Bastia, una 22enne posta le foto della violenza subita dal compagno. «L’omertà e i silenzi finiscono qui»

BASTIA (Perugia) – Le labbra spaccate e gli occhi tumefatti. E poi i segni dei morsi. I lividi.

Quattro foto sul suo profilo Facebook e Caterina, 22 anni, ha raccontato così la violenza subita da chi aveva promesso di amarla. «Così mi ha ridotto divertendosi», scrive la giovane affidando a un social network la sua denuncia. Niente nomi, non ce n’è bisogno, perché a Bastia in molti sembrano conoscere il suo aggressore. E lo conoscono anche i carabinieri che questa denuncia social l’hanno portata fino in procura, che – a quanto scrive oggi Il Messaggero in un articolo a firma di Luca Benedetti – starebbe procedendo con le accuse di lesioni, sequestro di persona e anche violenza sessuale.

E l’incubo di Caterina finisce così, si spera. Con un post diventato virale che magari darà il coraggio di non restare più in silenzio a tante come lei. Anche se i lividi e le ferite che le sono rimasti dentro saranno difficili da rimarginare.
Ma Caterina ha avuto coraggio. Ha detto basta alla violenza, svelando cosa ha dovuto subire al chiuso di un’auto. «Così mi ha ridotto divertendosi». Parole che risuonano ancora e fanno paura. Ma a lei non più.

Stretta nell’abbraccio di parenti e amici che adesso promettono di non lasciarla sola e raccontano – sempre su Facebook – altri particolari sul suo aggressore. «Sono senza parole – scrive un amico – Io conosco di vista il responsabile di questo scempio…. era un imbecille attacca brighe da ragazzino ed e un imbecille violento da grande».

«Un uomo che ci picchia è uno stronzo. Sempre. E dobbiamo capirlo subito – commenta una ragazza -. Al primo schiaffo. Perché tanto arriverà anche il secondo, e poi un terzo e un quarto. L’amore rende felici e riempie il cuore, non rompe costole e non lascia lividi sulla faccia. Pensiamo mica di avere sette vite come i gatti? No. Ne abbiamo una sola. Non buttiamola via».

Ma il senso della denuncia di Caterina è raccontato soprattutto dalle parole di un’amica, che spiega il coraggio, la forza di un post e la nuova determinazione di chi non vuole più essere vittima di violenza: «Stavolta vince lei che ha il coraggio di renderlo pubblico, vince lei e lui non può fare più nulla. Vince lei e lui resta soltanto un mostro che col tempo diventerà talmente piccolo da sparire. L’omertà e i silenzi finiscono qui».