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‘Ndrangheta, Arcudi: «Sono un calabrese onesto»

16 Dicembre 2019

L’intervento integrale del presidente del Consiglio comunale nella seduta di oggi

di Nilo Arcudi, onesto calabrese*
(riceviamo e pubblichiamo)

PERUGIA – Ho appreso con stupore ed amarezza direttamente dagli organi di stampa che, nell’ambito delle indagini della Procura della Repubblica di Catanzaro sulle infiltrazioni mafiose in Umbria, il mio nome viene infamato nel corso di una conversazione intercettata. Illazioni vergognose secondo le quali avrei ricevuto sostegno dal fratello ci tengo a precisarlo (non indagato) di un indagato in occasione della elezione amministrativa del 2014. Sostegno non solo mai ricevuto, ma mai da me richiesto e che gli stessi presunti autori (nella stessa intercettazione) insultandomi dichiarano poi nel 2019 non essere stato mai in alcun modo contraccambiato. Come emerge chiaramente dagli atti (più di 1100 pagine) dopo anni di indagini e di intercettazioni nessuno degli indagati ha avuto mai con me un contatto, ottenuto mai da me un incontro per chiedere o ottenere favori.

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Sottolineo a tal proposito la significativita’ delle dichiarazioni di due figure simbolo della lotta alla criminalità organizzata come il Procuratore Gratteri ed il Questore Messina sul fatto che non vi sia stato nessun tipo di contestazioni di reato ai politici menzionati nelle intercettazioni e anzi che gli stessi siano stati tirati in ballo come attori passivi.
Possiamo rispondere di cio’ che facciamo, non anche di quello che terzi millantano inpunemente su di noi. E per questo non meritiamo questa indegna gogna mediatica. Il fatto di ricoprire ruoli istituzionali ci espone al rischio fisiologico sia di tentativi di avvicinamento, che di ostentazione strumentale di legami inesistenti. Sono orgoglioso anzi di aver fatto, in qualche modo, da argine, qualora ci fosse stato, ad un qualche subdolo e indegno tentativo di infiltrazione nelle istituzioni.
Umanamente sono rimasto scioccato nel leggere la frase citata, in tutta la sua falsita’ e protervia.

Penso sinceramente di pagare in questa circostanza semplicemente il fatto di essere calabrese. Ma la Calabria non e’ solo terra di mafia. E’ anche terra di chi, con doppia fatica, combatte in modo aperto e senza tentennamenti tutte le forme di criminalità, anche organizzata, tanto più la ndrangheta, che ha purtroppo impoverito, umiliato ed annientato i luoghi dove sono nato. E’ anche terra di chi costruisce l’opinione di se stesso anche in ragione del sentimento della propria reputazione per come riflesso dalla comunita’ sociale di appartenenza.

Nella mia storia personale il ricordo della ndrangheta è di ragazzino, con mio padre amministratore minacciato e sotto tutela, con la mia famiglia in ansia e angoscia per mesi. Questa è la ndrangheta per me! Per una forma di prudenza quasi ossessiva su un tema così delicato e per evitare qualsiasi contatto con soggetti criminali, sia io che i miei collaboratori della segreteria, da sempre, abbiamo con estrema prudenza monitorato e selezionato, sempre acquisendo preliminari informazioni da soggetti competenti, tutte le persone che non conoscevo e che mi hanno chiesto incontri di natura sia politico che istituzionale. E poi nelle varie campagne elettorali ho sempre detto ai candidati delle mie liste sia in privato che in pubbliche riunioni, nessun contatto con gente strana, non vogliamo e non ci servono i loro voti. Era tutto ciò che sinceramente ed umanamente era nelle mie possibilita e l’ho sempre, sempre fatto.

Dal 2003 al 2019 ho partecipato a centinaia di manifestazioni elettorali incontrando in quelle occasioni pubbliche migliaia e migliaia di persone, di ogni ceto sociale e provenienza geografica, persone alle quali ovviamente non potevo richiedere, né delle quali potevo conoscere, precedenti penali e/o frequentazioni. Nel tempo ho ricevuto migliaia di voti, ma senza che mai e ripeto mai fossero oggetto di scambio o occasione di penetrazione di forme oscure di potere nei canali istituzionali.

Il Capogruppo del PD alla Camera Del Rio viene citato ormai da anni in intercettazioni tra arrestati o indagati ed in un processo dicendo che è stato a Cutro luogo con forte presenza mafiosa per fare campagna elettorale. Ma tutti crediamo alla buona fede di Del Rio. Nessun contributo al rafforzamento delle istituzioni democratiche puo’ provenire da affrettati e grezze forme di giustizialismo ne da forme di sciacallaggio politico perpetrate da un singolo consigliere che magari pensa di sostituirmi.

Per questo tutelero’ il mio onore e la mia reputazione in tutte le sedi competenti, ho già dato mandato ai miei legali di querelare chiunque faccia (compreso gli organi di stampa) indegni accostamenti solo per generare confusione, manipolare la realtà e gettare schizzi di fango. Confido nel contempo nella serena ed obiettiva lettura dei fatti, per come emersi dal prezioso lavoro fatto dagli inquirenti a tutela del territorio e dell’Umbria, nonche’ per quanto potra’ ulteriormente chiarire la costituenda commissione consiliare sulla cui costituzione concordo pienamente.

La vostra solidarieta’ istituzionale, unitamente a quella gia’ ricevuta da moltissime e moltissime persone in questi giorni, sara’ per me gia’ una forma di primo ristoro. Non vorrei dover spiegare ai nostri figli ai figli dei tanti calabresi per bene, nati e cresciuti nella civilissima Perugia, che le nostre origini calabresi sono un problema per me oggi e forse potrebbero esserlo per loro domani. Grazie.

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