«Clima spaventa 3 italiani su 4». Delegazione umbra al Forum internazionale dell’agricoltura a Cernobbio

UMBRIA – Ben 3 italiani su 4 (75%) ritengono che la situazione ambientale nel mondo sia grave o gravissima. È quanto emerge dalla prima indagine Coldiretti/Ixè “La svolta green degli italiani” nel 2019 presentata al Forum internazionale dell’agricoltura a Cernobbio dove è stato aperto il primo “Salone dell’Economia Circolare” con le dimostrazioni pratiche delle esperienze più innovative delle imprese legate al Green New Deal della manovra economica del Governo con gli interventi salva clima.

Solo l’1 per cento degli italiani – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – ritiene che la situazione sia poco grave. I cambiamenti climatici sono al primo posto fra i problemi per i quali è necessario intervenire con maggiore urgenza, seguiti dalla crescita della quantità dei rifiuti di plastica, dall’inquinamento dell’aria, dei mari e dei fiumi.

«L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli», sottolineano il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti e il direttore regionale Mario Rossi, che guidano la delegazione umbra presente a Cernobbio. «Il nostro Paese – aggiungono – deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne, anche attraverso la nuova legge sul consumo di suolo».

«I cambiamenti climatici – ricorda Coldiretti – causano eventi estremi che sempre più spesso si verificano da nord a sud della Penisola con nubifragi, tornado, grandinate, tempeste di vento provocando danni a coltivazioni e strutture e purtroppo anche vittime fra la popolazione. Rispetto allo scorso anno c’è stato in Italia un incremento del +75% degli eventi estremi. Una situazione che tocca direttamente la vita delle persone tanto che – sottolinea Coldiretti – quasi 1 italiano su 2 (48%) discute spesso o molto spesso di ambiente e cambiamenti climatici e solo il 19% ne parla raramente o quasi mai. Fra gli interventi considerati più urgenti per limitare i problemi ambientali ci sono la raccolta differenziata (52%) e la depurazione dei corsi d’acqua e delle falde (37%)».

«Rispetto ai singoli comparti produttivi emerge che a livello italiano quello industriale è ritenuto il principale responsabile dei problemi ambientali con il 76% dei giudizi, seguito dai trasporti con il 43% e dal settore energetico con il 23%, mentre l’agricoltura prende solo il 14% dei giudizi negativi. Al contrario per oltre 8 italiani su 10 (88%) l’agricoltura è una risorsa per l’ambiente. Fra gli agricoltori più del 65% pensa che il tema cambiamenti climatici sia trattato troppo poco nel dibattito pubblico – spiega un focus dell’indagine Coldiretti/Ixè – mentre una fetta ancora più alta (66%) ritiene che debba essere una priorità della politica considerato che l’81,4% degli agricoltori ha dovuto affrontare tempeste, frane e inondazioni, il 64,5% si è trovato a gestire periodi siccitosi e il 58% combatte contro insetti e parassiti che prima non c’erano».