VISTI DA VITTORIA di VITTORIA EPICOCO | Dal Roma Film Festival, l’opera di Oualid Mouaness: il potenziale c’è ma non è sfruttato. Compreso il finale da Jeeg Robot

Tra i film della selezione ufficiale del Roma Film Festival 14, approda anche 1982 del regista Oualid Mouaness.

Giugno 1982, Beirut, Libano.
Wissam ha 11 anni e, in quanto tale, è un ingenuo sognatore; è innamorato di Joanna, alla quale decide di dichiararsi appena prima dell’inizio delle vacanze estive. Il Libano, ancora in ripresa dalla guerra civile, viene invaso da Israele che comincia a bombardare senza freni e, mentre Wissam ed i suoi compagni non riescono a concepire la gravità della situazione, professori e professoresse – visibilmente preoccupati – tentano di nascondere le proprie angosce.

Il lungometraggio si occupa certamente di un tema importante, ad oggi più che mai attuale; tanto è vero che il regista stesso dedica il film ai “Libanesi che ancora resistono”.
Tuttavia comunque, non scende nel clou di una storia che avrebbe avuto del potenziale e che non è sfruttato al meglio.

Eccessivo spazio concesso alle due liaisons parallele – quella tra i due ragazzini e quella tra i due professori – raccontate anche in modo frammentato, stile poi di fatto seguito per tutta la costruzione del film.
In generale, quella di Mouaness, è una sceneggiatura troppo elementare; in effetti il focus della pellicola sembra essere più la fotografia, che riesce in qualche modo a tenere l’asticella ad un livello più o meno passabile.

La fotografia, infatti, offre paradossalmente meravigliosi scorci in una situazione intensa e grave com’è quella della guerra, e l’ossimoro è efficace.

Non annovereremmo 1982 tra i film vincitori, il regista crolla sul finale volendo includere una sorta di Jeeg Robot rivisitato, mescolando fantasia a realtà in modo più che discutibile; ma è comunque importante tenere presente il fulcro tematico attorno a cui ruota il film: ci ricorda, anche se delicatamente, che la guerra non è finita. O almeno non dovunque.

Il trailer: