Le esigenze del settore per uscire dalla crisi saranno al centro del confronto tra operatori economici, istituzioni, politici e forze dell’ordine

UMBRIA – Si terrà a Cortona il prossimo 30 novembre, a partire dalle 14, all’Hotel Villa Margherita, l’incontro organizzato da FAI Federazione Autonoleggiatori Italiani aderente a Confcommercio imprese per l’Italia, per fare il punto sulla situazione in cui versa il settore NCC: le normative nazionali e locali, le esigenze attuali del settore e le prospettive per il futuro. Tra gli interventi, oltre quello del presidente nazionale FAI Daniele Ercoli, sono previsti quello dell’On. Paita, che ha dimostrato, nei mesi scorsi, appoggio alla categoria, messa in ginocchio dalla legge 12/2019, della presidente Fiavet, Ivana Jelenic, che si soffermerà sul tema mobilità e turismo e sul rapporto tra agenzie di viaggio, tour operator e ncc, di esponenti delle forze dell’ordine e dei responsabili FAI nazionali e locali.

«Il nostro è un settore in pesante crisi da anni, -ha fatto presente il coordinatore FAI dell’Umbria Alberto Antoniacci- normato da regolamentazioni risalenti a 27 anni orsono, ulteriormente penalizzato dall’entrata in vigore, lo scorso maggio, della legge 12/2019. In Italia, attualmente, sono circa 28.000 le imprese del settore Ncc, con un indotto di oltre 100.000 tra soci e dipendenti, mentre in Umbria abbiamo circa 400 operatori autorizzati, che esercitano sia in regione sia in altri territori per fare fronte alle richieste di mobilità, spesso anche legate al turismo. Non è un caso -ha proseguito Antoniacci- che il luogo scelto per l’incontro sia Cortona, al confine tra Umbria e Toscana, proprio perché il trasporto pubblico non di linea va oltre ogni barriera e soprattutto in alta stagione succede spesso che operatori toscani arrivino in Umbria e quello umbri portino la loro clientela in Toscana o in altre regioni limitrofe».

Per FAI Confcommercio è fondamentale sottolineare la diversità di servizio tra noleggio con conducente e taxi con una normativa specifica, che permetta alle imprese di fare il proprio lavoro, con una fiscalità equa, modelli differenziati e regole certe che pongano un freno, tra le altre cose, alla piaga dell’abusivismo.