Tutto nato dal monitoraggio dei pusher a Fontivegge: sequestrata merce per decine di milioni di euro. Guai anche per l’ex Miss Sud Africa

di Daniele Cibruscola

PERUGIA – Nasce a Perugia, da una pista dei carabinieri del Reparto operativo l’imponente operazione antidroga che ha portato, tra Umbria, Campania e Africa, all’arresto di oltre 150 persone e al sequestro di quintali e quintali di stupefacente, del valore di decine di milioni di euro. Una «inedita e insospettabile organizzazione» criminale, la definiscono i militari, senza vertici veri e propri ma con interessi in mezzo mondo: in Asia dell’est e meridionale, dove la droga veniva prodotta; in Africa, luogo d’origine di molte delle persone finite in manette; in vari Paesi europei, sede dei “magazzini” utilizzati per lo stoccaggio della droga e tappa ultima del ricchissimo business dell’organizzazione.

Le indagini: dal pesce piccolo (il pusher a Fontivegge) allo squalo (in Polonia) che muoveva quintali di droga

A dare il la all’operazione – poi denominata “Domitia” – è stato il monitoraggio di alcuni pusher di Fontivegge. Che nel 2012 ha portato all’arresto di 16 individui, tra cui 5 italiani (e tra questi pure alcuni perugini), ritenuti a vario titolo coinvolti nel commercio illegale. Come in un film: i militari del Comando provinciale sono partiti dal pesce piccolo, alcuni spacciatori tunisini attivi tra la zona della stazione e piazza del Bacio, per poi risalire passo passo la catena alimentare del traffico. Tutti i pusher «attenzionati» si sarebbero riforniti infatti da un ivoriano e un nigeriano residenti in Campania, entrambi serviti, a loro volta, da un tanzaniano che da anni viveva la più anonima e borghese delle vite in Polonia: sposato, un impiego normale, amici normali e interessi normali; trafficante internazionale nel tempo libero.

L’origine e lo spostamento della droga. «Metodi simili a quelli usati dalle organizzazioni terroristiche»

La droga – principalmente eroina, ma anche cocaina, marijuana e Mdma – arrivava dal Laos, dal Pakistan e nel caso di quelle sintetiche persino dalla Cina. Da qui veniva introdotta in Europa attraverso navi cargo, fatta arrivare in magazzini di stoccaggio in Belgio e Turchia e poi distribuita, a seconda delle esigenze, con cadenza settimanale, nei vari Stati dell’Unione. Attraverso corrieri: “ovulatori” che ingerivano involucri carichi di stupefacente e “trasportatori” che occultavano il carico all’interno di borse, bagagli, oggetti. «All’inizio i corrieri arrivavano tutti da Tanzania e Burundi. Poi l’organizzazione ha cominciato ad assoldare norvegesi, svedesi, spagnoli… e a triangolare le tratte», spiegano i carabinieri. La droga che partiva dal Belgio veniva fatta transitare per la Francia, o per l’Olanda, o per la Spagna prima di arrivare in Italia. E prima ancora di farla viaggiare venivano inviati degli scout, senza stupefacenti, per testare i controlli negli aeroporti e verificare la bontà delle rotte. «Metodo affine a quello adottato dalle organizzazioni terroristiche», sottolineano i carabinieri.

L’occultamento della droga: ecco come i corrieri superavano i controlli. «Cucitori pagati a peso d’oro»

Parte integrante dell’associazione era costituita dai cosiddetti “cucitori”, professionisti del taglia e cuci che, affermano i militari, «abilmente ricavano i doppi fondi nelle modalità sopra descritte. La loro mano d’opera è così importante che vengono pagati oltre 1000 dollari americani per ogni valigia confezionata». «Lo stupefacente – proseguono – è refrattario ai raggi X perché confezionato in modo che l’ingombro sia parte integrante del bagaglio ed è resistente all’olfatto dei cani antidroga perché l’involucro è intriso di colla e cosparso di sostanze tipo caffè, pereponcino, zenzero o vaniglia-. E i corrieri sono negativi agli esami speditivi perché non toccano lo stupefacente». Tra le persone finite nei guai c’è anche il nome illustre di una ex Miss Sud Africa, fermata con più di dieci chili di eroina nel trolley.

I sequestri: droga per decine e decine di milioni di euro tra eroina, cocaina, marijuana e Mdma

  • totale eroina:……… 230,991 Kg
  • totale cocaina:………20,000 Kg
  • totale Mdma:……… 2,00 Kg
  • totale marijuana:…. 14,751Kg

Le congratulazioni dell’amministrazione comunale

«A nome della città – dichiara Andrea Romizi, sindaco di Perugia – vorrei ringraziare i Carabinieri e la Procura della Repubblica per questa brillante e massiccia operazione che conferma per l’ennesima volta la straordinaria professionalità dei componenti delle forze dell’ordine e l’attenzione da loro rivolta al territorio con l’obiettivo di garantire la sicurezza e la tutela dei nostri concittadini. Questa operazione, che ha richiesto uno sforzo importante, è frutto di un lungo e minuzioso lavoro di indagine, avviato diversi anni fa e che oggi trova il meritato compimento. Come Amministrazione comunale continueremo a lavorare a stretto contatto con tutti i corpi delle forze dell’ordine per cercare di riqualificare le aree oggi in sofferenza e per restituire ai nostri concittadini luoghi sicuri, piazze, vie, parchi, da destinare alla socializzazione».