POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | La partita del governo regionale: la Tesei come Mancini, punta al 5 a 0. Out Paola Fioroni, resta solo l’ostacolo di una parte di Fdi per l’assessorato a sviluppo economico, marketing e brand territoriale

di Marco Brunacci

PERUGIA – Tutta la giunta minuto per minuto, come ormai sono abituati i lettori di Cityjournal. Ecco l’ultimo aggiornamento dai campi: il leader della Lega Salvini ha fatto il suo blitz a Terni, ha incontrato il segretario umbro Caparvi e la commissaria ternana Saltamartini per concludere che non metterà becco sugli assessori della giunta regionale.

E nel mentre lo diceva tutti stavano già facendo i conti sulla base delle indiscrezioni che erano filtrate prima della conferenza stampa ufficiale. Per sintetizzare: i tam tam dicono che gli assessori della Lega saranno due (e non tre, proprio come voleva la Lady di ferro Tesei). Uno è il supertecnico Coletto e l’altro è – ecco la novità – ternano. E, qualora fosse un eletto, dovrà dimettersi (Carissimi non sembra intenzionato a cedere il posto in consiglio regionale, al pari di Mancini, che farà infatti il capogruppo).
E allora tutti hanno capito che toccava a Enrico Melasecche, secondo dei non eletti, con grande esperienza amministrativa, anche se con carattere che ve lo raccomando, ma che comunque il passare degli anni potrebbe aver reso meno impervio. La decisione di optare per un ternano esclude fatalmente Paola Fioroni, per la quale potrebbero aprirsi altri incarichi.
Questo significa che dopo la “quadra” raggiunta tra i partiti della coalizione sabato scorso, ora si va verso una intesa sui nomi.

Resta aperta però la questione Michele Fioroni. Non è un mistero che la Tesei, che vuol fare come il ct Mancini e punta al 5 a 0, intenda averlo a tutti i costi in Giunta. Fioroni ritiene l’assessorato che andrebbe a ricoprire (sicuro il marketing territoriale e il brand Umbria, ma con probabile scenario largo sullo sviluppo economico in generale) una specie di missione per conto del dio dei tecnici prestati alla politica. Sarebbe un geniale e irriverente blues brothers nel panorama umbro, un elemento di sicura novità, e comunque uno da “prendere o lasciare”, il cui operato sarà sicuramente fuori dagli schemi consueti, quindi da verificare passo su passo.

L’ostacolo però è quello di Fratelli dì’Italia. Non è un mistero che Emanuele Prisco, deputato FdI, ex assessore comunale perugino, abbia una grande stima di Fioroni. E lo ha riempito di deleghe quando è volato in Parlamento. Ma non tutti in Fratelli d’Italia sono convinti di affidare a un tecnico la loro presenza in Giunta regionale. L’ala più vicina a Zaffini (e che la Meloni ha per ora sposato) vorrebbe un esponente organico al partito, del genere Fortini, l’ex assessore all’urbanistica del Comune di Assisi. E non basterebbe per mettere l’anima in pace ai meloniani la presidenza dell’Assemblea regionale, che pure sarà di Marco Squarta.

La questione è intricata. Ma a questo punto FdI dell’Umbria deve decidere se andare a uno scontro sanguinoso, che in questo momento non sarebbe un bel biglietto da visita per il nascente governo di centrodestra, oppure invece accettare la nomina di Fioroni, un po’ per amor di pace e un po’ con l’intenzione di far presente prima possibile alla presidente Tesei di avere un grosso credito con lei. Magari facendo tirare un po’ il collo alla presidente e a tutta la coalizione. Diciamo – per restare nel calcio – far segnare a Fioroni un gol al 90′ o addirittura in pieno recupero.