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«Impensabile che Enel lasci la centrale a costo zero»

17 Dicembre 2019

Bastardo, la posizione dei sindacati

UMBRIA – Rivedere l’accordo quadro sottoscritto dalla precedente amministrazione con Enel, riguardante il progetto Futur-e promosso per la centrale di Bastardo; difendere i livelli occupazionali di Enel in Umbria e scongiurare qualsiasi ipotesi di esuberi; varare un piano energetico regionale all’altezza delle incalzanti sfide climatiche e ambientali. Sono questi i punti fondamentali che i sindacati, Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, insieme alle rispettive categorie, Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, pongono all’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni, che ieri, 16 dicembre, ha incontrato i rappresentanti di Enel «senza coinvolgere le organizzazioni sindacali», lamentano oggi le sigle.

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I sindacati hanno «ricevuto un mese fa comunicazione ufficiale dall’azienda sulla chiusura della centrale Bastardo a fine anno, con la permanenza solo un piccolo presidio di 5-6 persone per la messa in sicurezza dell’impianto, che sarà scollegato dalla rete elettrica nazionale». In questa situazione, proseguono le organizzazioni sindacali, «dare seguito al progetto Futur-e promosso da Enel, significherebbe di fatto accompagnare il sito industriale della Centrale di Bastardo alla vendita, per realizzare (forse) progetti ad oggi ancora non definiti e sicuramente privi della capacità finanziaria necessaria per la riconversione del sito».

Al contrario, i sindacati chiedono con forza di «approfondire tutte le ipotesi di trasformazione possibili per la centrale di Bastardo, mettendo al centro il binomio sviluppo-occupazione, sventando qualsiasi ipotesi di dismissione e vendita della centrale». Per quanto riguarda invece la centrale di Pietrafitta, dove nell’ultimo periodo il personale è entrato in stato di agitazione per chiedere investimenti e garanzie sull’occupazione, i sindacati considerano «insufficienti i 15 milioni di euro previsti da Enel per l’ammodernamento del sito» e chiedono, invece, che siano «bonificate e sfruttate tutte le aree di proprietà Enel sia a Pietrafitta che a Bastardo, per creare sviluppo ed occupazione anche in settori innovativi come quello della mobilità elettrica».

«Enel dopo oltre 50 anni di permanenza sul territorio – scrivono ancora i sindacati – non può andarsene a costo zero né indebolire i presidi esistenti, ma deve creare occupazione di qualità e valorizzare le sue risorse, come già fatto per altri siti di sua proprietà. La perdita di Enel a Gualdo Cattaneo – concludono i sindacati – segnerebbe l’ennesima sconfitta per chi amministra quei territori ed anche per la Regione dell’Umbria, che resta incatenata alla crisi, con una disoccupazione record, con i consumi in calo e con tante vertenze di lavoro aperte».

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