POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Romizi e la consultazione del caucus di Porta Sole. D’Acunto all’Afas, la sicurezza a Merli, mentre Cagnoli, Lupatelli e Pici sono sempre in fila per le minideleghe

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il “Calabrese boys” Gabriele Giottoli è adesso ufficialmente in pole position dopo la rinuncia (a seguito di svariate polemiche) del candidato assessore prescelto del sindaco di Perugia Romizi, Matteo Grandi, al posto di Michele Fioroni, passato dalla Giunta comunale di Perugia a quella regionale. Gabriele Giottoli è stato supertecnico nel dream team del digitale, messo insieme per l’appunto dall’assessore Francesco Calabrese nella precedente legislatura (il quale attende un posto al sole per il candidato arrivato secondo nella lista Tesei, Vignaroli). Sul funzionamento della rete versione super avanzata qualche perplessità tra i cittadini esiste, però obiettivamente è una delle realizzazioni sulle quali si può costruire il futuro della città. Giottoli è competente come pochi, a queste latitudini, nel ramo.

Non sarà un raffinato politico, ma non lo deve essere. Il centrodestra di governo in Umbria sembra intenzionato, per ora, a far spazio alle competenze tecniche. La politica serve, ma può essere anche sostituita quando del caso. E allora spazio a Giottoli. Il giovane tecnico, con una tradizione familiare nell’innovazione, avrebbe dato una disponibilità di massima. Ma resta ugualmente in campo l’ipotesi di Fabrizio Minelli, che viene da Connessi, una company che è tutto un programma per gli utenti ansiosi di rapporti migliori con il web. Restano da ascoltare i partiti che sorreggono la giunta Romizi, ma nessuno sembra intenzionato a far partire guerre di religione, visto anche che ci sono in ballo tante nomine e minideleghe mica male.

Anzi appare ovvio che gli equilibri della giunta perugina non si risolvano soltanto sostituendo Michele Fioroni. La Lega è alla finestra, ma vuole, costi quel che costi, la delega alla sicurezza, anche visto che i primi risultati di questi mesi non sono certo da spot elettorale. E allora tutto sembra pronto per dirottare questa delega verso l’assessore Merli, il quale potrebbe lasciare libero il Pums, magari come minidelega, visto che per i trasporti è tutto già deciso. In questi giorni si sono fatti molti nomi di consiglieri con piccole deleghe. Cagnoli di Forza Italia è il primo in fila, insieme a Lupatelli di Fratelli d’Italia, quindi Pici di Perugia civica. Ma è saltato fuori anche il nome di Alessio Fioroni. Ora qui il problema è che i Fioroni rischiano di diventare la famiglia Kennedy dell’Umbria, tra Comune e Regione. E se continuano così, tra assessorati e presidenze e libri gialli, arrivano qui da Hollywood per farci una fiction.

Romizi in verità sta studiando, senza fretta, come solo lui sa fare – si è preso anche tre giorni di vacanza – i nuovi  rapporti, dopo il tifone Tesei. Non si sa se – come qualcuno gli rimprovera con più di un pizzico di acidità – abbia già consultato il caucus di Porta Sole (largamente rappresentato alla presentazione del libro giallo “Ombre cinesi” di Michele Fioroni alle Belle Arti) che al confronto quello dell’Iowa per le elezioni americane è uno scherzo. Di sicuro per Natale vorrebbe avere (e dare a Perugia) qualche certezza in più. Da politico accorto come pochi altri mai della sua generazione, ha subito trovato il modo di non perdere contatti positivi con i Fratelli d’Italia, che, come si sa, a livello regionale, aspettano solo il primo incidente per aprire fuoco amico sulla giunta Tesei. All’avvocato D’Acunto, professionista esperto, sarebbe stato già garantita la presidenza dell’Afas, onore e vanto della buona amministrazione by centrodestra.