POLE POLITIK | L’azzurro Morroni (o Pernazza se non accetta di dimettersi da consigliere) alla vicepresidenza con bilancio e personale. Carissimi all’ambiente e Mancini all’agricoltura. Rientra Michele Fioroni (per Fdi) al marketing digitale. E c’è sempre la Agabiti Urbani

di Marco Brunacci

UMBRIA – Regionali Umbria, aggiornamento sulla Giunta regionale. Il cerchio si stringe. Esce dalla corsa al governo umbro, Giuseppe Caforio, tecnico di area voluto da Fratelli d’Italia, che si fa da parte. Continuerà a fare l’avvocato e professore e a suggerire soluzioni quando i momenti sono difficili e le grane grosse così. Tecnico che va, tecnico che torna: Michele Fioroni fino a un momento fa dato come team manager della presidente Tesei, rientra nel ruolo che fortemente voleva: assessore allo sviluppo economico, ma con spiccata propensione per il digitale e il marketing territoriale. Esattamente la postazione del suo rivale Paparelli, quando lui stava al Comune di Perugia.

Nel pacchetto delle deleghe dovrebbe rimanere anche il turismo, ma questo dipende da una serie di fattori che andiamo poi ad analizzare.Fuori Caforio, sicuramente dentro un esponente di Forza Italia, Morroni, come si diceva. Ma il problema è che il Morroni, per decisione di tutti i partiti del centrodestra, dovrebbe dimettersi da consigliere per fare l’assessore. E questa cosa non lo entusiasma affatto. Se lui non entra va in Giunta la prima dei non eletti, la Pernazza da Amelia. Il ruolo? Bilancio e personale, ma anche qui ci sono deleghe da limare e distribuire. Due leghisti in Giunta sono la certezza della prima ora. E allora: il ternano Carissimi non si discute neanche un po’. Sarebbe anche disponibile a dimettersi da consigliere (anche se farà entrare così in consiglio il suo rivale Melasecche). La sua competenza specifica è l’ambiente (con il nodo rifiuti, che deve essere sciolto). Potrebbe essere abbinato a qualche altra cosa ma non di primissimo piano.

L’agricoltura invece è per il recordman delle preferenze (6.636 voti personali) Mancini, magari con la caccia. Resta un posto per la Paola Agabiti Urbani, che la presidente Tesei vuole assolutamente nel governo regionale. Le deleghe? Vanno cercate (ma la cultura ci sarà di sicuro a quel che si dice) nel momento in cui verrà sciolta la questione legata alla delega della sanità.Sì, perchè la sanità è la patata più bollente di tutte. E se la Tesei la tenesse per sè il comparto, magari scegliendo un nuovo direttore generale di peso, in arrivo da altra regione? Ovviamente senza una selezione alla “X factor” decisa per l’occasione, come a un certo punto si era capito che volesse fare il rivale Bianconi, ma sicuramente con una caccia al talento per poter applicare la ricetta suggerita dai tre presidenti di Regione del nord leghista (Fontana, Zaia e Fedriga) al Quattrotorri: per la buona sanità i governatori devono indicare le linee guida e da tutto il resto devono stare lontani mille miglia e più per far rispondere di tutto i tecnici del ramo prescelti.