sistema trasfusionale Umbro, avendo adottato una maggiore attenzione all’uso della risorsa, ancora riesce a rispondere alle richieste trasfusionali, ma in certi periodi va in difficoltà perché ancora si verificano picchi negativi o positivi nella raccolta.

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L’Avis nelle sue articolazioni territoriali Comunali, Provinciali e Regionale, nonostante le difficoltà in termini di risorse umane, problematica comune a tutto il mondo delle Associazioni di Volontariato, si sta impegnando a fondo per fare la sua parte inviando i donatori ai servizi di raccolta. In tal senso un impegno particolare viene posto nell’attività di chiamata dei donatori, soprattutto telefonica, modulandola in base alle necessità di gruppi sanguigni comunicate dai SIT.

Al fine di migliorare l’accesso alla donazione Avis ha adottato, in accordo con i responsabili dei servizi sanitari, un sistema che permette di prenotare l’orario di donazione con l’intento di abbreviare i tempi d’attesa. Proprio per questo la prenotazione risulta molto gradita ai Donatori. Attualmente è possibile prenotare nei punti di raccolta di Perugia, Foligno, Spoleto, Pantalla, Branca, Città di Castello e si sta lavorando per interessare gli altri Punti di Raccolta. Non è tecnicamente possibile attivare il servizio a Terni allo stato attuale.

Avis Provinciale Perugia sta investendo risorse umane ed economiche per attivare nuove forme di comunicazione promozionale e, in collaborazione con il Provinciale di Terni, sta lavorando alla formazione dei volontari affinché, proprio in funzione dell’attività di chiamata, attuino un miglior utilizzo del software gestionale Associativo. A fronte dei nostri sforzi per migliorare la raccolta del sangue, dobbiamo segnalare come ci siano ancora troppe difficoltà ed impegni non rispettati da parte del sistema sanitario, in particolare:

  • aperture domenicali dei punti di raccolta. Il servizio da oltre 20 anni è attivo, con largo gradimento dei donatori, al SIT di Perugia e al centro della MVT. Questo ha spinto Avis a chiedere aperture domenicali sia negli altri centri della USLUmbria 1, Uslumbria2 , SIT di Terni. A inizio 2019 con l’A.O. Terni, in particolare, si è giunti a concordare un calendario di aperture, ma questo di fatto non è stato rispettato. Il calendario, inoltre, prevedeva aperture a mesi alterni, per altro senza certezza tanto che le raccolte domenicali di fatto sono state confermate o annullate di volta in volta appena 10 giorni prima della data prevista, con l’impossibilità delle Avis di informare i Donatori e rendendole di fatto un flop. Avis Provinciale Perugia ribadisce, vista l’esperienza del SIT di Perugia e della MVT, che per rendere un servizio produttivo è necessario un calendario di aperture mensili continue e sicure per un periodo sperimentale di almeno 12 mesi. Nell’ambito dell’USLUmbria 1, per altro, nessun centro, fatta eccezione per il PRF di Pantalla, ha visto aperture domenicali nel 2019;
  • criticità nei punti di raccolta. Il PR di Norcia è ancora chiuso. Il PR di Nocera da qualche mese non ha calendario fisso in quanto, pur avendo adibito alla raccolta un solo giorno alla settimana, spesso la seduta viene annullata con comunicazione di chiusura solo all’Avis locale senza fare alcuna comunicazione, nel rispetto del PRS vigente, ad Avis Regionale firmatario della convenzione. Il PR di Castiglion del Lago, per diversi mesi con una sola apertura settimanale a causa dei lavori di adeguamento della struttura che lo ospita, ha visto, alla riapertura del secondo giorno, un raddoppio del numero delle donazioni, il che dimostra, numeri alla mano, che è impossibile concentrare i donatori su un minor numero di aperture e sperare di mantenere un buon numero di donazioni.

In tutti i punti di raccolta viene lamentata una generale carenza di personale, anche medico, che crea difficoltà per le sostituzioni per ferie o malattia, e scarso rispetto degli orari di inizio attività. Ciò crea malcontento tra i Donatori che, per il protrarsi dei tempi di attesa, a volte rinunciano a donare. Un discorso a parte merita poi il SIT di Perugia.

Problemi logistici non più accettabili insistono sul sito: il servizio è disposto su due piani, con sale d’attesa piccole (donatori che aspettano nei corridoi, non dignitoso per nessuno), sistemazione definita 20 anni orsono come temporanea. Sempre al SIT di Perugia va poi segnalata l’inadeguatezza della dotazione sia del personale dedicato alla raccolta che di quello amministrativo, infermieristico e medico. Questo servizio, grazie alle Avis del territorio e delle altre associazioni non Avis, raccoglie fra il 40 e il 45% delle sacche di tutta la zona nord dell’Umbria con una media di 45 donazioni al giorno, con picchi di 70. Facciamo notare che il 50% dei donatori sono prenotati e che, quindi, l’affluenza al SIT è prevedibile.

Anche la raccolta di plasma non vede rispettato in pieno l’impegno preso per migliorare la situazione delle donazioni. Non è stata ampliata la rete di raccolta, si effettua in troppi pochi punti e le Avis incontrano sempre difficoltà per prenotare le plasmaferesi. In alcune strutture è palpabile la non volontà di fare quanto più possibile per facilitare la raccolta, tanto da giungere ad annullare prenotazioni per presunte non disponibilità dei Kit necessari, senza una comunicazione ufficiale dai servizi. Non è più tollerabile che i referti di laboratorio dei donatori, non siano accessibili tramite pin personali o fascicolo sanitario, vengono inviati nella maggior parte dei casi per posta ordinaria, (SIT PG e TR, Uslumbria1) che non si sa se arriva ed a chi arriva, pochi casi posta elettronica: e la riservatezza dei dati? La Uslumbria2 utilizza il doppio pin personale.

In molte realtà gli accessi dei donatori non vengono comunicati tempestivamente alle Avis, costringendo le stesse ad andare fisicamente a prendere la lista giornaliera o settimanale. Elettrocardiogrammi e visite cardiologiche per idoneità quasi dappertutto vanno prenotati a CUP senza corsia preferenziale, con appuntamenti dopo almeno 5/6 mesi. A rendere ancora più complessa la gestione dei donatori, verifica delle anagrafiche, dei trasferimenti, dell’accesso ai vari punti di raccolta della regione, delle donazioni effettuate ed attribuite ad Avis o altre associazioni, è la presenza di programmi di gestione diversi tra USL1 e USL2. E’ ormai necessaria la dotazione di un unico programma regionale cui tutti possano accedere per le proprie necessità e competenze.

Qualsiasi sforzo di Avis, senza la soluzione dei problemi di organizzazione nei centri preposti alla raccolta, è e sarà vano. Pertanto ci rivolgiamo alla nuova giunta regionale affinché accolga il nostro appello per riuscire, in uno spirito di collaborazione, a dare ai servizi ospedalieri e territoriali dell’Umbria la sicurezza della erogazione del servizio dei prodotti trasfusionali ed ai pazienti la tranquillità necessaria per affrontare la propria malattia.

*Presidenti Avis Perugia e Avis Terni
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