POLE POLITIK | La sfida della Modena (Fi): “Seguite la vostra visione alta e lungimirante e l’Umbria riparte”. Ma sia la presidente della Regione (da destra) che il rettore (da sinistra) sono già al passaggio in palude

di Marco Brunacci

UMBRIA – Una sfida? Una provocazione? O l’intuizione che qui si gioca la possibilità di un piccolo Rinascimento dell’Umbria o la sua finale sistemazione nell’angolo più buio del limbo dello sviluppo mancato, delle occasione perse. Fatto sta che a Fiammetta Modena, senatrice di Forza Italia, partito che ha vinto le elezioni senza però certo pretendere l’Oscar di attore protagonista, va riconosciuta lucidità di analisi insieme a un atto di coraggio: ha costretto i vincitori a salire sul ring e a combattere. Poche storie, questo è il bivio. Si risale la montagna o ci si abbandona al gorgo del declino. Entrambi i vincitori hanno avuto mandati chiari, piena fiducia, ampia base di consenso e fin, da subito, nessuna attenuante. 

Ecco allora la Modena, parole e musica: “Praticamente in contemporanea inizieranno a lavorare insieme Donatella Tesei e il Magnifico Rettore (Maurizio Oliviero, ndr), entrambi con una visione alta e lungimirante. Auguro sia all’una che all’altro di realizzare le splendide idee che hanno per la nostra comunità, con il rispetto per le istituzioni che li ha sempre contraddistinti”.

Poi breve analisi: “Abbiamo vissuto mesi tumultuosi ma tutto è cambiato nel nostro micro-macro cosmo umbro. Nessuno lo avrebbe immaginato un anno fa”. Seguono, come si conviene, gli auguri per un proficuo lavoro con la fiducia che “il cambio di passo in Umbria aprirà nuove prospettive alla nostra Regione, che rivolgerà lo sguardo al mondo, alle imprese, alle piattaforme tecnologiche, alla tutela delle persone deboli e anziane”.

Quanto sia importante questo monito, ora come ora, in pochi si rendono conto. Già a Natale sarà diverso, se i rispettivi convogli non si mettono in moto nella direzione giusta.

Per Donatella Tesei, il rischio evidente è di essere risucchiata da certe liti condominiali tra i leghisti, partito che ha lo slancio del nuovo che avanza ma che in Umbria ha una classe dirigente tutta da inventare. Già nella formazione della Giunta, al passaggio della presidente, si odono sirene che invitano a scelte di Giunta miopi, fatte sugli equilibri della maggioranza, non sui problemi della regione.

Il mancato ticket con Fratelli d’Italia ha già provocato attriti e malumori, ma è dentro l’onda verde che bisogna saper scegliere. Chi da troppo poco tempo ha troppo grande potere rischia di vederselo esplodere come un ordigno. Dalla presidente Tesei si esige mano ferma sul timone perchè il fragile vascello non rischi di infilarsi nella prima secca all’uscita dal porto, o sbattere su ogni scoglio che incontra in mare. E allora subito chiarezza nel programma e negli obiettivi da raggiungere (e in quanto tempo). Questo è il primo emendamento della nuova Carta dell’Umbria e fin qui più o meno ci si è arrivati.

Il problema ora è di mettere ognuno al posto suo e zittire le allegri comari (maschi e femmine ben inteso) esperti solo in baruffe, per far spazio a chi idee e promette impegno per il bene comune dell’Umbria. Un governo di svolta, come è stato chiesto senza se e senza ma dagli elettori umbri, prevede una mobilitazione senza precedenti delle energie migliori, anche senza non hanno la dop di questo o quel partito (o questa o quella corrente). E mai dimenticare i propositi “alti e lungimiranti” se no finisce tutto. Amen.

Maurizio Oliviero ha già avuto più tempo per sbagliare. Districarsi nel sottobosco della giungla universitaria è necessario, ma rimanere invischiati nelle piccole ripicche, nei micro derby, nelle modeste rivincite è un prezzo che non si può pagare se hai vinto su prospettive “alte e lungimiranti”. 

Tesei viene da destra, Oliviero da sinistra. Entrambi hanno il medesimo problema: non farsi risucchiare dalla gestione della quotidianità per candidarsi a un ruolo da statisti (di questo ha bisogno l’Umbria e loro due non si devono mica vergognare).

Una da destra e uno da sinistra hanno il medesimo destino: o riescono a essere (e a mostrarsi fin da subito) autonomi da tutti e a non farsi mettere i piedi in testa da nessuno oppure si candidano a sicuro fallimento.

L’assoluta autonomia e gli obiettivi “alti e lungimiranti” sono stati il refrain speciale di Oliviero. Sai che flop se gli avversari (tanti, forti e organizzati) riescono a dipingerlo (vero o falso che sia) come uno legato a questo o a quel carro.

Il cambiamento fino alla “liberazione” dell’Umbria è stato il cavallo sul quale è salita con successo la Tesei. Sai tu che succede se invece procede al passo sopra un somarello, attenta a non scivolare, su questo o quello scosceso sentierino delle montagne delle diatribe e dei micro interessi di partito. 

Conclusione: buon lavoro a tutti e due ma sapendo che vi si chiede non di timbrare stancamente il cartellino ma di realizzare programmi di svolta per l’Umbria. E brava la Modena che li ha subito costretti a uscire allo scoperto.