Dal Manifesto Coldiretti Umbria consegnato a Norcia ai candidati governatore: «Attenzione a terremoto e priorità a ricostruzione»

NORCIA (Perugia) – La ripresa delle zone colpite dal sisma dipende anche dalla tenuta e dallo sviluppo del comparto agroalimentare, dato che nelle aree terremotate il tessuto economico non può prescindere dal binomio cibo e turismo. È quanto sottolineato dal presidente di Coldiretti Umbria Albano Agabiti oggi a Norcia nel corso del confronto promosso dall’Organizzazione agricola con i candidati alla presidenza della Regione Vincenzo Bianconi e Donatella Tesei.

Uno dei sei punti del Manifesto Politico Coldiretti presentato ai candidati «L’agricoltura che vogliamo – ha ricordato Agabiti – è dedicato proprio a “ricostruzione post terremoto e infrastrutture», visto che gli eventi sismici hanno provocato lacerazioni profonde all’interno di realtà sociali ed economiche importanti, che si reggevano su produzione agroalimentare, bellezza ambientale e su un patrimonio storico culturale in grado di innescare flussi vitali di cittadini visitatori, di consumatori e di turisti anche al di fuori del cratere.

«Al centro di ogni possibile ragionamento rimane la tanto auspicata ricostruzione con una conseguente ripresa economica che – secondo Coldiretti – potrà e dovrà contare su produzioni agroalimentari sempre più distintive, su un turismo che valorizzi maggiormente l’ambiente, su infrastrutture in grado di agevolare i collegamenti (un problema d’isolamento che riguarda l’intera Umbria), anche quelli offerti oggi dal mondo della “rete”, ma pure su nuovi progetti orientati al sociale».

«In definitiva – ha ribadito il Presidente Agabiti – un piano di rilancio complessivo delle aree colpite dal terremoto non può prescindere dall’asse economico e sociale rappresentato da agricoltura, ambiente e turismo. Tra l’altro, i recenti eventi sismici – ha aggiunto – possono rappresentare, anche per le imprese agricole, un’occasione importante non solo per una ricostruzione più efficiente delle strutture produttive, ma anche per perseguire una riedificazione sempre più sostenibile e all’avanguardia, nel rispetto dell’identità del territorio».

«Nell’incontro di Norcia – conclude Coldiretti – è stata riaffermata quindi la necessità di un’agricoltura centrale nel dibattito e nelle scelte dei prossimi amministratori, da non considerare come semplice attività produttiva, ma a cui va riconosciuta la capacità di incidere profondamente sulla qualità della vita di tutti i cittadini».

Proprio sabato 26 ottobre a Roma, a tre anni dalle scosse gli agricoltori, gli allevatori ed i pastori delle aree terremotate di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo lasceranno le campagne per raggiungere la Capitale con i propri prodotti. L’iniziativa “La terra non trema: i contadini resistono” è della Coldiretti che ha voluto dedicare alla solidarietà la ricorrenza del 75esimo anno dalla propria Fondazione avvenuta proprio a fine ottobre 1944.