VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | Uccidere come unica via possibile di sopravvivenza: una Gotham ancora più cupa per il villain di uno straordinario Joaquin Phoenix

di Vittoria Epicoco

Inquieto, deriso, derubato (dei sogni), profondo, grave.

È in questo modo che Phillips ci presenta il suo Joker interpretato da uno straordinario Joaquin Phoenix.

Gotham, Arthur Fleck è un aspirante comico che tuttavia non sa essere così esilarante e ripiega in lavori estremamente miseri, tirando a campare.
La sua è una personalità problematica, non facile da comprendere, né da compatire, tantomeno da accettare. Ed è proprio per questa ragione che “Happy” – il soprannome datogli dalla madre – si troverà ad affrontare quello stesso mondo in un modo decisamente troppo drastico, ritenendo l’uccidere l’unica via possibile di sopravvivenza in un posto in cui altrimenti non ci sarebbe spazio per persone come lui.

Il Joker di Todd Phillips non è il classico stand alone su uno dei più famosi villain dei fumetti; è reinterpretazione, passione, sofferenza.
Si può supporre che sia la prima volta che lo spettatore entra in totale empatia con un cattivo, schierandosi moralmente e totalmente dalla sua parte. Almeno a noi è successo così.

Tutto fa leva sull’interpretazione di Phoenix, che è il fulcro stesso del film; a partire dall’importante dimagrimento fisico ed ai movimenti che, l’attore stesso, definisce “fluidi”. Ed è proprio così, perché traspare una totale leggerezza in ogni suo movimento, anche il più meccanico. Joaquin Phoenix restituisce brillantemente un Joker come mai si era visto prima, del tutto nuovo e riesce anche a crearne il suo marchio di fabbrica, con una risata a metà tra lo stridulo e l’isterico, quasi fastidiosa ma mai totalmente tale.

Il villain di Phillips nasce e si accresce di primi piani intensi e al contempo nascosti – nel senso di storti, come anche Fleck è “storto” – mantenendo così una logica anche nella fotografia; e certo che anche la fotografia vuole la sua parte: uno stile decisamente retrò con toni prevalentemente verdognoli, o comunque a richiamare la palette di colori del Joker stesso.

Non si può discutere troppo sulla riuscita di questo film, non a caso vincitore del Leone d’Oro a Venezia 76, lo scorso 8 settembre; è un film estremamente cupo, ma che nella propria cupezza e nella cupezza d’animo dello stesso Fleck, chiarisce ed esemplifica ciò che ognuno di noi – o quasi – vive al giorno d’oggi.

Anche gli incassi non mentono, Joker è ad un passo dal primo posto al box office.

Il trailer: