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Lazzari, l’artista umbro che ha reso felice papa Francesco

19 Dicembre 2019

Da Città di Castello la copia pictografata dell’opera di Chagall che ha fatto innamorare Bergoglio

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – «Un’emozione indescrivibile, sicuramente il momento della mia vita umana e professionale più importante, indimenticabile».

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Con la voce rotta dall’emozione, Stefano Lazzari, maestro artigiano d’arte, titolare della Bottega Tifernate di Città di Castello, che ha brevettato una particolare tecnica, la «pictografia» che consente di realizzare copie di antichi capolavori (affreschi, dipinti su legno e su tela) identiche all’originale, grazie anche al ricorso di pittura e finitura analoghe a quelle antiche, racconta i momenti davvero unici trascorsi mercoledì mattina in Vaticano a Casa Santa Marta, residenza di Papa Francesco. Davanti al Pontefice (che martedì ha compiuto 83 anni) ed altri stretti collaboratori, nonostante le mani tremolanti e i brividi di gioia, Lazzari ha sistemato in un angolo dell’abitazione più famosa e illustre al mondo una “copia” identica all’originale della “Crocifissione Bianca”, di Marc Chagall (1938, Olio su tela Chicago, Art Institute) portata a termine con certosina tecnica e attenzione nella sua bottega-laboratorio di Città di Castello dopo oltre sei mesi di lavoro. L’opera è stata ricreata lavorando con pigmenti naturali strato su strato, dipingendo i particolari con una lente d’ingrandimento poiché la sua dimensione è circa 2,5 volte più piccola dell’originale: solo 60 per 53,5 centimetri.

Il dipinto originale è stato realizzato nel 1938 quando Hitler e le sue truppe iniziavano la persecuzione sugli ebrei. Chagall, ha voluto racchiudere su una tela la sofferenza, attraverso l’uso di simboli e immagini. Il dipinto presenta al centro, in grande, la figura di Cristo crocifisso, preso come simbolo dell’ebraismo e, attorno a lui, scene di distruzione e persecuzione. «Il Santo Padre ha visto questo dipinto a Firenze in una mostra all’opera del Duomo e si è talmente innamorato della rappresentazione del dipinto e lo ha richiesto per poterlo avere all’interno della sua residenza. Noi quindi, fra incredulità e gioia immensa per essere stati scelti a realizzare una copia dell’opera originale ci siamo messi subito al lavoro e dopo oltre sei mesi lo abbiamo terminato ed oggi ho avuto l’onore di poterlo consegnare direttamente al Santo Padre», ha detto, Stefano Lazzari, che tiene a precisare assieme alla sorella Francesca e a tutti i giovani collaboratori della “bottega”, che «l’ispirazione è stata facilitata dal luogo dove ogni giorno lavoriamo, Città di Castello, dove Piero della Francesca, Signorelli, Raffaello e Alberto Burri hanno lasciato segni indelebili».

La giornata memorabile dell’artigiano-artista umbro si è conclusa con la consegna a Papa Francesco di un volume sulla storia della Pinacoteca di Città di Castello e di un pregiato manufatto realizzato nel laboratorio della Tela Umbra, storico laboratorio tessile unico al mondo. Il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, per tramite del titolare della Bottega Tifernate ha «ringraziato il Santo Padre per aver consentito ad un illustre concittadino di mettere ancora in risalto la sua straordinaria capacità creativa ormai apprezzata in tutto il mondo, propria della migliore tradizione e storia dell’artigianato locale». «Attraverso Lazzari – ha precisato Bacchetta – abbiamo rivolto al Santo Padre un caloroso invito a visitare la Mostra su Raffaello Sanzio che da ottobre del 2020 a gennaio del 2021 celebra i 500 anni dalla morte del grande maestro urbinate che proprio nella Pinacoteca comunale ha lasciato segni indelebili del suo genio». «Il Pontefice – ha concluso Stefano Lazzari – ha ringraziato attraverso me, il sindaco e la comunità locale dove vivo e risiedo per l’opera realizzata e gli omaggi che esaltano le bellezze storico-artistiche: chissà se per la Mostra su Raffaello riuscirà a farci un regalo inaspettato con la sua eccezionale presenza?».

Per il maestro artigiano di Città di Castello, che nel 1995 ha fondato la Bottega Tifernate con la sorella Francesca ed il padre Romolo, composta da un team di giovani pittori, cesellatori, intagliatori, non è la prima volta di trovarsi di fronte ad “committente” a dir poco speciale, con una propria opera degna di attenzione e ammirazione. Nel mese di maggio dello scorso anno infatti Lazzari ha realizzato e consegnato al Pontefice, la copia di un Caravaggio, esposta sempre a Casa Santa Marta. Si tratta di un quadro che racchiude anche il significato del motto scelto dal Papa per il suo pontificato: «Miserando atque eligendo». La copia del quadro è stata realizzata su tela utilizzando le stesse tecniche e i colori ottenuti con gli stessi procedimenti seguiti da Caravaggio.

La Bottega Tifernate

Da oltre 20 anni la Bottega Tifernate è impegnata nella riproduzione di opere d’arte, certificate dal Ministero dei Beni Culturali; ha brevettato una particolare tecnica, la «pictografia» che consente di realizzare copie di antichi capolavori (affreschi, dipinti su legno e su tela) identiche all’originale, grazie anche al ricorso di pittura e finitura analoghe a quelle antiche. “Ricreare il pathos che si prova di fronte ad un’opera originale”, questa è la mission che ha guidato e guida fino ad ora la famiglia Lazzari, il padre Romolo e i figli Stefano e Francesca. Stefano Lazzari nasce a Città di Castello nel 1971. Nel 1990 si diploma all’Itis come informatico e, la passione per l’arte, lo porta a iniziare un percorso di ricerca, da autodidatta, sulle tecniche pittoriche antiche per la ricreazione di opere su Affresco, Tela e Tavola. Nel 1995 fonda la Bottega Tifernate e nel 2000, ottiene il brevetto per invenzione della Pictografia. Lavora anche da artista, creando opere senza tempo, molto classiche ma anche estremamente moderne. Nel 1995 Fonda la Bottega Tifernate con la sorella Francesca ed il padre Romolo, e costituisce una vera bottega d’arte composta da un team di pittori, cesellatori, intagliatori. Insieme a loro studia i dipinti originali dei più grandi artisti del passato, ubicati nei musei o in collezioni private e realizza grandi progetti artistici che lo portano a collaborare con grandi critici d’arte, restauratori e direttori museali. Questo gli permette di ottenere la conoscenza della chimica del colore oltre che l’apprendimento di ricette e metodi di lavorazione segreti e non più conosciuti. Il rapporto con i migliori restauratori lo istruiscono anche sugli errori di lavorazione dei dipinti emersi dopo secoli di esposizione alle sollecitazioni ambientali. Nel 1997 l’ICR (Istituto Centrale del Restauro di Roma), riconosce la Pictografia come tecnica migliore al mondo per la riproduzione su affresco dei frammenti crollati nella volta della Basilica di Assisi a causa del terremoto; 1998 Il Principe Ranieri III “ ritiene la Pictografia una tecnica “di grande spessore ed interesse artistico e culturale”; nel 2000 Il prof. Antonio Paolucci elogia la Pictografia e richiede la presenza nei bookshop dei più importanti musei fiorentini; nel 2010, La Bottega Artigiana Tifernate viene premiata come “Eccellenza Umbra” per aver saputo affrontare la crisi esportando nel mondo il buon nome dell’artigianato della Regione; nel 2016 Il Maestro scenografo, premio Oscar con Tornatore Francesco Frigeri, giudica la pictografia come “tecnica migliore al mondo per ricreare dipinti da utilizzare nei set cinematografici”; nel 2018 Card. Angelo Comastri, Vicario del Papa, elogia il lavoro di Lazzari dopo la consegna di un’opera ricreata dal Perugino per i suoi 50 anni di sacerdozio; nel 2018 – Sua Santità Papa Francesco elogia il lavoro di Lazzari dopo la consegna di un’opera per la sua residenza “Casa Santa Marta”; nel 2019 – Il prof. Pietro Zander, Responsabile Necropoli Vaticana e Antichità Classiche, elogia la tecnica pictografica. Illustri committenti pubblici e privati nel corso di questi venti anni di attività: Il Ministero dei Beni Culturali – Provincia di Ferrara per la realizzazione di pictografie su tela per “I Camerini del Principe” nel Castello Estense di Ferrara, la Diocesi di Modena per la ealizzazione della “Madonna di Piazza” e della “Madonna della Colonna” da esibire nel Duomo di Modena, la realizzazione dei dipinti per la “Porziuncola Nuova” a San Francisco, insignita di Indulgenza Plenaria, realizzazione di tele dipinte per il Palazzo Ducale di Vilnius, in Lituania, realizzazione di 51 affreschi italiani del rinascimento per un museo permanente a Seoul in Corea, un dipinto per la Sala del Consiglio della Provincia di Perugia, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, un affresco di Palmerino di Guido da sostituire all’originale nella piazza del Comune, dopo la sua collocazione all’interno della Pinacoteca Civica per motivi di conservazione, la ricreazione di un’opera di Vincenzo Barboni collocata nella facciata del Duomo di Città di Castello. Anche fra i privati committenti illustri: realizzazione di un affresco di Piero della Francesca “Maria Maddalena” destinato alla Principessa Carolina di Monaco, realizzazione di dipinti della Collezione Privata dei Principi Doria Pamphilj, reealizzazione di 23 opere a dimensione originale per il Museo permanente di Leonardo da Vinci in via della Conciliazione a Roma, riproduzioni per il docufilm di Sky “Raffaello, Il Principe delle Arti”, riproduzioni per il docufilm “Michelangelo – Infinito”, riproduzioni per il film “Medici II”, per il film a puntate “Il Nome della Rosa” con John Turturro.

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