VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | Una tragicommedia che è una sorpresa

Altro giro altra corsa.
La 14ª edizione del Roma Film Festival è ricco di sorprese nonché valide proposte cinematografiche, tra le quali fa capolino la tragi-commedia di Lulu Wang, The Farewell – Una bugia buona.

Il film, per citare la Wang, è “basato su una bugia vera”: Billi (Awkwafina), giovane newyorkese con – in teoria – aspirazioni artistiche, in pratica ha 30 anni, è un po’ indolente e spesso, ancora, si fa “imboccare” dai genitori.
Da questi viene a sapere che Nai Nai (Zhao Shuzhen), la nonna con cui ha uno strettissimo legame, è malata di cancro e non le resta molto da vivere.
La famiglia si ritrova così tutta in Cina dove, tuttavia, di comune accordo decide di non dire la verità a Nai Nai per farle vivere serenamente il tempo che le rimane.
Billi però non è del tutto convinta che sia il modo più giusto di agire.

La Wang fa centro; probabilmente aiutata dal fatto di essersi ispirata anche a fatti concreti della propria vita, ma coglie nel segno.

La storia è genuina, accattivante nella propria semplicità, mai volgare (e non è scontato nel panorama cinematografico attuale), ma soprattutto la trama in sé lascia qualcosa a chi guarda; sia essa una riflessione sull’importanza della famiglia e degli affetti, sia pure un vedere il “dire una bugia” diversamente dal luogo comune.

La fotografia rispecchia lo stile del film presentandosi pulita ma fredda nei toni, in contrapposizione, di fatto, al focolare domestico attorno a cui si sviluppa.

Ma un’ulteriore chiave vincente sono le interpretazioni dell’intero cast, dal primo all’ultimo attore.
Restituiscono la vicenda con una naturalezza tale da sembrare quasi loro, in prima persona, i veri coinvolti.

Quello di Lulu Wang è un progetto che regala qualcosa di concreto su cui pensare una volta conclusa la proiezione.
Al RomaFF 14 non è detta sia tra i vincenti, principalmente per l’enorme concorrenza che fanno altri esperimenti – forse ben più attesi e  icuramente più pubblicizzati.

Ma The Farewell non ha nulla da temere, perché agli Oscar 2020 è già stato fatto il suo nome.
In Italia da gennaio 2020.