Giro di vite della guardia di finanza: scoperti 80 lavoratori irregolari. Sospese sette attività

GUBBIO (Perugia) – Lavoro nero e contratti a chiamata fasulli, nelle strutture ricettive e nelle attività ristorative della città. A decine. Le fiamme gialle intensificano i controlli, a partire dall’estate, e quello che emerge nelle settimane a seguire è un quadro a dir poco sconcertante: «Ottanta lavoratori impiegati irregolarmente, di cui 65 completamente “in nero”», riferiscono i militari.

Non solo. Perché «diversi imprenditori» sono stati sanzionati per avere assunto come lavoratori “a chiamata” 25 persone «che invece effettuavano orari di lavoro più ampi rispetto a quelli previsti dai contratti», mentre un ristoratore è stato denunciato per avere impiegato due cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno per fini lavorativi. A fronte di quanto rilevato dalle fiamme gialle eugubine, l’Ispettorato territoriale del Lavoro ha disposto la sospensione di 7 attività imprenditoriali. In pratica, un autentico terremoto.

La lista delle irregolarità rilevate dai militari è lunga e al suo interno non manca il caso di un uomo che, pur lavorando in nero, avrebbe fatto richiesta e regolarmente percepito il reddito di cittadinanza: reato per cui adesso rischia fino a 6 anni di carcere. E non mancano neanche «due B&b abusivi, i cui titolari sono stati denunciati per la violazione delle norme previste dal Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza (Tulps)».

«Il servizio – il commento amaro dei finanzieri – evidenzia come il lavoro nero e il mancato rispetto della normativa in materia di strutture ricettive siano fenomeni ancora presenti sul territorio, soprattutto nei periodi a forte intensità turistica».