POLE POLITIK | Il leader azzurro – intervistato da Tef – e le elezioni in Umbria, un delicato test per il riassestamento dell’alleanza di centrodestra: «Noi centrali per l’intero schieramento». Al Capitini giovedì con Salvini e Meloni

di Marco Brunacci

PERUGIA – Elezioni regionali del 27 ottobre. Nella battaglia di posizioni tra Donatella Tesei (candidata del centrodestra) e Vincenzo Bianconi (centrosinistra) si inserisce l’intervento di Silvio Berlusconi. Ovvio in una campagna elettorale? Un soccorso per Forza Italia che non solo soffre sotto i colpi degli avversari ma anche per l’intraprendenza e il maggior appeal dei suoi alleati più giovani e dinamici e meno divisi al loro interno? Invece c’è qualcosa di diverso e di più per chi ha orecchie per ascoltare i sussulti della politica e provare a immaginarne i passi successivi.

Silvio Berlusconi si ripropone per l’Umbria, intervistato da Tef Canale 12, con alcune idee guida. Niente di straordinario come appeal immediato, ma l’indicazione di un percorso che da qui ricomincia. Sintetizzando i passi essenziali: «Perchè non mi faccio da parte a 83 anni? Perchè questo Paese corre un grande pericolo, come e forse più di quando scesi in campo. Per questo eccomi qui e non dietro ai miei nipotini».

Gli alleati hanno maggior successo?
Il centrodestra è una garanzia di governo capace e che migliora la vita dei cittadini, come stiamo facendo nelle regioni e nelle città, se ci siamo noi al centro, che scriviamo il programma, che indichiamo la strada per uscire dall’oppressione fiscale e giudiziaria, che assicuriamo che gli impegni verranno rispettati».

Gli alleati sembrano a volte molto distanti dalle idee guida di Forza Italia?
Negli ultimi due anni si sono fatte avanti idee come il sovranismo, il nazionalismo, il populismo che però hanno portato i nostri alleati a non avere alcun ruolo in Europa.

L’analisi vostra sembra però, rispetto a quella dei vostri alleati, più distante dagli interessi della gente comune?
È un errore pensarlo. Noi scendiamo nei consensi per vari motivi: c’è chi tra noi vuol fare una strada sua, c’è chi ha fatto di Forza Italia il suo bersaglio, specialmente certi giornali, aggiunga i continui attacchi al sottoscritto che ha dovuto difendersi da accuse di ogni tipo, in poco meno di 4 mila udienze nei tribunali. Ma è proprio la nostra analisi quella che può aiutare la gente. Lei pensi come si sta evolvendo lo scenario internazionale. Noi ci troviamo quasi soli a ribadire, per fare un esempio molto importante, che l’espansionismo cinese è il più grande dei pericoli di questo momento storico, con la sua aggressività sui mercati mondiali, compresa l’Italia. Pensi che ormai alcuni parlano di continente Cino-africano per dire che la Cina è protagonista indiscussa in Africa, e io ricordo che la Cina è un Paese in tutto e per tutto comunista. Con il capo del partito che anche il capo del Governo e dell’Esercito. Fare analisi corrette, sui problemi concreti, è essere vicini alla gente.

E per “riscendere in campo” Berlusconi sceglie l’Umbria per rimettersi al centro dello schieramento di centrodestra, al di là dei numeri, e per dare un colpo di timone alla linea politica di tutta l’alleanza. Da quel che si sente nelle piazze umbre, nei dibattiti, negli incontri, sembra che un risultato sia stato già ottenuto, nonostante lo sforzo del leader azzurro arrivi nel momento più basso (in Umbria di sicuro, stando agli stessi sondaggi che danno avanti, anche di molto, la Tesei) della parabola della sua Forza Italia.Dal generale al particolare, pensando all’Umbria.

Berlusconi viene all’incontro con alcune associazioni cattoliche, giovedì pomeriggio al Capitini, a Perugia, e decide qui di tornare in pubblico insieme a Salvini e alla Meloni, prima di essere in piazza con i due più giovani e vivaci alleati sabato a Roma (per il quale ha scelto comunque una facies più aggressiva contro il Governo che è – dice Berlusconi – non più solo quello del “Tassa e spendi” della sinistra tradizionale ma del “Tassa e ammanetta”). Ma la strada della rinnovata unità del centrodestra, dopo tante frizioni e lacerazioni, ha anche un protagonista umbro, il sindaco di Perugia Romizi, che non solo ha vinto la città col 60% ma è stato anche l’unico ad arginare elettoralmente la Lega, con il suo modello inclusivo, non aggressivo, dialogante, lontano mille miglia dalla polemica politica spicciola, da qualunque e qualsivoglia Papeete, tanto da riuscire a costruirsi intorno un luogo, nel quale è sovrano, come il Romizishire.

E non a caso è stato scelto dalla candidata Tesei come promotore del lancio della sua campagna elettorale, visto che qualcuno comincia a riconoscergli un “David Copperfield touch”, un tocco da mago, almeno nel piccolo panorama politico umbro.Nell’intervista a Tef channel, a domanda sul personaggio, Berlusconi risponde chiaro: «Il sindaco di Perugia, Romizi, lo sento molto vicino, è un uomo di Forza Italia, lo ritengo importante anche per il futuro nazionale di Forza Italia». In definitiva, le elezioni in Umbria sono un test per molti e diversi nodi della politica nazionale (è la prima campagna elettorale del patto Pd-M5s, il primo candidato presidente dichiaratamente non rosso in una regione storicamente e da sempre rossa) e qui si assisterà anche alla prima prova ufficiale di riassestamento dell’asse dell’alleanza di centrodestra. Nei programmi se non nei numeri.