Al coro di «no» si aggiungono altre voci. E chiamano in causa, anche con una interrogazione, la ministro Lamorgese

NORCIA (Perugia) – «La Provincia di Perugia esprime la massima preoccupazione per il declassamento del distaccamento dei vigili del fuoco di Norcia». Comincia così una nota dell’ente, la cui voce si unisce oggi alle tante che nelle scorse ore hanno detto «no» al trasferimento dei pompieri del distaccamento nursino. E a queste, sempre oggi, si aggiunge anche quella della consigliere provinciale Erika Borghesi, che nei drammatici giorni post-sisma ha avuto «modo di apprezzare la fortissima sinergia creatasi tra la Provincia di Perugia e i vigili del fuoco per gli interventi urgenti sulla viabilità».

«Rivolgo un appello alla ministra Luciana Lamorgese – dichiara Borghesi – affinché venga trovata una soluzione tesa a garantire alla Valnerina la presenza a Norcia di un presidio permanente, indispensabile per la popolazione anche alla luce della proroga al 31 dicembre 2020, dello stato di emergenza contenuto nel decreto sisma approvato lo scorso ottobre. Le notizie di questi giorni infatti preoccupano perché prefigurano un depotenziamento del servizio, quando quel territorio, tutt’ora ferito dal terremoto, sente la necessità di avere vicini i vigili del fuoco di cui ben conoscono l’alto grado di professionalità e umanità». 

L’interrogazione dei parlamentari umbri di Fratelli d’Italia

Intanto, sullo stesso argomento, alla ministro è stata rivolta anche un’interrogazione da parte dei parlamentari umbri di Fratelli d’Italia, Emanuele Prisco e Franco Zaffini. Gli esponenti di Fdi chiedono di conoscere le intenzioni del Viminale riguardo l’assegnazione delle «necessarie risorse umane» al Comando e in particolare per la zona colpita dal terremoto. «Qualunque decisione va presa con immediatezza al fine di offrire la dovuta chiarezza al personale del Corpo e alla cittadinanza della Valnerina – annunciano Prisco e Zaffini -. Vogliamo sapere come il Ministero intenda continuare  a essere presente in Valnerina e se al Ministero sta maturando la decisione di garantire un distaccamento assegnando quindi il personale permanente necessario a colmare le carenze del Comando e garantire il funzionamento del distaccamento».

 «Sin dalla sua prima attivazione – viene spiegato in un comunicato – il presidio aveva assegnate 16 unità operative rispetto alle 30 complessive necessarie per il suo regolare funzionamento. Il Comando Provinciale di Perugia è riuscito fino ad oggi a garantirne l’operatività ricorrendo allo straordinario del personale operativo. Il taglio del personale rischia di creare un serio danno alla zona della Valnerina nella delicata fase post sisma in cui si sta chiudendo la fase emergenziale».