POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Ultimi colpi e contraccolpi post elettorali. A Perugia il sindaco pronto a nominare (con polemica) il sostituto dell’assessore Fioroni e a fare le minideleghe (da Lupattelli, Fdi, in poi). A Terni si prova con Imperi ma l’incubo è la Salvati super assessore. In consiglio regionale Squarta presidente con Paola Fioroni e Simona Meloni vice

di Marco Brunacci

UMBRIA – Ultimi colpi e contraccolpi post elettorali. Il quadro delle cose più urgenti da fare e delle prime nomine. In Regione una prima “due diligence” sul bilancio l’hanno fatta naso gli assessori proprio oggi insediati. Il rischio è – dicono i neoentrati del centrodestra – che dall’Umbria cuore verde si passi all’Umbria cuore al verde. Pochissimi soldi da spendere, tante situazioni in bilico, un numero elevatissimo di precari sui quali prendere una (costosa) decisione. E probabilmente il dossier meno allarmante finirà per essere quello della sanità (il neoassessore e supertecnico leghista veneto Coletto è stato il più lesto a ricordare che l’Umbria, al pari del Veneto, è una Regione benchmark in Italia per bilancio e conti).

Il problema di fondo degli assessori al momento è – dopo aver trovato il tempo di fare una foto di gruppo – non finire colti tutti dalla sindrome della “lista della spesa”. Una serie infinita di piccole e medie incombenze e decisioni per la gestione della macchina. Dimenticando le priorità per le quali sono stati eletti.
Fin qui la Regione. Ma sia Perugia che Terni sono alle prese con la sostituzione di assessori perchè la Tesei se ne è preso uno da Romizi e uno da Latini. Prima Romizi. Pensa in Grandi, ironizzano davanti al suo uffici e nei suoi corridoi. Per dire che vuole fortissimamente Matteo Grandi al poto di Michele Fioroni. Forza Italia l’ha sta pendendo tra il maluccio e il molto male.

Altri obiettano che il Grandi non è un tecnico del ramo, come era Fioroni, nè un politico esperto capace di gestire tecnici. Chi vincerà il braccio di ferro? Romizi ha preso il 60% dei voti ed è pronto a mettere sulla bilancia lo spadone per far pendere la situazione suo favore. Ma i malumori crescono.
Per mettere tutti tranquilli il sindaco ha la carta da giocare delle mini-deleghe. Potrebbero essere anche diverse. Di sicuro in cima ci sta Fratelli d’Italia con Lupatelli, ma anche altri rumoreggiano. Si decide in tempi brevi.

A Terni sono ancora più nei pasticci. La soluzione, a detta dei più assennati tra gli osservatori che guardano con simpatia l’esperienza, per tanti versi traumatica, del povero sindaco Latini, sarebbe un tecnico di area leghista come Pier Giorgio Imperi. La Lega a Terni ha fatto un en plain elettorale che levati e scansati. E nonostante questo Latini ha sempre tenuto l’atteggiamento distaccato del rappresentante di tutte le forze che appoggiano il suo governo. Forte anche del lavoro sottotraccia di Barbara Saltamartini, che guida con mano ferma un partito che, al pari di un giovane destriero, dà colpi a destra e a manca e quasi mai con un motivo valido.

Ora la questione però è un’altra: Imperi deve essere convinto ad accettare il posto da assessore che gli offrirebbe Latini, magari facendo lo sforzo di prendersi una tessera delle Lega. Percorso sdrucciolevole, ma meno insidioso dell’altro: se infatti il sindaco pensa a una soluzione con la Salvati super assessore è la volta che i rischi di finire sott’acqua per la sua Giunta sono più grandi di quelli di una cascina in riva al al delta del Po in tempo di piene.
In verità anche Fratelli dì’Italia scalpita a Terni, non solo in Regione. Ma qui si può migliorare la qualità delle deleghe, dando per esempio al Fdi assessore Morselli anche le guida strategica delle società partecipate.

E ora il consiglio regionale. Il 2 il 3 dicembre riunione per votare Marco Squarta presidente, recordman di preferenze di Fratelli d’Italia (come da accordo nella maggioranza), e due vicepresidenti. Squarta dovrebbe essere affiancato da due donne o almeno questo è il pronostico al momento: Paola Fioroni (Lega) per la maggioranza e la Meloni (Pd).