POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Un altro Dipartimento che passa sulla linea della nuova governance di Oliviero con un risultato al di là delle attese: 65 a 39. E ora tocca ad Eramo a Chirurgia

di Marco Brunacci

PERUGIA – Università di Perugia. Il primo segnale, annotato diligentemente da Cityjournal nei giorni scorsi, è arrivato dal flop dell’avanzamento di carriera numero uno, che doveva essere promosso e benedetto dal capo Dipartimento di chirurgia, Bacci.

Era già chiaro: il Divino impero del sole calante era prossimo al tramonto. Le poche righe di Bacci, in perfetto Cadorna-style, non lasciava dubbi sul fatto che si era trattato da una Caporetto: non riuscire a varare una commissione ad hoc per ricoprire validamente il posto di ordinario di Gastroenterologia lanciava la sua lunga ombra su tutte gli altri 48 avanzamenti di carriera decisi dalla vecchia governance, contro ogni buon senso, che doveva piuttosto suggerire ai saggi di lasciar perdere in questo momento in cui si attende il cambio di rettore (data: primo novembre).
E’ stato facile profetizzare quello che sarebbe successo subito dopo, e infatti eccoci arrivati: il Dipartimento di Medicina, considerato tra i più inquieti e meno propensi a lasciare i vecchi riti per le nuove prospettive, ha dato il secondo segnale netto. Ha vinto il candidato – diciamo per chiarire – filo-nuovo rettore, Nello Ambrosio, ma a braccia alzate sul traguardo, come non era prevedibile, contro Francesco Grignani, considerato alfiere dell’anciene regime: 65 a 39. Ambrosio prenderà il posto di Carlo Riccardi, meritata Palma d’oro per il più criptico dei capi di Dipartimento del pur spesso criptico Ateneo di Perugia.

Ora si attende la votazione di Chirurgia, ma qui Eramo (candidato vicino alla nuova governance) non ha più neanche l’avversario da quando Cianetti ha rinunciato. Il suo successo è solo una formalità. E va ad aggiungersi a quelli di Paolo Puccetti a Medicina sperimentale, di Fabrizio Rueca a Veterinaria, di Giovanni Gigliotti a Ingegneria ambientale e civile, di Massimo Giulietti a Matematica e Informatica. Mentre Mario Mari, confermato, ad Economia viene già considerato padre nobile e quindi un po’ defilato rispetto agli schieramenti che hanno portato al cruento scontro sul rettore del maggio scorso, con la conseguente sonora sconfitta della vecchia governance, che sosteneva Cotana rispetto al vincitore Oliviero e al suo alleato Elisei.
Ora, da qui alla fine di settembre, ci sono altri 8 rinnovi di capi di Dipartimento. Se il trend resta questo, è evidente il desiderio di svolta che c’è in tutto il corpus universitario. Già ad ottobre tutto potrebbe essere chiaro e anche il destino degli avanzamenti di carriera decisi dall’ultimo rettore in zona Cesarini potrebbe essere segnato.