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Capanne, termosifoni freddi e cortocircuito: protestano i detenuti

22 Dicembre 2019

Sappe: «Serata di tensione ieri nel carcere di Perugia. Ma la protesta, pacifica, è già rientrata»

PERUGIA – «È successo che i detenuti lamentano la precarietà del riscaldamento e del servizio elettrico, che spesso non funzionano e lasciano le celle al freddo». A raccontarlo è di Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che questa mattina ha portato alla luce il disagio, e conseguenti lamentele, della popolazione detenuta nel carcere di Capanne, a Perugia. «Si è trattato di una protesta pacifica, gestita al meglio dal personale di Polizia Penitenziaria dei vari ruoli, ma che ha fatto emergere in maniera chiara ed evidente una criticità significativa che può essere foriera di ulteriori tensioni se ad essa non si pone rimedio con urgenza».

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Apprezzamento per la professionalità ed il senso del dovere del personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere Capanne di Perugia arriva anche da Donato Capece, segretario generale del Sappe: «Il personale di Polizia Penitenziaria ha saputo gestire l’evento critico nel modo migliore, tranquillizzando i detenuti ed evitando quindi che le pacifiche lamentele potessero degenerare. Ancora una volta è la Polizia Penitenziaria, l’unica realtà professionale effettivamente presente 24 ore al giorno in carcere, a dover fronteggiare queste situazioni di tensione ed a farlo, come è successo ieri sera a Perugia, con competenza e professionalità, garantendo ordine e sicurezza in un contesto certamente critico. Alle donne e agli uomini con il Basco Azzurro del Corpo va l’apprezzamento e la vicinanza del Sappe».

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