«In campagna elettorale solo polemiche e strumentalizzazioni». E il governatore uscente sciorina i dati

di Fabio Paparelli*
(riceviamo e pubblichiamo)

UMBRIA – Sono trascorsi tre anni dalla violenta scossa del 30 ottobre 2016, la più potente registrata nella nostra regione da molti secoli. Un terremoto che ha duramente ferito la nostra terra, senza aver però provocato vittime. In questa circostanza vorrei ancora una volta ribadire la mia vicinanza alle popolazioni colpite, con le quali ho condiviso, sin dalla notte del 24 agosto del 2016, giorni difficili e di grande impegno, carichi anche di tanta umanità e solidarietà. Sono stati tre anni di lavoro fatto insieme alle istituzioni, alle associazioni, ai comitati, alle imprese, ai professionisti e soprattutto insieme alle popolazioni locali. Un lavoro fondamentale per definire un percorso puntuale nel processo di ricostruzione privata che, ad oggi, ha consentito di assicurare equità di trattamento, uniformità nell’applicazione delle regole, trasparenza dei procedimenti e tracciabilità delle risorse.

Con franchezza voglio anche dire che con il modello di ‘governance’ che era stato scelto all’indomani degli eventi sismici, e che nessun Governo ha modificato, e dunque sulla base del complesso delle norme di legge e delle ordinanze commissariali vigenti, è stato realizzato il massimo possibile – ha detto – Ecco perché ho salutato con soddisfazione anche il recente decreto legge sul terremoto varato dall’attuale Governo, nella consapevolezza che le norme in esso contenute contribuiranno a far fare un importante passo in avanti al processo di ricostruzione.

E proprio a proposito di tale decreto voglio rivendicare, con orgoglio, l’aver voluto ascoltare le popolazioni, le associazioni, i rappresentanti delle istituzioni locali, delle professioni, delle imprese, per raccogliere proposte e suggerimenti di cui mi sono fatto personalmente interprete nei confronti del Governo. Una volontà di ascolto che auspico anche da parte di coloro che sono stati chiamati oggi alla guida del governo regionale ai quali assicuro che, anche dall’opposizione, daremo il nostro contributo impegnandoci a tener fuori il tema della ricostruzione dallo scontro politico. Come ogni atto anche questo potrà essere migliorato in sede di conversione in Parlamento ed il mio auspicio è che tutte le forze politiche vi concorrano, a differenza di quanto avvenuto in analoghe e passate circostanze che hanno riguardato provvedimenti statali per le aree terremotate».

Al di là di polemiche e strumentalizzazioni. e tante ne abbiamo sentite soprattutto negli ultimi giorni di campagna elettorale,  vorrei – prosegue Paparelli -, nel congedarmi dalla funzione di presidente della Regione, ricordare alcuni dati oggettivi. A tre anni dal sisma sono 1591 le domande presentate per la ricostruzione privata e, ad oggi, sono state rilasciate 650 autorizzazioni contributive e sono stati concessi 104.822.209,00 euro mentre 500 famiglie hanno potuto far rientro nella proprie case;  sono state delocalizzate, 220 attività per consentire loro di riprendere il proprio lavoro;  531 imprese, ubicate nei comuni maggiormente colpiti, hanno potuto usufruire dei finanziamenti degli investimenti delle imprese grazie ai bandi del cosiddetto ‘danno indiretto’ e in seguito alle 51 domande per la ricostruzione ‘pesante’ delle attività produttive sono stati concessi contributi pari 13.736.084 euro.

Si tratta solo di alcune delle cifre della ricostruzione e della ripresa economica. Queste cifre celano l’enorme mole di lavoro sviluppata in questi anni con l’unico obiettivo di realizzare una ricostruzione di qualità al fine di restituire alle comunità colpite dal sisma un patrimonio edilizio molto più sicuro ed energeticamente efficiente anche al fine di contribuire ad un processo più ampio di crescita sociale, culturale ed economica, ovviamente nel pieno rispetto della legalità.  

Proprio per questo, accanto alla ricostruzione delle case e delle attività produttive, per ripartire, si è voluto salvaguardare l’identità delle comunità e del territorio attraverso il ripristino, l’adeguamento e miglioramento sismico degli edifici di proprietà di enti pubblici e di enti religiosi. Ad oggi sono finanziati nella Regione Umbria 174 interventi per un importo totale di 183.396.189,49 euro. Oltre a ciò, lo sviluppo dei territori e la ricostruzione socio-economica post-terremoto sono gli elementi portanti del ‘Master plan della Valnerina e di Spoleto’ – previsto nella legge regionale n. 8/2018 “Norme per la ricostruzione delle aree colpite dagli eventi sismici del 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e successivi. Modificazioni ed integrazioni a leggi regionali” – sul quale, nella prossima legislatura regionale, dovranno concentrarsi gli sforzi di tutti i protagonisti della ricostruzione per rafforzare il percorso di rinascita e sviluppo che è stato pianificato in questi primi anni successivi al sisma.

Abbiamo cercato anche di accelerare il processo di ricostruzione per rispondere alla legittima richiesta di un rapido ritorno alla normalità proveniente dai territori colpiti dal sisma: a tal fine sono in arrivo ventisette persone in più in Umbria da impegnare esclusivamente nelle attività di ricostruzione presso l’USR-Umbria e i Comuni che hanno accettato la delega all’istruttoria delle pratiche di ricostruzione privata con danno lieve mentre un altro notevole passo per semplificare l’iter per  la ricostruzione è stato fatto  con l’approvazione del decreto sisma n. 123/2019.

Con il recente ‘decreto terremoto’ varato dal Governo, infatti, l’avvio dei lavori sarà possibile basandosi sulla autocertificazione redatta dai professionisti. Sono consapevole che la sfida della ricostruzione che riguarda l’Umbria sia complessa e difficile ma, come è accaduto in passato con i terremoti del 1979 in Valnerina, del 1984 nell’Eugubino, del 1997 di Massa Martana, Colfiorito ed Assisi, del 2009 di Marsciano, sono certo che i territori colpiti, grazie al lavoro fatto ed impostato sino ad ora, sapranno rialzarsi più forti di prima

*Presidente uscente Regione Umbria