POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Al via il nuovo corso della lady di ferro Tesei, che si è tenuta deleghe decisive per determinare l’indirizzo della politico di governo. E il neoassessore Fioroni scopre che venerdì pomeriggio gli uffici non lavorano

di Marco Brunacci

La quiete prima della partenza. Oggi sarà già tempo di decisioni per la nuova Giunta regionale di centrodestra, dopo 50 anni di sinistra, formata con mano di ferro dalla Tatcher di Montefalco, Donatella Tesei. La Tesei si sta fin da ora orientando a chiedere, tanto per cominciare, una “due diligence”, un controllo accurato, sul bilancio della Regione, che deve essere approvato entro la fine dell’anno e ragionevolmente non ci si riuscirà (anche senza due diligence) nei tempi necessari per evitare l’esercizio provvisorio (che non è un castigo di dio ma qualche problema lo crea).

La due diligence, che di fatto risulta già decisa, sarà effettuata non da un’Agenzia privata, ma utilizzando una norma specifica che permette agli enti locali di avere a disposizione, per questo tipo di controllo approfondito dei bilanci, funzionari della Corte dei Conti e dei Ministeri economici. Così facendo non si spendono soldi in più e si può però “tracciare quella linea dalla quale ricominciare”, come affermato dalla Tesei fin dalle prime dichiarazioni.

Insieme a questo, la neopresidente si predispone a varare un gabinetto ridotto all’osso (tre-quattro collaboratori al massimo) per segnare una prima discontinuità. Un segnale forte arriva anche dalle deleghe che la presidente si è tenuta, di fatto tutte quelle determinanti per l’indirizzo della Giunta. Deleghe pesantissime come la ricostruzione, ma soprattutto la programmazione e i fondi europei, per non parlare della supervisione sulle società partecipate, che sono lo strumento principe per dare un profilo preciso alla politica economica del governo regionale.

Sui dossier più scottanti, sui quali ci sono vere e proprie urgenze, i trasporti e i rifiuti, stanno invece già lavorando gli assessori Melasecche e Morroni. Il primo deve mettere rapidamente in piedi un’Agenzia regionale dei trasporti per non pagare l’Iva sul servizio ed evitare così tagli draconiani in particolare sulle tratte dei pendolari (ma mancano fin da ora i soldi per rinnovare le corse del Frecciarossa – o freccetta rossa – Perugia-Milano). Il secondo deve indicare le prime soluzioni concrete, dopo aver preso atto che già da tempo le discariche umbre non sono in grado di far fronte alle esigenze.

E intanto l’assessore Fioroni, dal quale si attendono i primi risultati da mettere in vetrina, quindi consapevole della necessità di accelerare, ha provato a cominciare subito il lavoro venerdì scorso, ma ha dovuto prendere atto che la saggezza popolare (“di Venere e di Marte non si sposa e non si parte”) viene presa molto sul serio nei palazzi regionali, visto che gli uffici di venerdì pomeriggio non lavorano. Non è escluso che si inizi da qui per mettere mano alla macchina regionale, in modo che la complessità non sia una scusa per la (bassa) produttività.