POLE POLITIK | Trovata la soluzione: FI non protesta, nessuno si dimette, si cerca un tecnico della Lega anche all’agricoltura e la sindaca di Scheggino corre (con pochi rischi) alle suppletive. Ma se la Tesei non accetta il Grande Sacrificio si torna in alto mare

di Marco Brunacci

UMBRIA – La quiete (operosa) dopo la tempesta. La giunta regionale, nel giorno della proclamazione (senza sorprese) degli eletti dell’Assemblea regionale, si tinge di ulteriore verde e si appresta a fare contento anche il segretario umbro leghista Caparvi, che dentro il suo partito ha qualche difficoltà a farsi sentire.

Allora: la soluzione per una Giunta col modulo a tre assessori leghisti (chiesta in maniera imperativa con chat da Caparvi, ieri, come annunciato da Cityjournal) è stata studiata ed è ora nelle mani della presidente Tesei. Passa per un grosso sacrificio della presidente eletta che dovrebbe rinunciare alla sua assessora di riferimento, Paola Agabiti Urbani, ma potrebbe scegliere un tecnico a sua immagine e somiglianza per esempio per l’agricoltura. Un sacrificio di questa grandezza per una signora che ha vinto le elezioni in Umbria con il 57 e spicci per cento distanziando il suo rivale di venti punti in una regione rossa, va ovviamente compensato.

E la compensazione c’è: Paola Agabiti Urbani lascerebbe il suo posto per essere la candidata (favoritissima) del centrodestra nelle elezioni suppletive, che saranno fissate nel momento in cui la presidente Tesei si dimetterà da senatrice. Sarebbe questa la strada per far entrare al Senato la Agabiti Urbani e poi farcela rimanere per la prossima legislatura.Se la Tesei si convince, Forza Italia si placa rapidamente. Non chiede di tornare al tavolo nazionale perchè tiene in Giunta Roberto Morroni, che a questo punto potrebbe mantenere il bilancio e la vicepresidenza.

Michele Fioroni potrebbe vedere un po’ limitate le sue deleghe, ma non perderebbe – in quanto tecnico indicato da Fratelli d’Italia – il marketing territoriale e il lavoro sul brand Umbria che tanto gli interessa e sul quale è particolarmente ferrato.I tre leghisti, a questo punto, visto che neanche Carissimi, oltre a Mancini, vuol dimettersi da consigliere, potrebbero essere due tecnici e un esterno come Melasecche. I due tecnici: su Coletto pare sia intervenuto Salvini in eprsona e arriva qui per la sanità, preceduto da una fama di super esperto, addirittura candidato a fare quanto prima il ministro in un governo nazionale con la Lega dentro.

Il secondo tecnico è tutto da definire. Se la Lega vuole – come si dice da tempo – l’agricoltura, si cercherà nel settore. Un nome non c’è. Di Marco Caprai si è parlato molto e a sproposito nelle settimane precedenti le elezioni, ha le competenze ma non il desiderio di fare l’assessore. Si continuerà a cercare. Se il settore cambia, cambia anche il tipo di ricerca. Il terzo leghista sarà invece, a questo punto, il grande escluso dall’Assemblea regionale, Enrico Melasecche, il quale potrebbe prendersi lo sviluppo economico, che per tradizione va al componente ternano della Giunta. Ma anche qui bisogna definire meglio i confini delle deleghe degli assessori.

Come si vede, però, una soluzione non traumatica si può trovare. Se, però, la Tesei si sacrifica e la Agabiti Urbani accetta di fare il salto nazionale, con rischi minimi, visto il clima che c’è in Umbria e nel collegio senatoriale che la Tesei lascerebbe. In questo modo Forza Italia accetterebbe di buon grado e Caparvi si sentirebbe meno solo all’interno della Lega. In più entrerebbe in Regione il secondo dei votati della Lista Tesei, il perugino Vignaroli, che di sicuro, come valore aggiunto, vanta rapporti buoni con la Curia. Che alla Tesei potrebbero alla fine tornare utili. Ma la neopresidente accetterà il Grande Sacrificio?