Gli esiti dell’incontro in prefettura. Rigettate le proposte del Provveditorato. Sappe: «Non ci fidiamo dell’amministrazione. Lo stato di agitazione resta»

di Segreteria provinciale di Terni, Sappe*
(riceviamo e pubblichiamo)

TERNI – Rimane altissima la tensione nella Casa Circondariale di Terni, altri episodi si sono registrati ieri pomeriggio, mentre le delegazioni sindacali erano dal prefetto; ancora una volta il personale di polizia penitenziaria è stato trattenuto in servizio continuativo per l’intera giornata.

Questa volta si tratta di tre detenuti nordafricani che si sono resi protagonisti, sempre per futili motivi, di episodi di autolesionismo. Due di loro, mentre venivano accompagnati presso la locale infermeria, per le cure mediche, hanno dapprima posto resistenza passiva poi hanno tentato di aggredire il personale in servizio. Uno dei due ha simulato il suicidio e successivamente visitato dal Medico di guardia veniva assegnato dallo stesso medico in una stanza priva di suppellettili, per evitare che si facesse di nuovo del male.

Ma proprio mentre veniva liberata la stanza detentiva da oggetti che poteva usare per autolesionismo, il detenuto dava di nuovo in escandescenza, minacciando pesantemente i colleghi. Ristabilita la calma in quel luogo, il personale veniva dirottato verso le due sezioni detentive più “calde” per l’immissione alla socialità dei detenuti, quando uno di loro (a rischio radicalizzazione islamica), armato di lametta, minacciava il personale presente; sono giorni e giorni che questo detenuto impunemente detta le condizioni di vivibilità all’interno della sezione detentiva. Riportata la sezione in sicurezza, dopo circa dodici ore di servizio il personale poteva finalmente tornare dalle proprie famiglie.

Si attendono ormai quotidianamente gli eventi critici che sembrano non avere fine! Ci chiediamo dove sia l’amministrazione penitenziaria in tutto questo! Ecco perché il Sappe non revoca lo stato di agitazione del personale aderente. 

Gli esiti dell’incontro in prefettura

Ieri pomeriggio si è tenuto un incontro tra il Sig. Prefetto Vicario di Terni, le rappresentanze Sindacali, il Direttore ed il Comandante della Casa Circondariale di Terni ed un rappresentante delegato del Provveditorato Toscana e Umbria. L’incontro era stato chiesto in una nota unitaria delle Organizzazioni Sindacali Locali, allo scopo di avere un supporto per bloccare l’arrivo di ulteriori sessanta detenuti presso l’Istituto di Vocabolo Sabbione. 

Ci preme innanzitutto ringraziare il Prefetto ed il Vicario per la disponibilità e l’attenzione dimostrata circa la grave problematica rappresentata dalle Organizzazioni Sindacali e che inevitabilmente si riverserà sul territorio e rappresenterà anche una questione di ordine pubblico. Siamo riusciti ad ottenere l’impegno da parte del Prefetto di inviare una nota al Dap con la richiesta di sospensione dell’assegnazione di altri detenuti fino al ripianamento delle carenze della pianta organica dell’Istituto ternano. 

Infatti dei 241 Poliziotti previsti dopo il taglio degli organici dovuti alla legge Madia, attualmente sono in servizio solo 203 unità. I toni si sono accesi quando il Rappresentante inviato dal Provveditorato (come sempre accade da quando l’Umbria è stata annessa alla Toscana) ha sottolineato che le carenze riguardano numerosi Istituti in tutta Italia e che quindi ciò, solo secondo lui, rappresenta la normalità. 

È stata cura di questa organizzazione sindacale ricordare la situazione esplosiva che si sta vivendo nell’Istituto negli ultimi giorni e delle condizioni disumane in cui operano i nostri poliziotti; non ci si venga a raccontare, così come da dichiarazioni rilasciate e apparse sulla stampa locale in data odierna perfino della direzione del carcere, che quella attuale possa rappresentare la normalità!!! Ci rifiutiamo di crederlo e soprattutto di accettarlo. 

Si è fatto notare a chi ci dovrebbe tutelare e difendere, che la carenza di Terni ha una percentuale decisamente più alta di molti altri Istituti e che lavorare in emergenza da troppo tempo logora il personale e abbassa i livelli di sicurezza, che già sono ben oltre il limite minimo. Il rappresentante del Provveditorato chiudeva, dopo diversi battibecchi con alcune organizzazioni sindacali, tra cui la nostra, “promettendo” di rivedere i distacchi del personale in uscita e di farsi portavoce del messaggio di sospendere l’arrivo di ulteriori detenuti. 

Il Sappe ha replicato ricordando al dirigente che i distacchi sono irrecuperabili e che, revocandoli, si andrebbero solo a violare diritti di quei pochi colleghi che realmente hanno esigenze familiari gravi e che quindi si respingeva al mittente la misera iniziativa posta in essere! Alla richiesta esplicita del signor vicario se le organizzazioni intendessero sospendere lo stato di agitazione, nel caso si fosse ottenuta una sospensiva dei provvedimenti di assegnazione della popolazione detenuta, il Sappe ha risposto seccamente «no!». 

Il Sappe non si fida di questa amministrazione e non sospenderà lo stato di agitazione se non dopo l’emissione di un interpello straordinario per l’istituto di Terni da parte del Provveditorato regionale o del Dap. Questa è l’unica strada da percorrere oltre a quella di “sgomberare”, attraverso trasferimenti, immediatamente l’istituto di Terni da quei detenuti facinorosi che stanno mettendo sotto scacco il carcere ternano da giorni e giorni, sotto lo sguardo impassibile dei vertici dell’istituto e del provveditorato regionale. 

Solo grazie al sacrificio dei Poliziotti Penitenziari che volontariamente o meno si sono fermati a “dare una mano” ben oltre l’orario di servizio, che si è potuto mantenere l’ordine e la sicurezza all’interno del carcere di Terni! Il Sappe si prende l’onere e l’onore (visto che nessuno lo farà) di ringraziare tutti i colleghi per l’altissima professionalità dimostrata e per la “tenuta psicologica” a fronte delle numerose provocazioni e minacce poste in essere dai detenuti in questi giorni. 

*Sindacato autonomo polizia penitenziaria